Vorrei affrontare un tema molto delicato,
complesso e difficile. Sappiamo che tutto può diventare
anestesia. Ogni cosa diventa fonte di dipendenza quando di
base esiste un disagio che risulta schiacciante,
invadente,invalidante, massacrante. Quel disagio viene
inconsciamente colorato con qualcosa che dona una forte
adrenalina di piacere, la quale provoca grande dipendenza.
In questo modo si decide quando sentire e cosa. Abbiamo
spesso sottolineando che i disturbi alimentari
frequentemente si accompagnano ad altri sintomi.
I termini anoressia e bulimia si sposano bene a tante
problematiche. Iniziano ad essere di uso comune. Nella mia
personale storia ho conosciuto queste terminologie adattate
non solo al cibo. La compulsione, ha varie forme, anche
quella sessuale. Leggerete di seguito la testimonianza di un
persona speciale che fa parte di MondoSole, la ringrazio fin
da subito per essersi aperta pubblicamente:
"Il retrocopertina del diario segreto dei
miei vent’anni è costellato di nomi maschili. Accanto ad
ogni nome un segno.
Blu: bacio. Rosso: rapporto completo.
Se dovessi dire a chi appartengono quei nomi sarei in
difficoltà…ma il titolo di quella pagina è chiaro: “Gli
uomini della mia vita. Sono un’amante seriale (La
collezionista)!!”
Ricordo che iniziai a compilare la lista pensando che
sarebbe stato un modo per non dimenticare le mie storie, poi
col tempo godevo nel vederla sempre più lunga, sempre più
piena, come un cacciatore che segna le tacche sulla cintura.
Guardarla significava dire a me stessa che avevo un valore
dato che tutti quei ragazzi mi avevano degnato della loro
attenzione, come se ognuno potesse essere un tassello nella
costruzione della mia identità. Era solo l’inizio della mia
bulimia sessuale.
Ricordo le serate che venivano dopo giorni interi passati in
casa a mangiare e vomitare, in cui uscivo e, aiutata
dall’alcool, cercavo conferme continue negli sguardi
maschili, ma gli sguardi non bastavano, gli approcci nemmeno
e io volevo di più, di più, di più…qualcosa che potesse
colmare quel senso di vuoto che il cibo e l’alcool non erano
stati in grado di riempire.
Cercavo nel sesso quello che non trovavo in me stessa:
l’autostima, l’amore, la voglia di vivere per me e per me
sola. Perché dietro alla facciata di “Serial-Lover” che io
mi dipingevo addosso, ogni volta che andavo a letto con
qualcuno, nella mia testa immaginavo che quel ragazzo
sarebbe stato giusto, e che il mio comportamento così
“facile” sarebbe stato apprezzato perché sinonimo di una
mentalità aperta.
Ero convinta che avere un atteggiamento sessuale libero
potesse essere la chiave per essere amata. Praticamente
credevo di dovermi vendere.
Naturalmente non trovai che storie da una notte ed una
situazione abusante.
Poi, dopo un lunga pausa dovuta al matrimonio, avvenuta la
separazione, la discesa è stata ancora più veloce e
massacrante.
Riconobbi finalmente di soffrire di bulimia sessuale (avevo
già 29 anni), ma non sapevo come sfuggirvi. Ricoveri
sbagliati, medicinali in eccesso e alcool fecero il resto,
tanto che contrassi il Papilloma Virus e fui perfino
costretta ad abortire.
No. Non mi proteggevo.
Avevo paura a chiederlo, perché in quelle situazioni ero
totalmente sottomessa, nonostante “giocassi” ad essere
divertita. Non riuscivo a dire “no”. Mi sembrava di non
poterlo fare, perché se avessi detto “no” cos’avrebbero
pensato di me? Eppure dentro di me talvolta lo urlavo. Solo
non usciva dalla mia bocca.
La paura più paralizzante della mia vita la provai quando
feci i test HIV…ho avuto rapporti veramente rischiosi.
Ho forse infatti cercato nel sesso, oltre che un surrogato
d’amore, anche la forma punitiva che avevo conosciuto nel
rapporto con i miei genitori.
Io in quei momenti non ero degna di stima, ma di
maltrattamenti, di parolacce, perché quello era l’amore che
conoscevo.
Quando ho iniziato a lavorare terapeuticamente su tutti gli
aspetti della bulimia alimentare, la sessualità è stato un
punto determinante, e lo è tutt’ora.
La bulimia sessuale ha una doppia faccia malvagia perché per
qualche secondo dona l’ebbrezza dell’onnipotenza sull’altro
sesso, per poi far sentire un enorme, incolmabile vuoto.
Ora non ho bisogno di dimostrare nulla a nessuno, e
addirittura il sesso è diventato un nodo talmente forte che
temo i rapporti. Sogno sì di fare l’amore con qualcuno che
amo…ma nel tempo, negli anni, il desiderio si è talmente
“sporcato” che faccio fatica perfino a capire chi desidero.
Il parallelismo col cibo è paralizzante: in una vita
trascorsa ad abbuffarsi e vomitare, o ad affamarsi, si ha
bisogno di tempo per imparare a conoscere i propri gusti.
Assaggiare invece che divorare, degustare invece che
ubriacarsi.
Ho paura, la mia emotività è fragile, ma credo che la fretta
che mi ha sempre accompagnata debba…aspettare."
Francesca
http://www.youtube.com/watch?v=Va0I8EmKna0
Inutile dire che chiunque può sentirsi
libero di scrivere in forma anonima! O scrivere a
c4@chiarasole.it
ChiaraSole
leggi anche Avevo in testa solo il cibo e il sesso.. Vere
Commenti
non ce l'ho fatta a leggere
non ce l'ho fatta a leggere tutti i commenti...una parte di
me è in certe frasi e stare qui da sola, come ogni sera, non
mi aiuta...riempio le giornate con il cibo e le notti con il
pensiero forte e intenso di un amore non ancora
provato....ogni notte mi ritrovo a letto a combattere contro
quella parte di me che dice "fregatene, ti puoi portare a
casa chiunque senza che lo venga a sapere nessuno...se
desideri così tanto quella forte emozione di piacere che
solo il sesso sa dare allora esci e trova qualcuno". Ma
un'altra parte di me mi dice di aspettare, di essere
paziente e soprattutto di trattarmi bene perchè merito
rispetto non meno degli altri esseri umani...così ogni notte
agonizzo vacillando da un pensiero all'altro senza riuscire
a capire davvero quello che voglio, e quando a fatica mi
addormento non è mai per ritrovarmi al risveglio riposata ma
di pessimo umore...perchè non c'è nessuno accanto a me o
perchè il frigo è vuoto e io non so cosa mangiare a
colazione...e non ho voglia di alzarmi dal letto...perchè
non lo sento l'amore? perchè sembra quasi che io meriti di
non essere amata e a mia volta amare? per quanto tempo
ancora andrò a letto con la mente carica di desideri e mi
risveglierò al mattino sempre con gli stessi identici
desideri che nel cuore della notte non hanno trovato nessuna
realizzazione?
che cos'è questa fame d'amore che non riesco a saziare in
nessun modo? E sopratutto, quanto durerà? quante altre notti
ancora una parte di me combatterà contro l'altra senza mai
trovare un accordo?
Ho fame, ho sempre fame e non so neppure più di cosa...
sensazioni passate
Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose,
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così.
Io non so se è proprio amore:
faccio ancora confusione,
so che sei la più brava a non andarsene via,
forse ti ricordi
ero roba tua.
Non va più via l'odore del sesso che hai addosso,
si attacca qui all'amore che posso che io posso.
E ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue.
Tu che dentro sei perfetta
mentre io mi vado stretto
Tu che sei la più brava a rimanere mania
forse ti ricordi
sono roba tua
Non va più via l'odore del sesso che hai addosso
Si attacca qui all'amore che posso che io posso
Non va più via l'odore del sesso che hai
addosso,
si attacca qui all'amore che posso che io posso
ti dico solo:
non va più via davvero
non va più via nemmeno se...
Non va più via
Caro anonimo..
...adoro Ligabue e le sue canzoni....
guarda questo video...
http://www.youtube.com/watch?v=fcs-8p0M54M&feature=related
Michi An.
grazie ..il video è splendido :-)lo conosco bene !!
Credo che questa canzone in certi punti esprima esattamente
quello che qualcuna di noi ha scritto nei vari commenti!!
Ed il video da maggior peso alle parole con le immagini
....
Leggo e rileggo ogni post ,ogni virgola che scrivete ...senza troppi respiri e con un po' di coraggio provo ad esprimermi:Bulimia sessuale difficile è stato,per me,rendermene conto elaborarlo e superarlo come altra sfaccettatura della mia Bulimia ..Non me ne rendevo conto a 14 15 anni volevo essere accettata adattandomi ed accettando il primo che veniva (bello brutto,interessante ,pulito ,sporco non mi interessava)per aggiungerlo e diventare la ''puttana ''della scuola...beh si non male mi dicevo domani commenteranno che mi son fatta il piu' figo ...senza mai soffermarmi sulla sensazione di sporco ,viscido ,orrido che avevo addosso...una sensazione che mi sono trascinata dopo anche 3 violenze subite in cui mi dicevo non voglio sentire che fa male e li' continuavo ad anestetizzare senza Mai e dico Mai dar peso a cio' che mi stavo creando...un mondo aleatorio in cui aveva la risultante solo una grandissima abbuffata ...che fosse di cibo,di sesso di alcol nulla importava...L'importante era cancello ,riempio cancello ...sono andata avanti cosi' per tanti anni ...dichiarandomi innamorata del primo che mi desse attenzioni ..del primo stupido purchè mi lasciasse libera di agire nella mia Malattia ...quello che pretendeva solo sesso e per me il suo silenzio poteva valere qualunque merce di scambio...Ad oggi posso dire di aver fatto davvero un grandissmo lavoro sulle cause che hanno portato tutto questo...e a Voi Ragazze che siete ''Sulla Strada del Vostro Percorso'' dico solo una cosa:è durissima piu' di quanto fosse lo stare nel sintomo ma pian piano arrivera' Il Momento ...quel momento in cui ''quelle frfalle nello stomaco '' di cui avete sentito parlare esisteranno in positivo,un abbraccio ,un bacio avranno un Valore ...sara' un valore aggiunto per la vostra persona quello del sentire la bellezza di Un'emozione di qualsiasi si parli...Vi abbraccio a tutte !!
Grazie..sento in queste parole la profondità e il ricordo
vivo di una sofferenza elaborata e non dimenticata.E'
durissima hai ragione, questo enorme scoglio della sfera
affettiva è un macigno molto più bastardo di quanto potessi
pensare. A volte vorrei non sentirlo in nessun senso , sia
verso le possiilità di libertà che mi si stanno aprendo, sia
verso il richiamo al passato;voglio sentire me e basta e non
capisco cosa io abbia dentro di così complicato e annebbiato
che non mi fa aver luce su cosa voglio.Mi spinge avanti la
vostra continua testimonianza,il vostro mettermi davanti la
reltà,il ricordo e quando dici che ci può essere quella
bellezza semplice e aggiuntiva e non compensatoria delle
emozioni, , mi si scalda il cuore..
