Redirect… Chiedo la cortesia di attendere un attimo per essere reindirizzato alla pagina richiesta: al nuovo sito ufficiale chiarasole.com. Grazie!!!... DOLORE, DCA... è meglio se mi chiudo/muro in casa?!?! | MondoSole

DOLORE, DCA... è meglio se mi chiudo/muro in casa?!?!

riflessione testimonianza MondoSole

Via Sigismondo Pandolfo Malatesta, 38 47921
Rimini, Emilia Romagna, Italy
+39 0541 718283
Per informazioni
e appuntamenti
dal Lunedì al Venerdì
dalle 10.00 alle 13.00

Meglio chiudersi?!?!

condividi su:

DOLORE, DCA... è meglio se mi chiudo/muro in casa?!?!

E' meglio se mi chiudo in casa

Mi piacerebbe sfruttare questo spazio per ragionare insieme a voi su tanti aspetti delle patologie che riguardano più o meno tutti.
Partendo dal, o meglio, dai sintomi si riesce sempre a capire molto di se.
Isolarsi significa sottrarsi alla vita per svariate paure, ma è davvero complesso ammettersi il timore di affrontare le relazioni, il timore di crescere, il timore di avere responsabilità, ecc.
Così è frequente che si ricorra inconsapevolmente ai dolorosi sintomi.
Oggi vorrei soffermarmi particolarmente sulla visione di se stessi. Ricordo quando mi vestivo coprendomi dalla testa ai piedi per la vergogna di come ero fisicamente, di come mi percepivo. Mi illudevo che il mio problema era come apparivo agli occhi degli altri e così prima o dopo finivo per chiudermi in casa, perché non volevo essere vista, per la vergogna.
Poi ho compreso che io proiettavo negli altri ciò che vedevo in me. Come se tutti potessero percepire la visione distorta che io stessa avevo del mio corpo, ma questo non valeva solamente per il fisico… come sempre quella è la punta dell’ice berg, ma per qualunque altro aspetto negativo la mia bassa autostima riteneva possedessi.
Usavo il sintomo per non vivere, per non uscire, per non affrontare le difficoltà, le paure.
Era sempre così: sicuramente le persone pensavano di me che non valevo nulla, ma in realtà ero io a pensarlo. Nel mio essere enorme, mi sentivo invisibile.
Quell’enormità dettata da un dolore senza nome, mi faceva sentire che le persone potevano avercela con me costantemente, quando in realtà ero io ad essere arrabbiata con me stessa. PROIETTAVO SEMPRE TUTTO FUORI, perché fermarmi a guardarmi dentro faceva davvero male e i miei sintomi mortali e autolesionistici mi proteggevano da tanta sofferenza anestetizzandola.
Pensavo fosse una lotta tra me e il mondo quando in realtà si trattava di una lotta tra me e me.
Si, sono stata davvero enorme, molto più che enorme… ben al di là dei miei 90 chili, era il mio dolore ad essere grassissimo! Proprio come il vostro!
ChiaraSole

Un post condiviso da ChiaraSole Ciavatta (@chiarasolems) in data: