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MONDOSOLE E':
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un Centro per l'anoressia e
bulimia a Rimini, che svolge un servizio di cura, riabilitazione e
reinserimento sociale delle persone con disturbi alimentari.
(vedi dettagli).
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una Associazione per la prevenzione,
lo studio e la formazione sui disturbi alimentari
(anoressia-bulimia), fondata da ChiaraSole Ciavatta e dal Dott. Matteo
Mugnani.

Centro
MondoSole
MondoSole è un Centro di Cura, Riabilitazione e Reinserimento Sociale in
cui le persone con disturbi del comportamento alimentare (anoressia,
bulimia, binge, obesità) trovano, oltre ad una cura specifica per la
loro patologia, anche un luogo dove poter trascorrere la giornata
lontano dai loro rituali sintomatici e dalle tensioni familiari e
sociali, un centro di aggregazione con altre persone che condividono gli
stessi sintomi, e di reinserimento sociale ed emotivo. E' uno spazio
progettato per potersi fermare in un momento difficile della propria
vita, dove poter comprendere e curare la malattia di cui si sta
soffrendo e riorganizzare la propria vita, condividendo questo percorso
di cura con un gruppo di persone che soffrono delle stesse patologie, e
in cui il concetto di guarigione non è più solo un obiettivo individuale
ma è esteso ad un progetto collettivo. Un luogo in cui il concetto di
guarigione non si limita soltanto a smettere di abbuffarsi, vomitare o
digiunare, ma oltre a questo offre anche la possibilità di comprendere e
superare la sofferenza interiore che questi sintomi cercano di
anestetizzare, costruendo un percorso di crescita personale che tiene
conto proprio della sofferenza patita e delle motivazioni che l'avevano
originata. E' un centro dove le necessarie cure mediche e psicologiche
sono alternate alle attività gruppali gestite da ChiaraSole e dal Dott.
Matteo Mugnani, in cui ogni giorno ci si prende cura anche del lato più
pratico del sintomo, dall'incontro con il cibo (attraverso pasti
consumati insieme), al rapporto con il corpo, la famiglia, la
sessualità, il lavoro, cioè tutte quelle sfere della vita che vengono
inevitabilmente inquinate da queste patologie. È un centro in cui sono
sempre accolti anche i familiari (genitori, coniugi e partner) delle
persone che si rivolgono a MondoSole, per mediare e consigliare al fine
di ricostruire i rapporti lacerati da anni di sintomo.
Da questo spirito di condivisione sono sorti una serie di appartamenti
affittati e gestiti dalle persone che fanno parte di MondoSole e
supervisionati dall'équipe, che possono ospitare le persone che si
spostano a Rimini per il tempo necessario per un percorso a MondoSole, e
che costituiscono una sorta di Comunità aperta e inserita nel mondo
esterno ma stretta attorno al desiderio comune di riprendersi la propria
vita, di ricostruire un rapporto sano con la realtà, con il proprio
corpo, la propria identità, le proprie emozioni e i propri affetti.
Origine e storia di MondoSole
MondoSole nasce innanzitutto dal vissuto personale di
ChiaraSole, che dopo aver sofferto per 14
anni di anoressia, bulimia e binge, ha deciso, dopo la sua guarigione
(ma soprattutto dopo tanti inutili percorsi di cura che non avevano
compreso l'essenza di queste patologie), di mettere a disposizione degli
altri la sua esperienza e la sua sensibilità di ex-malata, per aiutare
chi soffre delle stesse patologie che lei ha conosciuto e affrontato in
prima persona, e per offrire ciò che solo un ex malato può conoscere
fino in fondo. Da questo desiderio di aiutare gli altri inizia la sua
attività di volontariato: apre il suo sito internet (www.chiarasole.it),
pubblica il suo libro autobiografico, e inizia a ricevere migliaia di
e-mail di persone malate e famiglie disperate, stremate da cure
inadeguate o inefficaci, che le chiedono aiuto, e alle quali offre la
sua attenzione, comprensione e il suo sostegno. Questi contatti e-mail
si trasformano progressivamente in incontri di persona, prima a casa di
Chiara, poi nei bar di tante stazioni ferroviarie, piazze, e sale
d'attesa di ospedali, in cui Chiara incontra queste ragazze distrutte
dall'anoressia e dalla bulimia, con alle spalle 5, 10, 15, 20 anni di
digiuni, abbuffate e vomito, di corpi devastati fuori e dentro da un
sintomo apparentemente più forte di loro, senza più speranze né
motivazioni sufficienti per curarsi nuovamente dopo tanti insuccessi
precedenti, che non hanno più voglia di vedere altri "camici bianchi", e
con alle spalle famiglie distrutte e rassegnate. Sono ragazze che
raccontano storie sempre molto simili su ricoveri e cure di vario tipo.