Martyy
Marty,
abbiamo sempre fatto in modo nel sintomo di non voler
sentire nulla ,di non voler provare nulla quando invece il
sentire ed il dolore erano piu' forti di ogni altro ...
Fondamentalmente quando ho deciso di curarmi l'ho fatto
senza credere a nulla ,avendo disprezzo di tutto e tutti mi
sono semplicemente Affidata !!
E' difficile spiegarti cosa pensavo in quel momento ...mi
ricordo semplicemente che quando vedevo dei sorrisi il mio
animo li respingeva come =ipocrisia ...quando qualcuno
provava a darmi un abbraccio o un bacio d'affetto mi sentivo
inadeguata ,non meritevole di un gesto simile che pe me
,come avevo scritto nel post precedente ,valeva come merce
di scambio...si insomma Marty per far l'abitudine a tutto
quello che un Ver gesto possa avere ci ho messo tanto tempo
...
L'unica cosa che mi ripetevo era: ho sempre anestetizzato
che mi costa provare a fare qualcosa che nn ho mai fatto?
Beh se ti occorre per la tua testolina provaci ...tentale
tutte come sono convinta tu stia gia' facendo supportata ...
Quando dici che nn vuoi sentirlo in nessun senso io ti dico
...L'oltre è un Mondo da scoprire ...non voglio rendere
tutto banale e facilotto perchè non lo è ...ti posso solo
dire che ce la si fa !!Passi lenti ,giorno dopo giorno avrai
modo di comprendere i tuoi perchè ...ad oggi vai Avanti
...non sei piu' complicata di tante altre ...hai solo il
Coraggio di Vivere e voler Vivere godendoti tutte le
emozioni possibili!!L'unico modo è il percorso che stai
facendo !!
Un abbraccio forte :-)
Ho letto questo post un bel pò di volte prima di rispondere,
d'altronde la bulimia sessuale è qualcosa che mi ha
accompagnato per vari anni.
Ti ho sentito proprio tanto, e proprio l'altro giorno in
gruppo ti avevo di fronte e ho pensato : su certi aspetti
siamo due specchi; e ho sentito quanto è importante parlarne
a vicenda e che lavorandoci le cose possono veramente
cambiare.
Ripenso a quando sono arrivata a Mondosole e con quanta
superficilità raccontavo di alcuni rapporti.Ero diversa, non
mi rendevo conto di quanto male mi faceva e poi non volevo
rinunciare a quell'adrenalina che precedeva tutto, dopo
anche il senso enorme di vuoto, e di schifo era coperto con
il cibo.
Qunato odio provavo verso gli uomini..partendo dal primo
uomo della mia vita, mio padre. Da lui ho conosciuto la
sessualità: sentendoli la notte, il dolore di mia madre e la
voglia di mio padre, piccola per capire.
Lavorandoci terapeuticamente ora non è più cosi, dopo molti
sorzi, ad oggi ho un ragazzo, ma soprattutto non sento più
tutta quella rabbia, e ho deciso veramente di abbandonare
tutti quegli schemi e regole che erano nella mia testa.
Vere
Quanto dolore si nasconde dietro ogni compulsione...dopo
tanto tempo ce l'ho fatta anche io a scrivere in questo
post...per il mio passato io vivo la sessualità come
qualcosa di sporco,schifoso...il mio desiderio è come un
peccato,una macchia nera nella immagine bianca di me stessa
che vorrei di donna pura che non ha bisogno di provare
piacere in quel senso...odio il mio desiderio e sono
terrorizzata anche da quello dell'altro,non ho mai avuto un
ragazzo....non ho conosciuto la bulimia sessuale ma ho
conosciuto e conosco tutt'ora altre forme di compulsione
legate a quella sfera...è come picchiare un corpo fino allo
svenimento e contemporaneamente godere per essere quello
stesso corpo e sapere di meritare ogni singolo colpo...un
ansiolitico illusorio che porta a infiniti sensi di colpa
dopo...
Volevo ringraziare infinitamente la mia compagna di percorso
per aver condiviso con tutte noi la sua preziosa
esperienza...grazie amica,credo tu abbia dato tanto da
riflettere a tutte noi...ammiro tanto la tua forza e
continuando così credo che arriverà il giorno per tutte noi
nin cui arriveremo ad accettare di sentire il nostro VERO
desiderio,quello ricco di amore per l'altro ma soprattutto
per NOI STESSE...
G. MondoSole
io invece ho sempre legato il sesso al peccato e allo sporco. colpa dell'educazione delle suore e di un abuso anche se non violento ma fatto per gioco da un ragazzo più grande di me su di me che ero una bimba piccola piccola (avevo 5 anni credo). Ho fatto l'amore per la prima volta a 28 anni e con un compagno solo. benchè lo facessi per amore purtoppo dopo l'atto mi sono sempre sentita sporca. e oggi che col mio compagno sono in "pausa di riflessione" sono felice di poter avere un alibi per non dover più fare sesso. io sto male. tanto. perchè non riesco a vivere il piacere sessuale, neanche se legato all'amore. e tutto l'appagamento che non mi viene da lì lo cerco nel cibo. ma soprattutto nello sport. Faccio qualunque tipo di moto dalla mattina alla sera. di continuo. la mia è una bulimia sportiva. palestra mattina. palestra pomeriggio. camminata la sera. addominali. appena il mio muscolo si è riposato 30 minuti subito mi devo alzare e andare. non posso amare e essere amata. non riesco a condividere amicizie, relazioni, famiglia. ogni rapporto interpersonale è dosato col contagoccie tra un allenamento e un altro. E NON MI POSSO FERMARE. anche l'anoressia sessuale- relazionale fa male all'anima.
..Che bello leggerti sul blog tesoro, mi ricordo di quando
ti sei aperta in gruppo...in quell'occasione soprattutto ti
ho sentito tanto perchè hai condiviso con noi ricordi
intensi e difficili da raccontare, ma ti ringrazio per
averlo fatto, nonostante penso possiamo tutte capire quanto
sia difficile...
penso che ogni vissuto abbia condizionato la nostra
crescita, in un modo o nell'altro, abbia inquinato questa
sfera così delicata e complicata..
Mi ha colpito il tuo "non mi posso fermare" perchè è stato
anche il mio motto per tutti gli anni di anoressia..
i miei NON POSSO erano infiniti..non posso non studiare, non
posso non dare l'esame, non posso prendere l'influenza
perchè significava fermarmi! non posso non andare a lezione,
non posso non fare sport, non posso mangiare questo o
quello, in pratica non ero libera di fare niente....
non potevo fermarmi perchè per me era una perdita di
tempo...non potevo non seguire tutti i miei schemi...
tesoro, poi piano piano ti rendi conto che il corpo non
riesce piu a seguire tutti questi "devo", tutti questi "non
posso".....e capisci che non sei cosi forte come pensavi, ma
che la malattia è più forte e ti sta controllando...ed ha
costruito un po alla volta una prigione, sempre piu stretta
e sempre piu soffocante...
dobbiamo continuare a lavorare per liberarci da queste
catene che ci impediscono di scegliere liberamente....
grazie ancora piccola,
un abbraccio..
Michi An.
Credo sempre di più che sia spesso un problema di umiltà,
nel senso che dobbiamo tutti, io per prima, fare pace con
noi stessi, accettare che non siamo perfetti, che abbiamo
debolezze e fragilità, che se anche il mondo ci chiede
nientemeno che essere i numeri uno, noi non lo siamo, forse
siamo i numero due o forse gli ultimi ma questo non è un
problema nostro, bensì di chi crede ancora che ciò sia
importante. Ogni essere umano ha limiti e fragilità,non sta
scritto da nessuna parte che dobbiamo essere forti e saper
affrontare tutto e tutti da soli, chiediamo aiuto agli
altri, questo è da uomini non da deboli.
Irene
Tesoro grazie per esserti aperta...è stato tanto importante
quello che hai scritto,soprattutto perchè ti sei presa un
attimo in cui riflettere e guardarti dentro davvero...ti sei
FERMATA...è vero l'anoressia sessuale fa male,perchè
comunque è una forma di bulimia,un eccesso di
resrizione...inizia ad affidarti completamente e vedrai che
piano piano,stando insieme a noi e ragionando lucidamente
sempre più riuscirai a dare un nome alla tua sofferenza e
imparerai ad accogliere ogni tipo di sentire senza
anestetizzarlo...e solo sentendo ti libererai,ma è
importante non avere fretta...e ricorda che se vuoi...CE LA
FAI...
Ogni volta che lo vorrai sarò,saremo con te per lottare
verso la vita...
Un abbraccio
Giulina
La tua testimonianza mi tocca tanto, sono felice di vederti qui, felice che tu sia tra noi, felice dei tuoi passi avanti. Ti stringo fortissimo
Fra
cara, ti capisco quando dici che ti sentivi sporca dopo un
rapporto. Anche io col mio primo ragazzo ricordo che la
prima volta mi sentivo in colpa perchè avevo tradito
quell'ideale di me limpido e puro , immacolato non toccato
non rovinato per sempre..mi sentivo di aver tradito la
fiducia di mia mamma, di essere stata facile e ormai
macchiata.Tanto era forte la fusione con mia mamma che non
ero libera di avere un mio giudizio su nulla, una mia etica,
un mio sentire.E il giorno dopo ho dovuto dirglielo per
sapere se fosse arrabbiata o se mi pensasse una poco di
buono come diceva a quelle che sentiva in televisione,
elogiando le vergini fino a sopra i vent'anni..stereotipi ma
per me modelli da seguire..Poi anche per molto tempo dopo
ogni volta che finiva un rapporto ,soprattutto quando
iniziavo a sentire un certo desiderio e poi quando questo
non veniva ricambiato, dovevo lavarmi, togliere ogni odore,
ogni segno, ogni capello sul lenzuolo, sulla mia pelle..e
tante volte soprattutto quando ancora non mi concedevo di
sentire il mio desiderio, mi dicevo che almeno avevo
smaltito un pò di calorie..meccanica ginnastica senza
sentimento..Anoressia di desiderio, di vita, di emozioni, di
imprevisti, di momenti vissuti senza pensare al prima o al
dopo...Mi sono privata tante volte di restare a letto la
domenica mattinan rilassati e accoccolati perchè dovevo
fare,dovevo andare a camminare, pulire, studiare, ordinare
ciò che la sera prima avevo messo in disordine;e questo mi
faceva ancora più rabbia, perchè non potevo nemmeno
concedermi un attimo di riposo..Quante catene che devono
tenere a bada quel cucciolo che abbiamo in noi che vuole
essere ascoltato vuole spazio, e poi ovvio che ruggisce se
lo si soffoca sempre , se lo si è fatto per una vita
intera..Ma quel cucciolo è più dolce e vitale di quanto si
creda, è con noii e non contro di noi.Se lo si segue lo si
lascia parlare, potrà solo andare meglio.Credi a questo
cara, si può solo guadagnare..datti tempo..la vita arriva la
puoi cogliere..noi siamo qui con te.
