Vi presento Verena con il suo Dolore trasformato in
ricchezza!
Mi sono trasferita a Rimini più di tre anni fa per curarmi a
Mondosole perché ero stanca dopo tanti anni di sintomo
bulimico quotidiano, e allora credendo che il mio problema
fosse tutto nel cibo: volevo smettere di abbuffarmi e
vomitare. Sapevo di avere una famiglia “particolare” e piena
di problemi; infatti avevo sempre visto mio padre picchiare
mia madre, sia con le mani che con altri oggetti, e avevo
paura di lui, e credevo di odiarlo; mentre per mia madre il
sentimento era ambivalente, un mix di odio e amore, per cui
a volte sentivo una gran rabbia che però in altri momenti si
trasformava in affetto o pena. La conoscenza della
sessualità è stata altrettanto confusa e dolorosa,
ascoltando nella stanza accanto i rapporti dei miei
genitori, con i lamenti di mia madre e l’insistenza e la
violenza di mio padre, che coprii presto frequentare anche
le prostitute, il che ha avuto in seguito molta importanza
nel mio modo di concepire la sessualità e la figura
maschile, e incidendo fortemente nei miei successivi
sintomi. Fu un’infanzia infelice, in cui il cibo è stato il
mio rifugio, mangiando di continuo, e ripetendomi che almeno
lui non mi avrebbe mai tradito. Le violenze in casa mia
oltre che fisiche erano anche verbali, con pochi i gesti
d’affetto, che provenivano soprattutto da mia nonna. Con la
separazione dei miei genitori, peraltro avvenuta con l’aiuto
dei carabinieri, le cose non migliorarono. Vedevo mio padre
una volta alla settimana, controvoglia, e non andava mai
bene, e anche a casa il clima era teso, con mia madre
depressa che mi riprendeva sul mio sintomo e mio fratello
che a poco a poco si è allontanato. Crescendo mi sono
riempita di schemi e regole; diventavo sempre più dura,
cinica, e aggressiva con tutti, non c’era spazio né per una
parola dolce né per un pianto, neanche quando morì mia
nonna. Tutti quei comportamenti che mi avevano fatto cosi
soffrire erano diventati i miei, non volevo sentirmi fragile
perché temevo che gli altri mi avrebbero fatto soffrire. A
19 anni ho avuto la mia prima esperienza sentimentale con un
ragazzo, che è stato per quattro anni la mia ossessione:
rispecchiava quello che avevo sempre conosciuto in casa mia:
bugiardo, aggressivo, e che alla fine non mi voleva. Da li a
poco al cibo si è aggiunta la bulimia sessuale. Mi sentivo
vuota, insoddisfatta, sentivo che mangiare e vomitare non mi
bastava più, cercavo sempre più adrenalina. Quando conoscevo
qualcuno il mio unico pensiero era darmi o meglio buttarmi
via per lui. I ragazzi cambiavano di continuo e la mia
insoddisfazione cresceva. Mi dicevo di cercare l’amore ma in
realtà ero piena di rabbia, odio e schifo per tutto quello
che avevo visto e sentito negli anni. Non raggiungevo mai il
“piacere” per me stessa, anzi mi prodigavo per soddisfare
l’altro, diventando un po’ come le donne con cui andava mio
padre. Era un bisogno, volevo sentire il rischio,
l’adrenalina. Durante i rapporti non usavo protezioni e
nonostante un aborto e le situazioni promiscue, non riuscivo
a fermarmi, anche se dopo subentrava l’angoscia e un gran
vuoto, e così tornavo al cibo. In questi tre anni sono molto
cambiata, ho lavorato molto terapeuticamente, e ho sradicato
l’idea che mia madre fosse solo una “vittima” e mio padre un
“carnefice”; ho capito cosa li ha legati per 16 anni, la
natura dei loro legami morbosi, e mi sono staccata da quelle
dinamiche malate e per me distruttive che non mi
permettevano di crearmi una mia vita. Oggi mio padre, che ha
cambiato vita, rimane la persona più disposta a starmi
vicino della mia famiglia, mentre con mia madre c’è un
distacco reciproco. Nonostante questo, sto cercando di
costruirmi una vita affettiva fatta di amore e rispetto,
fatta di tanti insegnamenti che ho ricevuto a MondoSole e
tanti aspetti che ho capito, sto studiando all’università
per poter fare un lavoro nel sociale e intanto, per
mantenermi da sola, lavoro, capendo l’importanza e la
responsabilità che si ottiene solo crescendo come persona.
Verena
Intervista a ChiaraSole e testimonianze di Margareth Arlia e Verena Torri (MondoSole) e approfondimento generale sui DCA

