Sara

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Mi chiamo Sara, ho 22 anni e buona parte della mia vita è stata caratterizzata da patologie gravissime: anoressia e bulimia.

Sono qui seduta con davanti a me un “semplice” vasetto rosso con dei cuori bianchi disegnati. Questo vaso non è un semplice oggetto, anzi è stato per anni un contenitore del mio dolore. Osservandolo, mille immagini che ho vissuto, mi passano per la testa; tutto il cibo che divoravo veniva vomitato qui.

L’interno di questo vaso è arrugginito, e questo mi dimostra, mi ricorda ancora oggi, quanto è distruttiva, “corrosiva” la bulimia.

Interi giorni passati a vomitare, a svuotare e a ripulire, questo vaso che veniva quotidianamente e per più volte al giorno riempito di vomito. Riempito dal mio dolore. Per poi essere nascosto perché nessuno doveva e poteva sapere che soffrivo di disturbi alimentari.

La mia vita era fatta di programmi! Programmavo cosa, quanto dovevo mangiare e appena ingoiavo un boccone di più, il dolore mi massacrava e dovevo buttarlo immediatamente fuori attraverso il vomito.

Ricordo molto bene quando un giorno mia madre scoprì questo vaso pieno di vomito; in quel momento avrei voluto uccidermi, morire perché non dovevo, non potevo rendere noto che stavo male.

Provavo un dolore massacrante anche perché tutte le routine che accompagnavano i miei giorni, erano state scoperte.

I miei genitori decisero di nascondermi questo oggetto che per me era diventato insieme alla malattia, un compagno di vita, un mio migliore e peggiore amico.

Ma la compulsione in me era talmente tanta che lo ritrovai subito, come se fosse lui a chiamare me e io a chiamare lui.

Erano momenti difficili, dove mi sentivo sola, l’unica persona della terra che era malata di disturbi alimentari, che non poteva parlarne con nessuno, perché nessuno poteva capirmi, nessuno poteva comprendermi!!

Stremata dal dolore, presi l’iniziativa di chiedere aiuto!

Dopo 6 anni di malattia, decisi di mettermi in gioco, di provare a sconfiggere un mostro come la bulimia!

Un percorso difficile dove ho dovuto fidarmi ed affidarmi a delle persone che erano in grado di comprendermi.

Ho portato, grazie all’utilizzo della parola rabbia, dolore, odio, amore e nel tempo tutto è diventato consapevolezza di me, capendo chi ero e da dove venivo.

Osservandoti ancora, caro vaso, posso dirti che oggi faccio tesoro del mio passato, e sono orgogliosa del mio presente! Perché me lo merito un mondo pieno di vita e addirittura lui merita me!

Senza l’aiuto di ChiaraSole, Dott Matteo Mugnani e le ragazze di MondoSole, non avrei mai raggiunto lo stato di benessere che sento oggi! Un Grazie non è mai abbastanza!

 

 

SARA

fin da piccolina mi sentivo inadeguata, diversa rispetto alle altre persone.

Ho una sorella più grande ed ogni mio comportamento già dalla tenera età veniva paragonato ai comportamenti di mia sorella.

Io ero una bambina molto estroversa sempre attiva, in movimento, “pestifera” così mi chiamavano, un comportamento troppo esuberante rispetto a quello di mia sorella; ed ogni azione che facevo mi veniva rimproverata provocando in me dei sensi di colpa.

Agli occhi miei lei era perfetta ed io dovevo sempre fare quello che faceva lei, dire quello che faceva lei.

Venivo paragonata perché in prima elementare non imparavo a leggere, mentre lei era la prima della classe; lei era brava a ginnastica ritmica così anche io iniziai questo sport….

Mia madre è una persona molto ansiosa, schematica, e durante i piccoli litigi che capitavano tra sorelle, lei era solo capace di rimettere ordine con le botte.

Ricordo che mi vergognavo ad invitare delle mie amichette a casa perché se andava qualcosa di storto lei iniziava ad urlare e a picchiarmi.

Invece mio padre é stata una persona non molto presente nella mia infanzia perché spesso capitava che stava via giorni per lavoro e quando arrivava la domenica non si dedicava molto a noi figlie.

Passavo interi pomeriggi con mia zia perché mi faceva sentire amata, ma dall’altra parte iniziarono gli abusi di suo marito.