Martyy
Inserito da Anonymous il 17/01/2010 - 12:32
Che bello vedere anche te nel blog..
Quello che posso dirti è che sia l'eccesso che la
restrizione, in questo caso in campo sessuale, provocano una
grande sofferenza.. Per me, nonostante il mio trascorso
diciamo "burrascoso" in questo ambito, il sesso è ancora
qualcosa di profondamente destabilizzante, non scenderò nei
particolari, ma, come sottolinea anche la testimonianza, il
sesso può fare davvero paura anche a chi ne ha abusato!
Per quanto riguarda la compulsione sportiva,ti capisco,anche
io ne ho sofferto,seppur in un brevissimo periodo,ma credo
che comunque, ognuna di noi può ben comprendere il tuo
dolore, la frustrazione, il senso di sconforto, l'
importante però è non crogiolarsi in questa insoddisfazione,
poichè ha due facce bastarde..da un lato soffri, ma
dall'altro, godi moltissimo, il godimento malato..quanto ci
sarà familiare??
Ti dico: FORZA!! Lasciati guidare, affidati, noi, se vuoi,
siamo con te.
Ti abbraccio.
Benny
bello è condividere, bello è esserci, bello è ascoltarvi. ci provo. grazie. questo blog è un'opportunità davvero utile e stupenda. grazie Benny. grazie mondo sole. Ele
purtroppo penso di aver incontrato un vero sadico..
che si incastra perfettamente con la mia dinamica
masochista..
mi fa incazz...talmente tanto che impulsivamente reagisco
anche esagerando....
poi riesce a farmi sentire in colpa...
fino a chiedergli scusa....
per poi riniziare coi suoi giochi perversi, ad attirarmi da
lui, con un misto di paura ed eccitazione......
le sue volgarità, le sue parole sono un misto di schifo e di
eccitazione cosi come è lui ai miei occhi, una persona di
cui ho paura e attrazione allo stesso tempo..
io non voglio essere piu attratta da questi giochini
scusate lo sfogo ma sono confusa da quello che mi succede,
da quello che sento e dall'altalena di emozioni che vivo...
e volevo almeno scriverle visto che non posso parlarne
ora...
Michi An
...so che è difficile Miki nn lasciarsi coinvolgere e
trascinare da colui che rappresenta ciò che più desideri ma
anche ciò che più odi...ma hai con fatica con grandissima
fatica preso in mano la tua vita e devi preservarla
sempre...a te solo a te resta la scelta tra le catene e la
libertà...e se hai bisogno di sostegno di coraggio noi ci
siamo miki e puoi attingere tutta la forza per liberarti
anche da quest'altra catena da cui ti stai facendo
imprigionare.........
ti voglio bene
roby
Grazie Roby, grazie ragazze...
Ad essere sincera l'effetto del gruppo di sabato è stato
quello di una martellata in testa...però sicuramente mi
hanno toccato molto certe parole, su cui mi sto fermando a
riflettere...quindi grazie a tutte...
il problema Roby, è che una parte di me si sente felice in
quelle catene, ci vuole stare perchè non c'è nessuna altra
cosa che le dà lo stesso effetto, lo stesso piacere, lo
stesso godimento, masochista...e rinunciare a tutto questo
per essere liberi, ma una parte di me dice "liberi da chè"?
liberi di non sentire il desiderio, liberi di non provare
piacere...?? allora non voglio essere libera...
Però si, forse devo passare da questa frustrazione per poi
poter provare un'altra strada più sana...anche se secondo me
è una scelta che mi porta cmq ad una insoddisfazione...
vorrei scrivere queste righe che mi hanno colpito...
IMPARERAI DALLE TUE ESPERIENZE...
…imparerai la differenza fra dare una mano ed incatenare un
cuore…
Ed imparerai che amare non significa appoggiarsi,
e che stare insieme non significa sicurezza…
Imparerai che i baci non sono contratti e i doni non sono
promesse…
Imparerai ad accettare i tuoi fallimenti a testa alta
e con lo sguardo in avanti..
Ed imparerai a costruire oggi il tuo sentiero,
perchè il terreno di domani è incerto,
Accetterai che le buone persone possono ferirti
qualche volta e che avranno bisogno del tuo perdono
imparerai che parlare può alleggerire i dolori dell’ anima..
imparerai che le vere amicizie continuano a crescere
nonostante le distanze…
E che non importa quello che hai nella vita… ma chi hai
nella Vita….
E che i buoni amici sono la “famiglia” che ci è permesso di
scegliere…
Scoprirai che ci vuole tanto tempo x arrivare ad essere ciò
che vuoi essere…
Imparerai che se non avrai il controllo della tua vita,altri
lo avranno per te
e che essere flessibile non significa essere debole o non
avere una personalità perché non importa quanto delicata o
fragile sia una situazione… esistono sempre due strade…
Imparerai che gli eroi, sono le persone che hanno fatto
quello che era necessario fare, senza aver paura delle
conseguenze…
Imparerai che la pazienza ha bisogno di molta pratica…
Imparerai che maturare non c’entra nulla con l’età,
ma ha a che fare con quello che hai imparato dalle tue
esperienze…
Imparerai che i tuoi genitori fanno parte di te, più di
quello che pensi…
Imparerai che ci sono persone che ci amano, ma che non sanno
dirlo…
Imparerai che non basta sempre essere perdonato…
Ma qualche volta dovrai imparare a perdonare…
Imparerai che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è
rotto, il mondo non si ferma perchè tu possa ripararlo…
Imparerai che il tempo non può tornare indietro e quindi
devi seminare il tuo giardino ed abbellire la tua anima oggi
senza aspettare che qualcuno colori il tuo tempo…
Allora capirai che puoi resistere a tutto…
Che sei forte e che puoi arrivare molto più lontano di
quello che pensavi quando credevi di non farcela…
E che nella vita non devi farti guidare dalla paura di
perdere quello che avrai conquistato… ma devi solo avere il
coraggio d’affrontarla…
(William Shakespere)
Michi An.
Io sono una che sbatte la testa...una che deve vedere per
credere...ma Mondosole mi sta insegnando che ci si può
fermare prima.
Si può fare!!
E non si perde nulla.
Si guadagna. Si guadagna in autostima, si guadagna in voglia
di vivere, di cercare quell'affetto e quel piacere in una
persona che MERITI.
Ultimamente ho usato spesso questo termine.
Io MI MERITO di più.
IO MERITO di stare bene.
Me lo merito perchè non posso e non DEVO continuare a
perpetuare il gioco malato e masochista dell'amore materno.
Mia madre, come tua madre, in modo diverso ma simile, sono
bambine che non hanno avuto i nostri strumenti per crescere.
Noi possiamo cambiare il NOSTRO corso delle cose. Imparare
una nuova forma d'amore: SANA.
Conosco una ragazza che ha una bimba e l'ho vista
maltrattarla, dirle parolacce...sua madre faceva lo stesso
con lei...ma lì il cerchio è chiuso, e spezzare la catena
difficile.
Tu PUOI farcela, come sto riuscendo io a dire NO agli abusi
psicologici...sei ancora in tempo a tornare indietro.
Ricorda che le fantasie masochistiche possono essere
"ripulite" portandole nei giochi di un normale e paritario
rapporto di coppia...
TI dedico una canzone che amo tantissimo, del mio adorato Capossela...ascolta il testo...soprattutto la parte in cui parla...
http://www.youtube.com/watch?v=N2u2rUASaAQ
UN abbraccio grande
tesoro grazie...ho ascoltato 3 volte la canzone per capire
bene il testo...non la conoscevo...mi sono scritta alcune
frasi che per me sono più significative...poi magari te le
mando via mail...
razionalmente non posso non darti ragione su quasi tutto
quello che hai scritto..spero di riuscire ad essere
abbastanza forte...
ti ringrazio anche perchè mi hai dato uno spunto importante
che però è troppo complicato da scrivere qui e adesso (sia
perchè sono al lavoro.....sia perchè devo ragionarci un pò
su per trovare le parole..)
buon lavoro cucciola!
ti stringo forte....grazie ancora,
Michi An.
...che ha rimandato ad una pagina, o meglio, ad uno scritto:
IL MASOCHISMO: IL PUNTO DI VISTA PSICOANALITICO riporto lo
scritto di seguito: I comportamenti di alcune persone e,
soprattutto nella sfera sentimentale, di alcune donne,
sembrano chiaramente autolesionistici, inutilmente portati
alla sofferenza, a volte persino piegati, oltre ogni
ragionevolezza, all’umiliazione e al disprezzo da parte del
partner. Questi comportamenti e atteggiamenti non sono
ovviamente tutti della stessa entita’, ma si situano
all’interno di uno spettro, possiamo dire, che va da
sporadici e modesti tratti relazionali di sottomissione a
veri e propri ‘stili’ comportamentali in cui la persona
sembra ricercare, nel rapporto amoroso, tutto cio’ che la fa
soffrire.
Come terapeuti, ci si domanda pertanto se tali comportamenti
possano rientrare nell’ambito clinico chiamato ‘masochismo’.
Occorre fare un passo indietro. Il termine viene
inizialmente usato da Freud (1905, Tre saggi sulla teoria
sessuale) per indicare alcune deviazioni sessuali in cui il
soggetto cerca, non solo accetta, la sofferenza fisica e
psicologica come mezzo per ottenere il piacere, all’interno
del registro perverso del sadomasochismo (Freud comprende
presto, infatti, che i ruoli possono facilmente ribaltarsi e
“laddove vi e’ il masochismo possiamo sempre ritrovare anche
il polo opposto, il sadismo”). Questi primi studi di Freud,
per quanto gia’ peculiarmente psicoanalitici, risentivano
ancora dell’interesse che la scienza medica della fine del
secolo scorso nutriva per le deviazioni sessuali, e sono in
parte ancora ispirati al famoso trattato di Kraft-Ebing,
Psychotapia Sexualis (1886). Freud chiama questa forma di
masochismo come erogeno: esso designa quell tipo di persone
che, piu’ o meno incosapevolmente, cercano un partner
sessuale sadico, che abbia cioe’ caratteristiche opposte
alle loro e che infligga dolore e sofferenza, realizzando
cosi il rapporto perverso sadomasichistico.
Successivamente, l’interesse di Freud si sposta sull’analisi
delle fantasie inconscie che stanno dietro alla posizione di
sottomissione (1919, Un bambino viene picchiato), scoprendo
che si tratta spesso di fantasie legate al desiderio
edipico, nella bambina, di essere amata e sottomessa al
padre, e creando cosi’ le basi per la futura suscettibilita’
adulta del masochista nei confronti di figure paterne o che
rivestano autorita’. Piu’ avanti ancora, a conclusione del
suo pensiero (1924, Il problema economico del masochismo),
Freud estende il concetto di masochismo dal ristretto campo
sessuale o dallo specifico della fantasia edipica, al
comportamento umano piu’ generale e al carattere femminile.