Si crea progressivamente una fitta rete di persone e famiglie, sparse su
tutto il territorio nazionale, con cui Chiara rimane in contatto
quotidiano via telefono e e-mail, aiutandole a far rinascere
progressivamente la speranza che se ne può davvero uscire, che non sono
mali incurabili come molti sostengono, e che possono riappropriarsi
della loro vita, un po' alla volta, procedendo insieme, senza più
vergognarsi del loro stato, coinvolgendo le famiglie, i mariti, gli
amici. Negli anni successivi inizia anche un'intensa serie di
conferenze, interviste, apparizioni televisive, e di collaborazioni con
associazioni e cliniche, che non fanno altro che moltiplicare
ulteriormente queste domande d'aiuto, fino a convincerla a fondare
un'associazione e un centro di cura per offrire loro una risposta utile.
Da qui nasce MondoSole. Il passo successivo fu l'apertura, insieme al
Dott. Matteo Mugnani, del Centro MondoSole a Rimini che è diventato il
naturale contenitore di questo progetto, e che dal 2004 ha seguito,
giorno per giorno, 12 mesi l'anno, diverse centinaia di persone e
famiglie, unendo le prestazioni cliniche (medico, psichiatra, psicologo,
terapeuta familiare, endocrinologo, operatori sociali) all'attività di
volontariato di Chiara che, forte della propria esperienza diretta, si
spende quotidianamente in prima persona per guidare, orientare e
consigliare nel lungo e complesso percorso di riabilitazione e
reinserimento sociale ed emotivo che è necessario per uscire
dall'auto-annullamento anoressico - bulimico.
Attorno al Centro MondoSole sono sorti poi una serie di appartamenti che
ospitano le ragazze del Centro, dando vita ad una sorta di comunità
diffusa sul territorio di Rimini, aperta e inserita nel mondo esterno ma
stretta attorno al desiderio di riprendersi la propria vita, di
ricostruire un rapporto sano con la realtà, con il proprio corpo, con la
propria identità, le proprie emozioni e i propri affetti. Oggi esistono
10 appartamenti che costituiscono questa rete organizzata, una preziosa
risorsa capace di accogliere per il tempo necessario ad un percorso a
MondoSole, e che costituisce il nucleo vitale di un gruppo in cui la
storia personale di ognuno è il patrimonio di tutti, il progresso del
singolo diventa risorsa condivisa con gli altri ed esempio che permette
di comprendere, di cambiare, di aprirsi a possibilità insperate e di
modificare gli schemi mentali patologici.
Accanto al lavoro di trattamento dell'anoressia e bulimia, è poi sorto
un ulteriore servizio di aiuto ai familiari
(genitori, coniugi e partner), attraverso gruppi di sostegno per
genitori, e percorsi di aiuto a genitori e coniugi, che è attivo anche
il sabato e la domenica per poter accogliere e rispondere alle esigenze
delle famiglie che sono costrette a spostarsi geograficamente da tutta
Italia.

ChiaraSole Ciavatta
è stata malata di anoressia, bulimia e binge per 14
anni. L’esperienza di ex-malata, l’aver conosciuto in
prima persona i pregi e i difetti di tanti metodi di cura, dai ricoveri
alle terapie di ogni genere, l’ha portata a decidere di rimanere nel
sociale per mettere la sua esperienza a disposizione di chi soffre di
anoressia e bulimia. Dopo la guarigione ha iniziato la sua attività di
volontariato, attraverso il sito internet www.chiarasole.it accogliendo
richieste di aiuto da tutta Italia via e-mail e telefono. Nel 2002 si
forma come operatore sociale. Ha pubblicato, nel 2003, un libro
autobiografico sulla sua malattia
[ChiaraSole. Anoressia e bulimia:
un'esperienza di vita e di morte. Prefazione di Gianna Schelotto, Ed.