Credevo che era una cosa normale fino a quando mia sorella denunciò il fatto dopo molti anni ai miei genitori.

Ma nulla per molto tempo venne cambiato, tutto rimase come prima.

Intanto all’età di 8 anni cominciai l’attività agonistica di ginnastica ritmica, ed iniziarono anche i primi controlli periodici del peso, da parte delle allenatrici.

Ricordo ancora il mio primo peso! E i vari commentini delle amichette e istruttrici…

All’età di 12 anni cambiai società sportiva.

Anche qui non cambiarono le cose, anzi peggiorarono… cominciai ad idealizzare le atlete più grandi di me, studiavo i loro comportamenti, i loro fisici, volevo diventare a tutti i costi uguali a loro.

Intanto le allenatrici ci pesavano ogni mese e da quel periodo che iniziai a restringere per poi ridurmi a digiunare.

La mia vita era piena di schemi, calorie e palestra.

Il periodo di anoressia durò circa un anno, poi passai alla bulimia.

Ricordo ancora l’adrenalina di quel rito, così amato, così nascosto, all’inizio così facile ma ero inconsapevole dove stavo per finire.

Arrivai a vomitare perfino nei sacchetti dell’immondezza, nei vasi delle piante, nei campi ovunque…

Intanto tutti mi consideravano normale, gli amici, le allenatrici, anche i mie genitori, poiché dicevano che era una mia fissa e tutto si poteva risolvere con il loro aiuto.

Perseguivo da tempo un sogno ovvero quello di entrare a far parte della squadra nazionale di ginnastica ritmica, per questo ogni giorno mi sottoponevo a duri allenamenti per esaudire questo sogno.

All’età di 15 anni venni convocata nel team Italia.

Mi trasferii a Milano, lasciando tutte le mie abitudini, tutte le persone più care, credendo di iniziare una vita nuova senza più nemmeno il bisogno di vomitare.

Una falsa illusione, il sintomo rimase con me, anzi si presentava ancora più violento.

Le allenatrici ci pesavano ogni mattina, ci insultavano… sono arrivate a dirmi che ero un “orrore” guardarmi, oppure mi dicevano: “ti sbatto fuori a calci in culo e ti rispedisco nel tuo paese”, “mi vergogno di averti come atleta” e tante altre frasi…

Me ne volevo andare a tutti i costi!

Credendo che abbandonando la ginnastica il sintomo finisse.

Un giorno di maggio, ancora mi trovavo a Milano, entrai in una libreria, e comprai il libro di CHIARASOLE.

Mi ritrovai in ogni cosa scritta, in ogni parola!

All’età di 16 anni e mezzo iniziai il mio percorso…e devo dire che senza Chiara, Matteo, e le ragazze non avrei potuta farcela… un Grazie non SARà mai abbastanza!

Vi voglio bene

SARA


 

 

8 Maggio 2012 - Settimana N.18 Giorgia, Sara e Stefania (MondoSole) sul settimanale TuStyle. Clicca per leggere
tustyle

foto scattata da Alfredo Bernasconi. postproduzione Claim.Lab

MONDOSOLE E':
- un Centro per l'anoressia e bulimia a Rimini, che svolge un servizio di cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone con disturbi alimentari.
- una Associazione per la prevenzione, lo studio e la formazione sui disturbi alimentari (anoressia-bulimia), fondata da ChiaraSole Ciavatta e dal Dott. Matteo Mugnani.               CONTINUA

I disturbi alimentari sono patologie incredibilmente dolorose. Il sintomo evidente riguarda sempre il cibo e il corpo, ma è necessario ricordare che si tratta di un male molto profondo, per questo è importante andare oltre alla superficie sintomatica. I sintomi alimentari comunicano emozioni, dolore e sono la manifestazione di un disagio storico spesso incomprensibile per chi lo vive. I sintomi alimentari diventano, paradossalmente, una sorta di rifugio inconsapevole dalla realtà che ha fatto e fa male. Il corpo e il cibo come oggetti che ci si illude di poter controllare. Spesso si ritiene che l’unico problema di chi soffre di queste patologie sia proprio quello del corpo, ma ciò che trae in inganno è proprio il termine DIMAGRIRE. Sul corpo ogni persona materializza il dolore interiore e in questo modo cerca di “dimagrire” proprio di quel dolore che in quel momento non ha un nome.  CONTINUA



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