Al masochismo del primo tipo, detto appunto erogeno, si
aggiunge cosi’ il masochismo morale e quello femminile.
La ricerca inconscia della sofferenza non si limita piu’,
quindi, allo scenario sessuale, ma si puo’ estendere allo
stile esistenziale globale della persona, caratterizzandone
le scelte, le motivazioni, i comportamenti.
Poiche’ dobbiamo sempre tenere presente che la natura e la
spinta profonda di un tale assetto psicologico e’
essenzialmente inconscia, noi potremmo avere una persona, ad
esempio una donna per restare al nostro argomento, che vive
ripetute relazioni sentimentali autolesionistiche ed
infelici ma consapevolmente non le vorrebbe, sul piano
razionale e cosciente desidera invece, in tutta sincerita’,
trovare un partner adeguato a cui non sottomettersi e con
cui vivere serenamente. La psicoanalisi ci ha insegnato da
tempo che questi due registri, conscio ed incoscio, possono
purtroppo convivere in piena contraddizione dentro di noi,
portando avanti istanze del tutto diverse e opposte, ad
esempio conscientemente possiamo sentirci attratti da A
(supponiamo, il successo di una nostra iniziativa), ma
inconsciamente remare contro verso B (lo scacco, il
fallimento della stessa iniziativa), con il risultato di
generare in noi un conflitto psichico inconscio. Lo stesso
vale per le relazioni affettive: una persona puo’
consapevolmente ed in totale buona fede desiderare una vita
sentimentale costruttiva ed appagante, ma inconsciamente
ricercare proprio quel tipo di esperienze o di persone con
le quali tali realizzazione e’ impossibile.
Il motore interno del masochismo (parliamo sempre, da ora in
poi, di masochismo morale), la forza inconscia che ne
costituisce la spinta, Freud la individuo’ nella presenza
dell’istinto di morte (1920, Aldila’ del principio del
piacere), una pulsione inconscia antitetica alla libido,
cioe’ all’istinto di vita, che in queste persone e’
particolarmente elevata, o non sufficientemente fusa,
mescolata cioe’ alla libido che ne dovrebbe attutire la
distruttivita’, cosicche’ si ritrova libera ad operare
all’interno della psiche, causando la ritorsione
dell’aggressivita’ verso il Se’ (nel masochismo, appunto) o
verso l’oggetto, l’Altro (nel sadismo). Il nostro inconscio
e’ abitato da una lotta pressoche’ continua tra istinti di
vita e istinti distruttuvi, per Freud (posizione, questa,
non condivisa da tutto il corpus psicoanalitico), la notra
salute e la nostra capacita’ di costruire legami positivi
dipendono dalla prevalenza, in noi, di forze vitali; se
prevale l’inconscio istinto di morte, la distruttivita’, di
cui il masochismo e’ un’espressione, siamo portati a
compiere scelte e comportamenti distruttivi per il nostro
benessere, ad esempio con la scelta di relazioni amorose
fallimentari e dolorosa (va precisato, naturalmente, che la
distruttivita’, in quanto incoscia,non solo puo’ non
apparire del tutto dall’esterno, ma puo’ essere mascherata
da comportamenti di segno opposto, come e’ il caso si quei
temperamenti cosiddetti maniacali sempre portati
all’esuberanza e all’ottimismo).
La terza tipologia di masochismo, quello che Freud vedeva
come connaturato alla femminilita’ e che chiamo’ pertanto
femminile (1931, Sessualita’ femminile), e’ stato oggetto di
molte critiche, come e’ noto, ed e’ da ritenersi oggi un
concetto piuttosto desueto. Esso si identifica con la
posizione femminile passiva, per Freud e alcuni allievi (in
particolare Helene Deutch, con Psicologia della donna),
legata alla differenza anatomica tra i sessi che vede il
maschile in posizione di attivita’ (possessore del pene) e
il femminile in posizione di passivita’ (in quanto mancante
dell’organo maschile, castrata).
La psicoanalisi moderna ha portato aventi, in parte
superandolo, il discorso freudiano, e vede nel masochismo
un’origine plurideterminata: vi sono casi in cui
effettivamente l’aggressivita’ del soggetto e’ rivolta verso
se stesso, con necessita’ di autopunizone e quindi
sofferenza masochistica, ma piu’ spesso troviamo casi in cui
la ricerca inconscia della sofferenze e dell’umiliazione
costituisce la ripetizione, in forma diretta o ribaltata,
delle vicende traumatiche infantili. Il bambino o la la
bambina che hanno subito traumi, come ad esempio genitori
maltrattanti, sadici o trascuranti, possono ricercare lo
stesso copione relazionale nella vita adulta, non gia’ per
ricerca del piacere o per eccesso di aggressivita’ interna,
ma per una sorta di perenne vicinanza all’area traumatica
infantile, come se inconciamente si fosse destinati a
ripetere, anche nel tentativo di modificare, un vissuto
doloroso, e non si riuscisse a fare diversamente.
Siamo cosi’ arrivati al tema di questo sito. Una sofferenza
masochistica di origine traumatica inconscia, talora
avvertita in parte anche coscientemente, puo’ determinare
alcuni dei comportamenti che qui prendono il nome di Mal
d’Amore. Si tratta di donne, piu’ spesso, che ‘scelgono’
ripetutamente relazioni amorose frustranti, con uomini
inaffidabili, respingenti o maltrattanti, apertamente o
subdolamente, che talvolta impongono loro rinuncie,
infliggono sofferenze gratuite e le espongono a umilizioni
su piu’ versanti della vita, in ogni caso donne che possono
essere perfettamente adulte e ‘funzionanti’ in altre aree
della loro esistenza, come il lavoro, ma ritrovarsi come
costrette, obbligate da una tirannia interna, a vivere
relazioni di questo tipo. Come se vivessero in una prigione,
talvolta in un lager interiore, di cui non riescono a vedere
ne’ i confini, ne’ la via d’uscita.
L’esperienza analitica e psicoterapica rivela spesso,
nell’infanzia di queste pazienti, una storia traumatica di
deprivazione affettiva, o di violenza e abuso da parte di
adulti significativi da cui dipendeva la vita del bambino,
irrinunciabile per lui. Il trauma puo’ essere anche
apparentemente modesto, ma ripetuto nel tempo (cosiddetto
‘trauma cumulativo’), come ad esempio una madre
alternativamente affettuosa e maltrattante, e venire
introiettato nella mente del bambino come l’unica realta’
possibile.
Nella mia esperienza clinica, di rado ho constatato la
presenza di piacere nel subire maltrattamenti da parte di
queste pazienti (sebbene sia possibile, nel tempo, che in
via secondaria si instauri una certa erotizzazione della
sofferenza, sulla quale occorre poi lavorare in terapia),
piu’ spesso l’attaccamento al partner maltrattante o
trascurante posa su altre ragioni: l’idea che cosi sara’
piu’ amata, la garanzia fantasticata contro l’abbandono, o
perche’ e’ l’unica forma di relazione che conoscono.
Credo che quest’ultimo caso sia particolarmente
significativo e meriti la nostra attenzione. Quando una
bambina, nella prima infanzia, ha appreso emotivamente che
per avere un po’ di attenzione e amore dai genitori doveva
sopportarne gli accessi di rabbia, gli sbalzi d’umore, gli
abusi o le imprevedibilita’, potra’ essere incosciamente
portata nella vita adulta, anche quando non ne sussiste piu’
il bisogno, a ritenere quel tipo di relazione come naturale,
l’unica possibile per lei, per lei che non e’ degna di
altro.
Dal punto di vista psicoanalitico, e’ dunque importante
conoscere a fondo il mondo interno della donna (o dell’uomo)
che soffre di questa patologia relazionale, risalire alle
radici infantili inconscie dove spesso il trauma e’ stato
negato o minimizzato, essendone intollerabile l’elaborazione
e l’integrazione con il resto della personalita’, allo scopo
di ‘rimettere mano’, insieme al terapeuta, a questo insieme
di rappresentazioni interne patogene e dolorose.
Credo sia importante che giunga a queste persone il
messaggio che non si tratta di un destino ineluttabile,
anche se il percorso puo’ essere talvolta lungo e
difficoltoso, ma che noi possiamo sempre, tramite un lavoro
psichico, ridare fiato e spazio alle nostre parti vitali, e
riparare infine le nostre antiche ferite.
Concludo con una breve vignetta clinica, ad esemplificare la
spinosita’ ma anche la potenzialita’ del percorso
terapeutico. Una paziente in analisi, che e’ riuscita dopo
molte incertezze a divorziare dal marito, un uomo dalla
grave personalita’ narcisistico-sadica che la aveva
sottoposta ad ogni genere di incuria ed umiliazioni, al
progressivo liberarsi di questa penosa sudditanza ha
iniziato a provare un profondo senso di spaesamento, quasi
di smarrimento di identita’, durato diversi mesi. “Prima
sapevo dove stare – disse la paziente – avevo il mio
posto…ora non ce l’ho piu’”.
Solo un attento e paziente lavoro terapeutico condiviso puo’
portare questa donna brillante e intelligente, e altre come
lei, a ritrovare un suo posto che non sia necessariamente
quello della sudditanza ad un oggetto sprezzante e
irragiungibile, come lo fu un tempo l’oggetto primario, la
madre, ed in seguito tutti i suoi sadici sostituti. Quel
posto, riteniamo, e’ necessariamente prima di tutto un luogo
terapeutico, di qualsivoglia orientamento, purche’ capace di
creare lo spazio per un nuovo discorso condiviso. dott valor
anch'io lo faccio
http://www.youtube.com/watch?v=Va0I8EmKna0
meraviglioso Chiara, grazie...
è stato emozionante guardarlo accanto alla persona che lo ha
scritto...
Benny
..grazie...il video più intenso, più forte e più emozionante
che ho mai visto...
ringrazio di cuore la mia compagna di percorso...
e tu Chiara per aver fatto un video che mi ha commosso e mi
ha fatto venire una stretta allo stomaco..
le immagini e la musica insieme, e poi le parole della
ragazza...forti, incalzano nella mia mente e nel cuore...
mi viene da piangere perchè mi ritrovo in alcune frasi, in
alcune immagini..
con sincero affetto,
Michi An.
Grazie,
Leggo, nelle tue parole un flagello così accomunante e sento
nelle tue parole quella ricerca della vita anche dentro il
dolore più grande che pure ci accomuna tutte. Quella della
strada dura, e vera, che ci porta le mani al viso, ci gira
la testa ci apre gli occhi, che entri la luce e arrivi al
cuore!!!
Ti conosco e so che valore anno le parole che hai scritto,
per te inquanto te. Mi si bagnano gli occhi, di gioia e
dolore insieme, perchè ho idea del lavoro doloroso che è
porsi difronte alla realtà di ciò che la malattia ci ha
portate, per comprenderla e comprendersi e so che grande
passo è.