Idealibri]. E’ ospite di trasmissioni televisive Rai, Mediaset
e Sky
per fare prevenzione e sensibilizzazione sui disturbi alimentari, e
presenzia a numerosi convegni universitari sul tema ( leggi
rassegna stampa).
Come operatore sociale volontario assiste migliaia di malate/i e
famiglie, collaborando con vari Ospedali e Centri Specializzati in
Disturbi Alimentari. Ha fondato e gestisce, insieme ad uno staff
clinico, il Centro MondoSole di Rimini per la
cura dell'anoressia-bulimia, che è una comunità aperta che svolge un
servizio di cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone
con disturbi alimentari, che offre un lavoro giorno per giorno in
parallelo con le famiglie. Chiara è presente tutto il giorno al Centro
per offrire un sostegno concreto e costante. ChiaraSole è docente
di corsi di specializzazione post-universitari sui disturbi alimentari,
indirizzati a medici, psicologi e operatori sanitari. Il 20 Maggio 2008
ChiaraSole Ciavatta riceve il premio Milanodonna 2008 istituito e
consegnato dal Sindaco Letizia Moratti per la categoria comunicazione
sociale.

Il
Dott. Matteo Mugnani
è
Psicologo, Specializzato nella cura dei Disturbi Alimentari, Direttore
Scientifico MondoSole, Consulente e ospite di trasmissioni RAI e
MEDIASET (Buona Domenica, Verissimo, L'Italia sul Due, Uno Mattina,
L'Antipatico, Ricomincio da qui), Autore e ospite di trasmissioni SKY
CINEMA, e delle riviste FOCUS, ANNA, L'ESPRESSO, FOR MEN MAGAZINE, è
autore di numerosi Format Televisivi, Radiofonici e multimediali
dedicati alla Psicologia dell'Alimentazione, esportati in tutto il mondo
e tradotti in diverse lingue (Francia, Cina, Venezuela, Egitto,
Turchia). (leggi
la rassegna stampa)
E' autore di numerosi Progetti di prevenzione dei Disturbi alimentari:
Cinema e Cibo,
Morf-Art
,
Morf-Design
,
Morf-Food,
e lavora presso il Centro MondoSole di Rimini.

Servizi MondoSole dedicati agli operatori
sanitari:
Formazione: Corsi di Formazione e Specializzazione
Supervisione individuale e di équipe
Progettazione e Sviluppo di centri diurni, centri residenziali, reparti
ospedalieri
Tirocini universitari (Convenzione con Università di Bologna, codice
812/07).
Corso informativo 2009
"CIBO,
CORPO, FAMIGLIA
I
disturbi alimentari e le dinamiche familiari contemporanee"
APERTO
A TUTTI (Università Aperta)
Clicca per saperne di più

MondoSole è una "Impresa Sociale" della CDO (Compania delle Opere)


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TESTIMONIANZE..... storie di vita! |
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CUTTER, alzi la mano chi sa cos’è?
Cutter
deriva dal verbo inglese TO CUT e significa tagliare. Il cutter è una
forma di autolesionismo che si manifesta attraverso tagli autoindotti
sul corpo, ma in realtà non “solo” quelli. Diciamo che con cutter si
possono racchiudere tutte quelle manifestazioni di autolesionismo contro
se stessi: focalizzare l’attenzione su una porzione del proprio corpo
fino a farla sanguinare o, comunque, fino a farsi del male. Questo può
avvenire in svariate forme ad esempio con delle pinzette accanendosi
contro qualche pelo incarnito o presunto tale, fino a farsi sanguinare
in modo importante, oppure, contro a brufoli oggettivamente inesistenti
ci si possono creare reali cicatrici. Il cutter viene praticato sia a
mani nude che con vari strumenti da lamette, taglierini, unghie,
coltelli, forbici, ecc.
Si tratta di una problematica che esiste da sempre, ma solamente da poco
è stata battezzata con questo nome nome. La compulsione può essere
talmente forte e cieca che può portare la persona a mettere seriamente a
rischio la propria vita.
Di seguito
parte di uno scritto tratto da un articolo a cura del Dott. Matteo
Mugnani
“Cosa succede dunque, ci chiedevamo? Cosa spiega questo fenomeno, che
dunque non è in verità nuovo, ma è solo una nuova forma di espressione e
di tentativo di trattamento del disagio umano?
