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Anoressia, binge, bulimia
Anoressia, Binge, Bulimia... I disturbi Alimentari, sono
patologie troppo spesso etichettate da stereotipi banali.
Questi profondi disagi non hanno etichette prestabilite.
Sono imprevedibili. Il peso non è un parametro attendibile
per riconoscere chi soffre di questo infinito dolore.
Queste malattie non possono essere etichettate: NON HANNO
PESO, NON HANNO SESSO (possono colpire sia donne che
uomini), NON HANNO ETA' (dai 4 ai 61 anni -dati istat-).
Sono malattie elastiche da ogni punto di vista: si può
parlare di estremo sottopeso, di normopeso così come di
grande sovrappeso, ma tutto questo non toglie nè aggiunge
niente al fatto che una persona rimane malata. L'avere più
carne addosso è sinonimo dell'avere più vita in corpo e
questo risulta inaccettabile.
Questa campagna di sensibilizzazione nasce proprio per
cercare di far comprendere all'opinione pubblica che cosa
sono realmente queste malattie. Chi è malato ed è normopeso
si sente dire che probabilmente non sta poi così male e la
persona che sta dicendo questa frase non sa che ad ogni
episodio sintomatico bulimico (o di binge eating disorder)
quella persona mette seriamente a rischio la propria vita.
Non solo, quella persona si sente profondamente in colpa,
perchè non è riuscita nel suo intento: quello di mostrare
all'esterno tutto il suo dolore interiore.
La sofferenza non si può giudicare dalla dimensione del
corpo. La sofferenza va rispettata a prescindere dai clichè.
Con questa campagna noi chiediamo a tutti voi AIUTO.
Vi chiedo di fare il grande sforzo di provare ad andare
oltre ai giudizi insensibili su queste patologie che
emarginano sempre più chi soffre di questi mali derisi e
reputati superficiali.
Aiuto per cercare di capire oltre 3.000.000 di persone che
rimangono in silenzio nella loro sofferenza, chiuse in un
abisso di vergogna perchè temono di essere giudicate
malamente.
Vi chiedo aiuto nel far sentire un po' meno solo chi sta
male, meno giudicato, etichettato, sottovalutato! Si tratta
di un mondo a parte che ha le sue leggi, che va rispettato e
chissà... magari in questo modo quella persona sceglierà di
parlare, di smettere di stare in silenzio e chiederà
finalmente aiuto!
Grazie per la vostra attenzione!
ChiaraSole Ciavatta