Ti abbraccio,forte.
Giulietta
Inserito da Anonymous il 11/01/2010 - 13:25
Grazie ragazze
chi di voi mi conosce bene sa chi ha postato questo blog, e
la scelta di anonimità non riguarda tanto voi, quanto la
sede "pubblica" della mia testimonianza.
Leggere le vostre risposte mi dà un profondo senso di
comprensione, di unione.
Ora più leggo più mi rendo conto il problema su cui
focalizzarmi, che riguarda tante di noi, è il cercare dentro
di sè LO SGUARDO CHE APPAGA.
Le mie ultime settimane sono state l'ultimo tentativo
smanioso di procurarmi un minimo godimento isterico
attraverso questo meccanismo perverso.
Sebbene non ci sia più tutta quella carica adrenalinica,
quel gioco al massacro, quel far male e farmi male, e non ci
sia più l'arma del sesso...resta il fatto che faccio fatica
a GUSTARE, come dicevo in fondo al post.
Con il cibo mi è accaduto questo: che piano piano, le
abbuffate e il vomito non mi davano più godimento, erano una
fatica.
Ora sta succedendo lo stesso sul piano emotivo. Ma sono
pronta. Non voglio più tutto questo.
So che ogni strappo è doloroso, ma lo elaborerò con voi.
Grazie Chiara
Un abbraccio
Se è proprio vero che l'unico sguardo che appaga è da
cercare dentro di noi allora siamo sicure che c'è e nessuno
può prenderlo o toglierlo, siamo certe che è quello vero,lo
sguardo che ci dice che andiamo bene così, che ci vogliamo
bene e siamo preziose.Io non ne ho la più pallida idea di
come ci si possa sentire, ma sento bene ora ,quello che mi
procura averlo cercato fuori soprattutto dalla persona che
mi era accanto..e non averlo cercato in me.Ma devo trovare
la forza di accettare che sia proprio io a determinare in
larga parte il mio benessere:io a poter star bene anche da
sola.Io con le mie cose da fare , nella routine, nelle
amicizie e anche nelle difficoltà che posso affrontare anche
senza dover sempre avere una
spalla..idealmente..Forzaaaaaaaaaaaaaaaaa
Martyy
Mia Cara.....
Grazie a te!
Sono e siamo con te in questo momento di transizione!
Forza tesoro, che vinci anche questa!!
Benny
Inserito da Anonymous il 11/01/2010 - 13:30
"Un servo e' tale fin quando ha un padrone..e se lo si rende libero puo' farne a meno e se si rende conto che anche senza catene è al sicuro comincia a muovere i primi passi da solo..senza piu' leggi senza un padrone a cui sottostare.."
In questo momento non mi è chiaro chi sia il padrone porca
miseria...da cosa devo liberarmi? dalla fame ossessiva di
avere qualcuno accanto? dal godimento del rifiuto o del
rifiutare? (vomitata e vomitante?)
grazie per questa riflessione...
ora posso riprendere fiato..è una di quelle lettere da leggere senza pause,virgole o punti..respiro e sicura di non ancora aver perso la memoria nel pensare di averlo scritto io, mi catapulto improvvissamente nel passato,un passato che sa di ieri, di un'adolescenza mai stata tale,di serate passate a scegliere il prossimo "amore"per sentirsi un po' meno sole ma sempre piu' troia..scusate le parole ma la verita' e' tale quando la si guarda in faccia e la si chiama per nome.. ora le do il nome di bulimia sessuale ma a 16 a 18 anni al tipo di turno o alla mamma che non si preoccupava di tenersi per se la pessima opinione che aveva di me;chi spiegava che quella che credeva un angioletto improvvisamente si era trasformata in una "divoratrice" di uomini... nel mio caso spesso e volentieri gia fidanzati..chi spiegava a tutte alla mia migliore amica alla quale puntualmente portavo via il ragazzo, che era in realta' dentro di me c'era una grande sofferenza?? chi avrebbe parlato per me,chi aavrebbe urlato il dolore che quelle mani sul mio corpo mi procuravano??nessuno.. cosi tra un ""amore"" e l'altro tra un ragazzo in prestito e l'altro mi abbuffavo di tutto cio' che in realta' mi avvelenava in un gioco di perverso godimento..non c'erano parole ma digiuni che punivano per me le mie azioni come un giudice supremo ripulivano il mio corpo sporcato.. poi il vomito sordo soffocava il suono di una voce che avrebbe chiesto di rendere carezze quelle mani violente e bramose di altro, dolci quegli occhi disinteressati e distanti,avrebbe chiesto amore avrebbe chiesto all'altro di restare comunque senza condizioni solo per me....vorrei sottolineare una cosa importante..non ho mai avuto un ruolo passivo,,non ero consapevole dei motivi che mi spingevano a questo tipo di dipendenza..ma ero assolutamente consapevole del mio ruolo e di cio' che alla fine cercavo...non voglio stare qui ad elencare cause fatti o spiegazioni analitiche cio' che mi sta a cuore e' riuscire a trasmettere il senso di liberta' che si acquista quando si riesce a comprendere i motivi che ti rendono schiava di una dipendenza.. c'e sempre un perche'..uno servo e' tale fin quendo ha un padrone..e se lo si rende libero puo' farne a meno e se si rende conto che anche senza catene è al sicuro comincia a muovere i primi passi da solo..senza piu' leggi senza un padrone a cui sottostare..la liberta' di cio' che si è credo sia il primo passo per liberarsi da catene sintomatiche..non ho piu' bisogno di tenere un uomo o una donna a me con il sesso, ora so' che se mi è accanto è perc hè c'e ben altro che la tiene legata.. non ho bisono di rubare uomini di altre donne ora che ho fatto pace con la figura di mio padre e mia mamma... non ho bisogno di abbuffarmi di tutto solo per confermare il mio esistere..cerco di assaporare l'amore che ho..ma fa ancora tanta paura..forse perchè è uno solo autentico e prezioso...con affetto..ilma
Fin da adolescente io ho sempre DOVUTO attirare l’attenzione
di un qualsiasi uomo che attraversava il mio raggio visivo,
dovevo sedurre anche persone di cui non mi importava nulla e
anche uomini sposati, fidanzati di amiche, docenti,
colleghi, datori di lavoro…io dovevo piacere a tutti!Quanta
fatica, quanta frustrazione, quanto masochismo… Ho avuto
tanti ragazzi, tante storielle, nessun grande amore…Poi
arriva Lui: lo voglio, lo desidero, voglio farlo mio perché
solo lui riempie il mio vuoto. Finalmente il sesso è bello,
ma ben presto diventa l’ennesima ricerca di conferme: di
essere amata, desiderata, voluta…e per questo lo voglio
sempre, in qualsiasi momento e occasione. Non mi basta mai.
All’inizio è eccitante ma poi lui non riesce più a starmi
dietro, dice che non è normale, io lo incolpo dicendo che
non mi vuole abbastanza, gli vomito addosso tutta la
frustrazione e insoddisfazione che mi lacera dentro… E’ una
lotta durata 5 anni…poi a giugno finisce e io, per non
sentire quel dolore che mi sbriciolava il cuore, inizio ad
uscire, sballarmi, ubriacarmi e cercare uomini. Ogni sera è
una caccia, ogni uomo che mi guarda una possibile preda,
ogni preda un oggetto da usare, da cui trarre il godimento
di cui avevo bisogno per poi cacciarlo via. Mi sentivo
forte, una donna libera e sessualmente disinibita, capace
finalmente di divertirsi e fare cose che non avevo mai
provato prima. In realtà era tutto effimero perché non
appena mi fermavo un attimo sentivo il vuoto comprimermi il
petto, e allora ancora, di più e ancora …Ragazzi conosciuti
un paio d’ore prima finivano nel mio letto e prima che
l’alba sorgesse erano già andati via. Solo ora riesco a
vedere il mio comportamento per quello che era: l’ennesima
abbuffata. Solo adesso sento la stanchezza di quel gioco
perverso….solo adesso sento finalmente la stanchezza, non
solo per questi ultimi mesi, ma per tutti gli anni
passati…da persona malata!
Vale
Inserito da Anonymous il 18/01/2010 - 14:47
Ti sei aperta tantissimo...ti stai aprendo sempre di
più...grazie per come ti stai affidando a questo percorso,
grazie da una persona come me che ha fatto e talvolta FA
resistenza, perchè ora che sono aperta all'ascolto e alla
voglia di seguire i consigli, vedere persone come te
gettarsi a braccia aperte sapendo, sentendo di essere
accolta in un abbraccio, fa davvero BENE. E' un esempio.
Ti stringo forte! Dai che ce la facciamo...
Mi dispiace non ti sia firmata, però GRAZIE!!Il mio
affidarmi e oppormi alle resistenze che sento tirare dentro
di me ogni giorno è una gran fatica, ma cerco di far vincere
una timida vocina che sussurra che è il percorso da seguire
per irradiare la mia vita di Sole!!!E poi siete voi, le mie
compagne, a darmi una gran forza giorno dopo
giorno...Finalmente non mi sento più sola a questo mondo!
un abbraccio forte
Vale
Mi dispiace non ti sia firmata però, GRAZIE!Il mio affidarmi e oppormi alle resistenze che sento tirare dentro di me è una gran fatica ogni giorno, ma una timida vocina mi dice che è il giusto percorso verso il mio SOLE!E poi siete voi, le mie compagne, a darmi una gran forza!Finalmente non mi sento più sola in questo mondo!!un abbraccio forte
Ho fame di essere voluta, di essere desiderata e di essere
scelta.Non sono mai sfociata nelle bulimia sessuale quella
cattiva e prepotente, anche perchè ho vissuto molto più la
fase di anoressia di vita ed ero riempita da ciò che avevo
attorno :tennis, mamma, fisica, ideali ,schemi..Ho avuto un
solo ragazzo sul quale ho riversato tutti i miei bisogni e a
cui ho fatto tante richieste di qualcosa che non poteva
arrivare; per del tempo ho sentito una fame di essere
cercata, riempita e continuamente riconosciuta come la sua
donna.Io chiedevo e chiedevo per farlo MIO, non per poi
buttarlo via ma proprio per non separarmene più.Sii parte di
me, riempimi :io senza te sono vuoto e freddo...ecco cosa
sentivo ecco ciò di cui avevo bisogno..no..HO
bisogno..Quella fame vorace che non è sazia mai,
dall'esterno non arriva nulla che davvero la sazi.Ieri ho
provato una sensazione di solitudine incredibile e il mio
pensiero correva a tante figure diverse dalle quali mi
sarebbe bastato anche solo un messaggio di
conferma:tranquilla io penso ancora a te...e alla fine chi
ho chiamato??Mio padre..Era l'unico uomo( perchè di quello
avevo bisogno)che sapevo che potevo chiamare e che poteva
rispondermi , che aveva un legame con me e che ce l'avrà per
sempre..Però non c'era quello che volevo..perciò triplo
vuoto..
Una base di richiesta di amore credo ci sia in tutte le
dipendenze che fanno veramente un male cane..