Basta ascoltare le parole di chi ci descrive queste sue pratiche, per
capirne di più, ascoltare quali pensieri, fobie, ossessioni generano
queste spinte inarrestabili ad agire così sul proprio corpo. Ce ne
parlano come di pratiche di estrazione dal corpo di un'impurità, di un
qualcosa di illecito, di non casto, ce lo illustrano come una vera
autopunizione perchè nel corpo, dentro al corpo, sentono che c'è
qualcosa che non dovrebbe esserci, che loro non vogliono più avvertire.
(…)Si propone dunque una scissione tra ciò che è interno al soggetto e
al suo corpo, che dovrebbe essere a tutti i costi puro e buono, e ciò
che è esterno, nel mondo attorno a lui, sui cui vengono proiettati il
male, l'impurità, la perversione. E il corpo e la pelle come suo ultimo
avamposto, come linea di confine, sono vissuti come la barriera che
separa il bene dal male, il puro interiore dall'impuro esterno. Ma se
l'impuro abita all'interno del soggetto, se il desiderio che muove la
vita del soggetto è avvertito come un'ospite insopportabile, come una
forma di impurità interna, allora ecco che il soggetto si convince in
modo illusorio di poter "materializzare" questa sua parte impura, di
poterla "sostanzializzare" ad esempio nel sangue che esce dalle ferite
autoindotte, o di punire questa parte con le pratiche masochistiche. Ma
il progetto fallisce perchè s'imbatte nella verità ultima della natura
umana, che come hanno dimostrato le teorie freudiane, è una natura in
parte anche perversa, in cui l'illusione di poter espellere da sé e dal
proprio corpo questa dimensione vissuta come impura, può essere superata
solo passando per un'altra via, più stretta, che punta invece ad un
riconoscimento e ad una accettazione di questa dimensione perversa,
emanazione della pulsione di morte, che abita la natura umana.”
Nel mio
libro accenno ad alcuni episodi di cutter con forbici, unghie, mani e
non solo.
36) TESTA O CROCE
Quello che accomuna molte delle ragazze che stanno vivendo questo tipo
di problemi, oltre ovviamente al rigettare ogni sostanza nutritiva, è il
martoriarsi fisicamente.
Ho ancora ricordi freschi delle torture volontarie alle quali Chiara si
sottoponeva, nonostante tutti i miei tentativi di impedirle simili
barbarie su se stessa.
Lei, posseduta dallo stolto demone distruttore, sentiva le mie parole
come provenienti da eco lontane, troppo flebili per essere ascoltate e
percepite con decisione.
Si mangiava le unghie.
Già, ma non come qualsiasi adolescente con quel vizio dettato da un po’
di insicurezza o nervosismo.
Si mangiava le unghie, e con abili contorsioni, anche quelle dei piedi,
ma lo faceva andando fino in fondo e causandosi terribili infezioni.
Sapeva che non doveva, eppure continuava e neppure il dolore la frenava.
Neppure l’uscita di tutto quel sangue. Anzi, quasi la eccitava. Quasi la
faceva godere in un amplesso masochistico con sé stessa, con il suo
dolore, con la sua voglia di mortificarsi.
Allo stesso modo, con la stessa tenacia, arrivava a mordersi la carne
dei talloni, delle dita, fin quando il vivo della pelle, gridando
bruciore accecante, non la risvegliava da quel torpore innaturale.
Allora si abbandonava al pianto più sconfortato, e mani sanguinolente e
piedi che le avrebbero fatto male ad ogni passo si rannicchiavano
attorno al suo corpo, e soffrivano assieme a lei.
Tuttora, guardandole le mani, è possibile riconoscere alcune altre
piccole cicatrici; sì, proprio lì, vicino al tatuaggio a forma di sole
che fa’ bella mostra di sé sul suo polso. Quale posto migliore, se non
ci sono portacenere nei paraggi, in cui spegnere le sigarette?
Erano vere e proprie torture, delle quali potrei parlarvi a lungo, dai
pugni contro le pareti, o contro tutto ciò che era solido (procurandosi
anche una frattura), ma è giunto il momento di rendervi partecipi di
quella volta in cui, per propria volontà, scelse di farla finita.
ChiaraSole
Ciavatta
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Consigli delle
figure mediche
che hanno contatti
con i Disturbi del Comportamento Alimentare
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