Martyy
"Ho fame di essere voluta, di essere desiderata e di essere
scelta"...
queste parole mi hanno colpito molto perchè è quello che
sento anche io Marty, ma come dice anche Vale, nessun
ragazzo potrà mai riempire il vuoto che abbiamo dentro,
dobbiamo imparare a volerci bene se vogliamo essere libere
di amare, senza cercare un risarcimento per l'amore che ci è
mancato, perchè noi non valiamo in base a quanto siamo
considerate, volute o desiderate dagli altri...
è difficilissimo interiorizzare queste cose, perchè il
desiderio di attrarre, di conquistare e di piacere è stato
mio, nostro, per una vita...ma continuando a lavorarci penso
che ci meritiamo di liberarci da questa prigione che ci fa
del male, che è un eterno ritorno di dolore.
grazie tesoro anche per quello che mi hai scritto,
stringiamoci per andare avanti insieme come abbiamo sempre
fatto,
ti voglio bene
Michi An.
Quanto ti capisco Marty!Ho provato e provo ancora la stessa
sensazione, lo stesso bisogno, la stessa fame mai sazia...ma
come dici tu "dall'esterno non arriva nulla che davvero la
sazi"...Finchè non sapremo amarci veramente e bastare a noi
stesse, questa nostra fame non sarà mai sfamata, perchè
nessun altro può colmare i nostri vuoti. Solo la nostra
forza e il nostro coraggio di scoprirci Donne saprà trovare
nell'incontro con l'altro la vera libertà di amare ed essere
amate veramente!Proviamoci insieme Marty, diamoci questa
possibilità!
Vale
Mi sentivo come in un tunnel buio senza via d'uscita...mi
accorgevo che c'era qualcosa che non andava bene...non
riuscivo più a fare a meno delle mie droghe:il cibo e il
sesso...si alternavano e si sovrapponevano...due forme
diversa di bulimia...ma stesso massacro...
Come un cacciatore sceglievo la mia preda e la rincorrevo
finchè nn la rendevo mia...l'adrenalina della conquista era
fortissima...e nel momento in cui avevo in pugno la preda,
come in una vera e propria abbuffata, dovevo consumare
subito quel cibo...ma poi il senso di schifo, la nausea, il
senso di colpa mi assalivano e via, dovevo vomitare via il
lui di turno.
Ogni rapporto sessuale mi lasciava dilaniata nell'animo e
nel corpo...eppure quel dolore fisico che provavo durante
ogni rapporto sessuale(provavo solo esclusivamente dolore e
null'altro) era per me una purificazione, lavava via il
peccato originale: quell' abuso non accettato, non
elaborato....
ogni rapporto mi confermava che io ero colpevole, io avevo
sedotto io avevo conquistato...mi sentivo un mostro...
...eppure non potevo smettere di farlo...avevo bisogno che
quel mio sentire fosse sempre confermato in una catena senza
fine...
...e poi l'andare a letto con tanti uomini mi faceva sentire
di essere una vera donna( in base ai parametri che avevo di
ciò che vuol dire donna) ...offuscava, anestitizzava il mio
sentire, copriva il mio reale desiderio che non volevo
assolutamente sentire,accettare,ma che col tempo si faceva
sempre più forte...
...oggi con tanta fatica e con l'indispensabile aiuto di
Mondosole ho capito tanti perchè,ho rimarginato tante
ferite, e sto capendo giorno dopo giorno sempre meglio chi
sono e cosa voglio......
........e sopratutto io che credevo di non essere in grado
di poter amare, mi sono innamorata....ed è una cosa
meravigliosa...
RobyNa
S olo, era come mi sentivo
P aura,che mi ha devastato me che ora mi aiuta
E sagerazione, in tutto..droga,sesso,soldi, violenza
C ocaina, la mia fedele e feroce compagna della notte
C attivo, come mi vedevano, come mi conoscevano..non ero io!
H o sbagliato, la frase più difficile che ho imparato a dire
I ndifferenza totale verso il sentimento altrui
..è così..non siamo altro che specchi, l'uno con l'altro.
questo è molto lampante in me quando leggo o ascolto qualche
storia che "mi somiglia".
Ero uno di quei ragazzi che "accoglievano" le ragazze della
compagnia che si mostravano molto facili..ed ho sempre
pensato: "sono delle t...e". cavolo come ero limitato e
fragile!! oggi penso che il mio sesso libero e sfrenato,
seppur sotto coca o eroina o ecstasy, derivava da cose che
sto capendo adesso, piano piano. " il sesso è una cosa
normalissima, parliamone, bisogna sentirsi liberi ma...è
VIETATO TRASGREDIRE!!!!" queste le parole che giravano in
casa, nella mia famiglia all'apparenza fedele ma devastata
da sotterfugi e tradimenti che si concatenavano da
generazioni. E nella mia testa "VIETATO=ADRENALINA=FALLO!!!"
Grazie a Mondosole, GRAZIE Giada, Grazie a tutte Voi e
Grazie a me stesso e al NOSTRO GRANDE CORAGGIO.
Vi voglio bene!!
Massimo.
Inserito da Anonymous il 18/01/2010 - 14:42
Tu e la tua ragazza per me siete un punto di riferimento
importante. Vi voglio bene, singolarmente e come coppia.
Ti voglio bene per la forza che hai avuto nel liberarti di
tutte le dipendenze, ti voglio bene per la voglia che hai
sempre e comunque di metterti in discussione, ti voglio bene
perchè volertene è un pò come mettermi allo specchio e
volerne a me stessa...e lo stesso vale per Giada.
Il NOSTRO GRANDE CORAGGIO è un dono che è arrivato insieme
al dolore...e noi facciamo di tutto per tenerlo vivo, perchè
l'urlo di dolore non torni a soffocarci come prima, in
qualsiasi forma sintomatica si presenti. So che in questo
mio post ti sei trovato, o vi hai trovato persone che
conosci e del cui dolore non avevi percezione... ma solo
perchè non ascoltavi il tuo.
Io ho scritto questo post con l'amorevole richiesta di
Chiara, poco convinta di quanto avrei potuto DARE, e ora
sento che sto ricevendo TALMENTE TANTO che qualcosa deve
essere arrivato! Il momento più forte per me è stato
riascoltare la mia testimonianza su youtube... ho provato la
sensazione fortissima allo stomaco di essere DAVVERO IO
quella persona, non semplici righe in cui avevo tentato di
riversare qualcosa...
Ora ho un groppo in gola perchè finalmente ho SENTITO la
FORZA del mio stesso ESSERMI CAPITA...e continuo a
scoperchiare il mio vaso di Pandora....
Grazie Massimo, e grazie infinitamente ancora, Chiara...
SOLLEVARSI DALLA MENTE DI INGANNI
n una vita trascorsa ad abbuffarsi e vomitare, o ad affamarsi, si ha bisogno di tempo per imparare a conoscere i propri gusti. Assaggiare invece che divorare, degustare invece che ubriacarsi.
mi hanno molto colpito queste frasi. anchio ho passato periodi in cui mi sentivo una pallina che nn si fermava mai e finiva fra le lenzuola di uno e le braccia di un altro,con la sbronza a portata di bicchiere "ubriaca di malinconia" per concludere tutto in digiuni o abbuffate e approdare infine al water.
tutto questo perche non vedevo me stessa. ed è difficile riuscire a vederMi sempre perche ancora sn un pochino fragile ma ce la faro a sollevarmi dalla mente di inganni che si è impadronita del mio cervello e del mio corpo in questi anni.
Serena
Ho sempre pensato che la mia estrema liberta' sessuale fosse
uno dei miei pregi, e provavo rabbia per quelle persone che
trovavano nella sessualita' qualcosa di prezioso da dover
difendere in nome di un sentimento.
Sono cresciuta in una famiglia alquanto chiusa, direi
bigotta sotto tanti aspetti e in me c'era la profonda
convinzione di arrivare pura al matrimonio. Tutto questo
sicuramente non era farina del mio sacco! Diciassette anni e
ancora temevo ogni forma di approccio con l'altro sesso.
Da lì a poco la situazione sarebbe cambiata radicalmente,
l'abuso sessuale di cui sono stata vittima e a cui solo oggi
riesco a dare un nome ha compromesso gran parte della mia
visione della sessualita'. La mia arma di difesa contro una
violenza che non ero pronta a vedere e' stata quella di
ripetermi e poi ripetere che le mie idee strambe sulla donna
pura e immacolata fossero tutte sciocchezze e che per me la
sessualita' non fosse poi cosi' importante, da difendere,
perche' per me sarebbe stata sempre la mia prima volta.
Anche questa volta non era farina del mio sacco! Sette anni
di fidanzamento hanno tenuto a freno ciò che già a parole si
stava preannunciando e dico a parole perchè in quei sette
anni la mia attività sessuale era costellata di tanti tabù e
privazioni. Ma come nel cibo la restrizione porta
all'abbuffata, cosi' anche per me è arrivata la bulimia
sessuale fatta di troppe serate in preda all'alcool
e di troppi sguardi che neppure mi piacevano ma mi cercavano
e non so se mi desideravano ma mi volevano e a me bastava!
Oggi ho un rapporto fisso con un uomo che adoro ma che tante
volte non riesco a desiderare perchè il mio desiderio è
compromesso e ancora molte volte la mia idea dell'amore
passa da quella maledetta adrenalina che allora mi faceva
sentire viva mentre adesso dico che ero MORTA.
S. MondoSole
Inserito da Anonymous il 09/01/2010 - 14:15
La tua testimonianza, forte, inutile negarlo, mi fa capire
quanto grande possa essere la sofferenza di una persona e
quanto sia difficile imparare a guardarla in faccia con
onestà ed umiltà.Da madre di figli adolescenti tremo al
pensiero di non accorgermi della loro sofferenza o di
esserne adirittura la causa! Com'è difficile crescere,
maturare, imparare ad amare, eppure quando si inizia a
capire che è necessario farlo si sta gia percorrendo la
strada giusta.
Un grande in bocca al lupo per te, per la tua vita, perchè
tu possa ricominciare ad amarti e ad amare nel modo giusto,
ti assicuro che ne vale la pena, te lo dice una che da 30
anni ama lo stesso uomo divertente e carissimo.
Irene
Questo è di certo uno dei post che mi più mi ha colpita..
Non solo perchè l'argomento mi tocca particolarmente,
argomento che sto iniziando a trattare e viscerare, ma anche
perché ho la FORTUNA di conoscere la persona che ha lasciato
la sua preziosa testimonianza..
Prima di arrivare a MondoSole, non avevo mai sentito parlare
di "bulimia sessuale", sapevo di aver sempre avuto un
rapporto strano, particolare, con la sfera sessuale, ma non
pensavo che fosse di fatto un sintomo..
Ogni serata, in momenti sintomatici ben definiti, era per me
una vera e propria "caccia". Definivo sprecate le serate in
cui non avevo conquistato le mie prede.. Ricercavo nella
seduzione costante, martellante, una confema del mio essere
femmina, donna, credevo che in quel modo, fatto di sguardi e
provocazioni, sarei riuscita ad aver il controllo, ad essere
io quella con il "coltello dalla parte del manico", ad
essere dunque forte, non "vittima" delle sensazioni che,
nella mia ottica mi rendevano debole. Ogni qual volta
infatti ottenevo ciò che volevo, con tutta la frustrazione e
l'insoddisfazione successiva, buttavo via, letteralemente,
la persona a cui avevo indirizzato la mia attenzione, mi
importava ben poco che dall'altra parte potesse esserci un
essere umano con dei sentimenti... Trattavo quelle persone
come fossero cibo, li divoravo e li ricacciavo
fuori...proprio come il mio sintomo, dal punto dei vista
alimentare, mi aveva "insegnato"...
Anch'io tenevo una sorta di taccuino in cui annotavo le mie
conquiste, specificando con vari colori ciò che avevo fatto
con loro... Che grande anestesia e illusione era tutto
questo unito alla bulimia e all'alcol..
Ad oggi sento ancora questa spinta forte, ancora ho la
triste convinzione che se mi innomoro sono debole e
vulnerabile.. Ma, per mia grande fortuna, sono nel luogo che
può aiutarmi a crescere e abbandonare questa maschera, che
può aiutarmi ad incanalare queste pulsioni in qualcosa di
sano e meraviglioso...
Dico GRAZIE di cuore alla persona che ha portato la sua
testimonianza, alla persona con cui condivido ogni giorno
fatica, dolore, ma anche conquiste e vittorie! Ti voglio
bene amica, compagna. Grazie con tutto il cuore.
Benny
Esistono tante forme di dipendenza d'amore, sessuale o da cibo, poco conta.E' il no che non si riesce a dire a danno di se stessi e della propria autostima.E capita anche con chi ami tanto e solo per tenertelo vicino, per poi scoprire che l'unica libertà possibile è quella di decidere tu.In un attimo, in quell'attimo in cui i fumi dell'ebbrezza si diradano e rimane il solo dolore pressante e cocente, che ti invade e non puoi che accettarlo e tentare di capirci qualcosa.Tutto è possibile, anche se estremamente doloroso.Ma esistono svariate possibilità che ogni dipendenza offusca.Ma ci sono.E bisogna coglierle, in un cammino lento perchè cetrosino e delicato.E tutte noi possiamo farcela
Ora si chiama "bulimia sessuale"... All'epoca neanche si
parlava di bulimia...
Ero molto sovrappeso (più di 80 kg) e desideravo tanto
piacere ai ragazzi.
Circondata da "amiche" magre...ero grassa. Non piacevo,
mentre loro avevano svariati corteggiatori.
Avrei fatto DI TUTTO per averne anch'io.
Ho iniziato a seguire una dieta "fai da me" e,
parallelamente, a chattare con ragazzi sconosciuti con i
quali fissavo degli appuntamenti.
Prendevamo qualcosa al bar... Poi un giro in macchina;
dopodichè ci fermavamo.
"Lui" iniziava ad abbracciarmi, a baciarmi, a TOCCARMI...
Io ero UN CORPO. E lui continuava.
Avevo gli occhi aperti e guardavo nel buio.
Desideravo scappare e non subire quel corpo su di me: quel
corpo che voleva spogliarmi.
Ero vergine.
Mi chiedeva: "Perchè no?" Avrei voluto dirgli: "Perchè ho
disperatamente bisogno di affetto!"
Era questa la scena che si ripeteva con diversi ragazzi.
Non so per quale fortuna (o, forse, perchè non ero
attraente), nessuno ha mai abusato in modo completo del mio
corpo.
Questo mio considerarmi un oggetto pur di ricevere una
qualche attenzione, è durato qualche anno; ma ho sempre
avuto tanta paura del sesso vero e proprio (paura e
vergogna... anche con colui che sarebbe stato il mio
ragazzo).
Poi sono fortemente dimagrita: troppo.
Ho attraversato contemporaneamente i tunnel della
"drunkoressia" e della "bulimia sessuale".
Ho richiamato il mio ex ragazzo, pur di fare sesso con
qualcuno. Sinceramente non ricordo se quella volta c'è stato
un rapporto completo (spesso ho i ricordi offuscati).
Intanto - da magra - piacevo ai ragazzi ed, ogni tanto,
uscivo con qualcuno...
La scena si ripeteva, ma io non cedevo... Ricordo, però, che
rimanevo quasi immobile sotto le "sue" mani vogliose.
Poi sono ricaduta nella bulimia ed ho smesso di uscire. Non
volevo neanche andare a scuola.
Ho smesso anche di desiderare un rapporto.
Poi, ancora, sono dimagrita ed ho conosciuto il sesso
appagante (con quello che si spacciava essere il mio ragazzo
ma che, invece, mi usava in un periodo di riflessione tra
lui e la sua ragazza storica).
Finalmente ho conosciuto l'Amore appagante... Ma, devo
ammetterlo, i rapporti sono sempre condizionati dai miei kg.
Penso che la "bulimia sessuale" si manifesti in modi diversi, a seconda che si soffra di bulimia/anoressia/binge... Soprattutto, sono diverse le cause che la scatenano...
Che sofferenza scrivere questo post...non mi sono neanche loggata...non mi venivano le parole per scrivere...
Grazie con tutto il cuore per questa testimonianza così
preziosa!!!
Grazie!
ChiaraSole
c4@chiarasole.it
questo post...ci soffro ancora...i ricordi non sono facili da cancellare...ti logorano dentro & fuori.
Cara Netta,
i ricordi non possono e NON devono essere
dimenticati....devono essere compresi,metabolizzati e
superati con tanto tanto lavoro introspettivo...finchè non
vengono affrontati e non viene tirato fuori quel PESO nello
stomaco,è impossibile riuscire a liberarsi da soli da quella
sofferenza...
Come ti ho scritto anche nell'altro post,sono contenta di
sapere che incontrare Chiara ti abbia aiutato a trovare la
spinta per iniziare a curarti e guardarti dentro,con tutte
le ansie paura (ma anche tante gioie) che questo porterà...e
vedrai che piano piano rileggendo post come questi non ci
starai più male così,ovvio non ti faranno sorridere,ma non
ti si logorerà più lo stomaco leggendoli....
Ti stringo
Giulina
ciao a tutti..
ho avuto la mia prima esperienza sessuale all'eta di 13
anni.
avevo conosciuto un ragazzo tramite mia sorella, il classico
appuntamento al buio. Lui era un ragazzo di 22 anni
albanese.. non mi piaceva ma ero curiosa di sapere che cosa
era una relazione, ma evidentemente ero troppo piccola.
lui mi ha regalato il primo bacio, mi ha fatto conoscere il
sesso..
avevo 14 anni e avevo paura, io e lui ci vedevamo guasi ogni
sera ma rimanevamo sempre chiusi in macchina a fare cose a
me sconosciute,solo ora mi rendo conto che erano cose troppo
grandi per una bambina, ogni volta ci spingevamo sempre piu
oltre senza mai raggiungere il vero e proprio sesso perche
io non volevo avevo il terrore di rimanere in cinta, cosa
impossibile poichè non avevo acora il ciclo mestruale, ma
lui non gli e lo avevo mai confessato, gli dicevo
semplicemente che avevo paura che facesse male.
Una sera, lui dopo tutti i preliminari aveva deciso di
spingersi oltre ma come sempre si è dovuto scontrare con il
mio rifiuto, questa volta la sua reazione non fu tanto
comprensiva come lo era di solito.. mi obbligo a spogliarmi
dicendomi che mi sarebbe piaciuto, che era la cosa più bella
che mi poeva capitare, specialmente con un ragazzo come
lui..
io non sapevo come comportarmi, lo assecondavo ma non
volevo, ero terrorizzata, mi sentivo un burattino nelle sue
mani,non avevo ne la forza ne il coraggio di reagire, non
capivo quello che stava accadendo fino a quando non ho
sentito il suo pene penetrarmi. Non ho sentito dolore, non
ho sentito niente, ho provato solo tanto schifo lo stesso
schifo che ancora mi porto dietro e che mi impedisce di
amare..
Quando finalmente sono riuscita a capire che tipo di uomo
era quello non ci ho pensato due volte.. lo lasciato..
Dopo di lui ho conosciuto un'alro ragazzo questa volta
all'eta di 17 anni, mi voleva bene e lo sapevo ma mi faceva
schifo lo stesso.. con lui lo fatto diverse volte ma non ho
mai provato niente se non un senso di vuoto e di colpa alla
fine.. lui non se ne è mai accorto ma mentre lui si
impegnava per rendere quelle sere meravigliose, io piangevo,
le mie emozioni erano tutte concentrate nel desiderio che
tutto finisse nel più breve tempo possibile..
Odio gli uomini e non riesco ad avere rapporti con loro, non
sono lesbica, lo so per esperienza, lo schifo è sempre lo
stesso, forse anche più grande..
sono consapevole di avere un problema ma non so come fare
per risolverlo.....devo aspettarela persona giusta??
Sai,secondo me non si tratta di trovare o meno la persona
giusta,si tratta più che altro di trovare te,le tue
sicurezze,il tuo desiderio...non posso ne sono nella
posizione di dirti se hai subito o meno un a violenza,perchè
la violenza è qualcosa di psicologico.
Se tu l'hai percepita tale,E' una violenza.
Hai tante inibizioni nella sfera sessuale da ciò che
scrivi,questo ti fa capire quanto avere avuto certi impatti
cruenti ti continui a condizionare...hai mai parlato di
questo tuo disagio,di questa tua sofferenza con qualcuno? Mi
ritrovo molto nella fobia degli uomini e anche nell'odio
verso di loro e parlandone ho capito tante cose di me e
piano piano sto cercando di affrontarlo...pensaci,per me
iniziare un percorso introspettivo è stato findamentale....
Giulina
Sai,secondo me non si tratta di trovare o meno la persona
giusta,si tratta più che altro di trovare te,le tue
sicurezze,il tuo desiderio...non posso ne sono nella
posizione di dirti se hai subito o meno un a violenza,perchè
la violenza è qualcosa di psicologico.
Se tu l'hai percepita tale,E' una violenza.
Hai tante inibizioni nella sfera sessuale da ciò che
scrivi,questo ti fa capire quanto avere avuto certi impatti
cruenti ti continui a condizionare...hai mai parlato di
questo tuo disagio,di questa tua sofferenza con qualcuno? Mi
ritrovo molto nella fobia degli uomini e anche nell'odio
verso di loro e parlandone ho capito tante cose di me e
piano piano sto cercando di affrontarlo...pensaci,per me
iniziare un percorso introspettivo è stato findamentale....
Giulina
Sai,secondo me non si tratta di trovare o meno la persona
giusta,si tratta più che altro di trovare te,le tue
sicurezze,il tuo desiderio...non posso ne sono nella
posizione di dirti se hai subito o meno un a violenza,perchè
la violenza è qualcosa di psicologico.
Se tu l'hai percepita tale,E' una violenza.
Hai tante inibizioni nella sfera sessuale da ciò che
scrivi,questo ti fa capire quanto avere avuto certi impatti
cruenti ti continui a condizionare...hai mai parlato di
questo tuo disagio,di questa tua sofferenza con qualcuno? Mi
ritrovo molto nella fobia degli uomini e anche nell'odio
verso di loro e parlandone ho capito tante cose di me e
piano piano sto cercando di affrontarlo...pensaci,per me
iniziare un percorso introspettivo è stato findamentale....
Giulina
Sai,secondo me non si tratta di trovare o meno la persona
giusta,si tratta più che altro di trovare te,le tue
sicurezze,il tuo desiderio...non posso ne sono nella
posizione di dirti se hai subito o meno un a violenza,perchè
la violenza è qualcosa di psicologico.
Se tu l'hai percepita tale,E' una violenza.
Hai tante inibizioni nella sfera sessuale da ciò che
scrivi,questo ti fa capire quanto avere avuto certi impatti
cruenti ti continui a condizionare...hai mai parlato di
questo tuo disagio,di questa tua sofferenza con qualcuno? Mi
ritrovo molto nella fobia degli uomini e anche nell'odio
verso di loro e parlandone ho capito tante cose di me e
piano piano sto cercando di affrontarlo...pensaci,per me
iniziare un percorso introspettivo è stato findamentale....
Giulina
Ank'io ho passato un periodo dove il sesso era solo una
voglia di di farmi sentire "amata", o forse al centro
dell'attenzione, l'importante era x me ke stesse benne il
ragazzo con me, ma io cosa provavo, credo poi indifferenza!
Vuota voglia di riempire i vuoti con una vita di
eccessi...ma poi tutto cambia e io sono sempre li e via!
Melyx
Un argomento che mi tocca molto, è difficile anche aprirsi
totalmente agli altri per certi aspetti...ma cercherò di
farlo..
Sicuramente in passato, durante il periodo anoressico, ho
avuto un periodo di restrizione anche affettiva...io pensavo
di no in quel periodo, pensavo che non mi piacesse nessuno,
ad ognuno trovavo qualche difetto, ora ho capito che avevo
paura di affrontare la sfera piu intima sessuale...è stata
questa paura un'altra delle cause che mi ha fatto desiderare
per 6 anni (dai 15 ai 21) una persona impegnata e che
fondamentalmente non mi voleva, poi ogni tanto appariva, per
poi scomparire di nuovo dalla mia vita.....oltre a tutti i
motivi per cui questa persona rispecchiava completamente il
profilo di una figura paterna mai conosciuta...
Con il passaggio al binge, cè stata una prima apertura alla
vita sociale, qualche incontro, qualche storia, inizialmente
pensavo di riuscire a "controllare" quelle che erano
abbuffate inizialmente sporadiche, e di continuare a
condurre una vita quasi apparentemente "normale" dedicandomi
però dei momenti soltanto miei. In queste storie però non
ero una persona trasparente al 100% perchè c'era un lato
oscuro di me, che neanche io conoscevo....non mi sono mai
aperta fino in fondo all'altra persona...ero molto
concentrata su di me...e mi ricordo benissimo una sensazione
che è difficile anche da spiegare, quasi di non sentire le
emozioni, di non sentire l'altro....io ero concentrata su di
me, non ascoltavo l'altro, era come se mi sentissi lontana
da chiunque....anche dai compagni che frequentavo...
Poi mi ricordo benissimo uno dei periodi piu dolorosi della
mia vita, quando le abbuffate erano diventate quotidiane, mi
sentivo completamente sola, non avevo voglia di uscire,
sarei voluta stare tutto il giorno a letto, anche questo è
stato un periodo di totale chiusura con il sesso maschile,
mi facevo schifo, non volevo guardarmi allo specchio,
truccarmi né uscire....avevo una sofferenza che mi tenevo
tutta dentro, tutta per me....
Da li, che è stato per me il fondo, mi sono arresa a me
stessa, perchè capivo che da sola non sarei riuscita a far
proprio niente, ho deciso di chiedere aiuto.
Con l'aiuto della terapia ho inziato piano piano ad
affrontare le difficoltà in questa sfera con Alessandro,
cercando di superare ed affrontare le mie paure e le mie
inibizioni...ho continuato a scoprirmi, a conoscere i miei
desideri, con fatica ho cercato di ascoltarmi di più, e
sentirmi libera di concedermi il piacere con le
frequentazioni successive che ho avuto....ed è stato un
traguardo per me, come una liberazione.
Ora sto affrontando una fase particolare dal punto di vista
affettivo-sessuale...cercherò di essere il piu sincera e
chiara possibile...
ho una attrazione molto forte per una persona impegnata,
finora ci siamo aperti intimamente soltanto a parole, ma
sento crescere dentro come una stretta allo stomaco, aspetto
la pausa pranzo per sentirlo, aspetto che mi dica "vieni da
me", che inventi una scusa per stare da lui, sento che ha un
grosso influente su di me, è un'attrazione forte a cui
voglio cedere, voglio viverla, non sarà la cosa giusta di
sicuro ma la mia testa, il mio stomaco, il mio corpo lo
vuole...
desideri e fantasie su di lui non mi abbandonano mai da
parecchi giorni, la sua faccia da cattivo, la sua voce cupa
e arrabbiata, la sua fisicità, i suoi messaggi telegrafici,
le sue fantasie...le sue parole....
non so come spiegare il mio desiderio, io sento che mi batte
il cuore ogni volta che ci penso...sento che non vorrei
nient'altro in questo momento che avere un rapporto con lui,
sono fantasie quasi nuove per me, ma sento di sentire cosa
voglio...voglio concedermi ciò che sento desiderare, sento
emozioni forti, che non possono essere controllate no? ma
bisogna viverle come diciamo sempre....
Non può essere che abbia superato le mie paure avendole
affrontate? e che finalmente abbia scoperto quali sono i
miei desideri per vivere in maniera serena questa sfera?
sò che non sarà facile vivere questa situazione ma voglio
vivere queste emozioni forti e questo desiderio che sento
dentro.
Michi An.
vorrei cancellare le ultime frasi di questo post.
lo odio.
non voglio parlarne ora, sto troppo male.
se mi avesse picchiato mi avrebbe fatto meno male.
avevate ragione.
Respira michi.non so cosa ti sia successo ma evidentemente
ti ha fatto male.Sei piena di rabbia che inizi a sentire per
quel padre che non hai conosciuto e che inevitabilmente ti
offusca, ti lacera. Rifletti se sei davvero in un territorio
nuovo o se stai cercando altro...risarcimento...farti
male..E sabato ti abbraccio forte
Martyy
tesoro ciao, ho letto con
tesoro ciao,
ho letto con attenzione il tuo post, c'è tanto, davvero
tanto e, se mi permetti, voglio dirti una sola cosa, che,
come sempre, è ben lontano dall'essere un giudizio..
purtroppo sai bene che noi ci rendiamo conto dei nostri
errori soltanto quando cozziamo appieno contro quel muro,
quel muro che spesso siamo noi per prime a far sì che si
trovi proprio lì in quel preciso momento...ti prego, non
"usare" quello che ti è successo per trovare ulteriori
conferme riguardo il tuo rapporto con l'altro sesso...te lo
dico con il cuore perchè solo adesso mi rendo conto che sono
sempre stata io, in primo luogo, a permettere che si
creassero situazioni che mi portavano solo dolore, il tutto
allo scopo inconsapevole di dare ragione alle mie
convinzioni...continua a lavorarci su e..avanti, avanti
tutta..
Ti abbraccio
Vanessa
Ti ringrazio per quello che hai scritto....hai proprio
ragione quando dici che dobbiamo sbatterci contro quel muro
fino a farci male...
La cosa assurda è che ancora consciamente o inconsciamente a
questo punto non lo sò...penso sempre che mi farò meno male
di quanto in realtà poi soffro, mi dimentico sempre quanto
sono stata male la volta prima.....perchè penso sempre che
ne valga la pena per il godimento, il piacere che provo in
quel momento.
Ogni volta mi faccio piu male, ogni volta vado a cercare una
situazione piu dolorosa...mi sento in una trappola
distruttiva e masochista che vado a cercarmi io ma da cui
devo uscire..
un abbraccio Vane,
Michi An.
...sai cosa Michi?
io non credo tu dimentichi il dolore provato la volta
precedente, credo piuttosto tu voglia riproporlo quel
dolore..tu scrivi "ogni volta vado a cercare una situazione
più dolorosa", so bene cosa vuol dire, so come ci si sente
in quel vortice...non so quale sia la soluzione Michi, come
ci si può salvare da quella trappola distruttiva, io però ho
cominciato a farmi delle domande...perchè voglio riproporre
le stesse situazioni? perchè DEVO farmi del male? qual è, in
realtà, la situazione dolorosa che devo riproporre ad ogni
costo perchè io la riviva??? e perchè riviverla all'infinito
come se dovessi scontare una pena???
...è dura Michi lo so, ma andiamo avanti, avanti tutta...
ti stringo forte..
Vanessa
Mi viene in mente Cento Colpi di Spazzola (ecc) di Melissa
P.
Sono un pò snob a livello letterario, e non mi piace
comprare i best sellers. Mi ricordo che quel romanzetto me
lo passò una mia collega schifata. Io lo lessi incuriosita
dal clamore, e a parte la scrittura poco originale, quello
che mi colpì fu che improvvisamente mi chiesi: "Sono io che
non ho capito niente di questo libro? O sono gli altri che
non hanno capito nulla??!!"
In televisione e sui rotocalchi ne parlavano come di un
diario-rivelazione ricco di sensualità, situazioni
erotiche...io vi trovai la miseria di un'adolescente che
cercava disperata di trovare l'attenzione e l'amore degli
altri attraverso il sesso. Mi somigliava, anche senza che io
portassi le situazioni a tali estremi.
Mi son chiesta se dietro a quel clangore ci fosse davvero il
desiderio di mostrarsi così "maschia" e sessualmente abile
(passatemi il termine militaresco), o se la cosa fosse stata
strumentalizzata per vendere. Personalmente mi sono data una
risposta,anche se la verità non la so.
Per me la bulimia sessuale sono stati cento colpi in testa
prima di addormentarmi. Ma quanti bernoccoli prima di
capirlo...
Ricordo che quando arrivai a Mondosole fui attratta dalla
testimonianza di una mia carissima compagna di percorso.
Parlava delle sue difficoltà con l'altro sesso, e io mi
dicevo: a me, mai.
Ora lei le sta risolvendo, mano nella mano col suo ragazzo
ed è diventata il mio faro nel buio...sì,perchè scoprii
presto che lei aveva sofferto di bulimia sessuale, e sebbene
la cosa mi avesse spaventato inizialmente, ora ho lei, e
tante altre come esempio che ANCHE QUESTA FERITA si può
rimarginare.
Un abbraccio
Fra

