accendi la curiosità che hai dentro

Partendo dalla mia esperienza personale spero di poter offrire qualche input di riflessione. Per quanto mi riguarda, parlando di dipendenza posso dire che una delle più dolorose e frustranti è stata quella affettiva. A partire dal rapporto morboso e simbiotico con mia madre che si alternava da momenti idilliaci al rovescio della medaglia che si rivelava incredibilmente violento, fino alla sfera sentimentale. Ed è su questo che vorrei soffermarmi in questo post. Duranti gli anni di malattia, che si sono alternati tra un sintomo e l’altro, ho tentato di costruirmi una vita sentimentale.
Prima di tutto ogni persona che sceglievo aveva in se dei perché specifici da ricondursi a tutto quanto ancora non avevo risolto dentro di me. Ogni persona non era casuale, così come ogni sofferenza. Ogni persona aveva precise caratteristiche materne o paterne, in base alla necessità del momento. Ora era da accudire e proteggere, persona che aveva bisogno di aiuto, perché ancora più malata di me, ora si trattava di una persona dominatrice, violenta, “cattiva”. Ogni volta la frase di rito era che “capitavano tutti a me”, ma in realtà mi sono resa conto che non era affatto un caso la scelta della persona in questione, era come se da subito esisteva una sorta di energia che faceva in modo che io e lui ci scegliessimo in base ai nostri disagi, in base ai nostri bisogni. Non ero pronta per una relazione matura! Accadeva che io mi attaccava ad ognuno in modo ASSOLUTAMENTE morboso. Ero possessiva, cercavo in tutti i modi di fondermi con quella persona, dovevamo essere un uno! Lui doveva respirare la mia aria e viceversa. Non sopportavo che potesse stare bene se non c’ero anche io. IO DOVEVO ESSERE SOGGETTO E UNICO OGGETTO DELLA SUA VITA. Vorrei fare l’esempio di una situazione per essere più chiara: ci eravamo conosciuti in discoteca, io stavo vivendo un periodo particolarmente complesso, ero molto fragile, anestetizzata da sintomi bulimici e dall’alcool. Per tutelarmi da me stessa non mi era permesso di uscire da tempo, ma una sera ho avuto questa possibilità, così con amici sono andata in discoteca e ho incontrato Lui. Avevo bevuto e dopo una notte insieme ho sentito l’obbligo di recuperare mi sono auto convinta di innamorarmi di lui, tanti erano i sensi di colpa di essermi buttata via così: io avevo circa 18 anni e lui 30. Poco dopo iniziata questa relazione gli ho impedito di avere interessi di ogni tipo. Doveva e poteva stare solo con me. Era diventata un’ossessione assordante, massacrante. Non mi bastava mai, dopo un primo momento di benessere non appena lo vedevo… subito dopo sentivo la disperazione, perché avvertivo dentro che quel benessere era fittizio, non reale, non abbastanza. Una manetta ancora più stretta del cibo. Inizialmente, i sintomi alimentari si erano affievoliti: perché la dipendenza si era spostata nel legame con lui, ma poi tutto è tornato con più violenza e cattiveria. Spesso quando si pensa o si dice che trovando una persona o un innamorato può essere un aiuto alla malattia stessa è un’illusione, perché in realtà è l’opposto, tutto si sposta da una dipendenza all’altra e una persona con questa patologia fatica a portare avanti più sfere della vita contemporaneamente. Non appena si incontra una persona tutto il resto scompare, ma poi torna moltiplicato. Ogni cosa non basta mai. Sempre di più ancora e ancora. All’inizio era tutto bello, tutto meraviglioso, ma dopo un po’ mi dava fastidio ogni cosa e questo è proprio il rovescio della medaglia della dipendenza e cioè il conflitto che lega ancora di più. Dalle paroline dolci si è passati all’aggressività e tutto è scoppiato, si è sgretolato. Io gli ho reso la vita impossibile, non me ne rendevo conto, ma per ottenere ciò di cui avevo disperatamente bisogno, facevo di tutto. Una pseudo relazione del genere poteva e doveva solo scoppiare! Mentalmente sono rimasta legata a lui e ricordo che ho fatto tanta fatica ad aprirmi alla possibilità di vivere sentimentalmente ancora perché avevo idealizzato questa persona per tanti motivi ampi e profondi. Sono passati 15 anni, e ricordo bene quel dolore, la sensazione che chiamo lo strappo della dipendenza: un dolore infinito che toglie forza e possibilità di ragionare, che non c’entra nulla con il rispetto dell’amore. E’ come se morisse una parte interiore. Il ripetersi di una situazione esistenziale.
Penso sia fondamentale lavorare su se stessi per comprendere quali siano le dinamiche che portino a cercare un certo tipo di partner o comunque compagni con caratteristiche simili che nell’unione portano sempre a soffrire in modo da poter ripulire questa stessa sfera. In fondo se prima non si trova se stessi come si fa a trovare l’altro adatto a se?! (nutrirsi di una persona non è una soluzione ai propri disagi)
Un ultima cosa si dice sempre che due innamorati sono due metà che si completano, ebbene, in realtà: sono due unità che si incontrano e amano reciprocamente il rispettivo modo si essere senza volerlo modificare, amando e rispettando la libertà dell’altro.
Inutile dire che si potrebbe scrivere per ore, potrei parlare di me tanto e tantissimo… ma intanto questa prima parte penso offra qualche elemento di riflessione.
ChiaraSole

 

 

leggi anche la mia dipendenza affettiva divorava me e l'altro... Simo

Vorrei portare fuori tutto
Vorrei portare fuori tutto il caos che sento, tutta la delusione e il vuoto che affiorano a volte ,ma che per la maggior parte del tempo sono come assopiti. E' come se non li volessi sentire. Ma quando so che lui è nei paraggi faccio di tutto per sapere se c'è ,dov' è, per vederlo. Penso anche a che vestiti mettermi per attirarlo di più. Come se io aspettassi qualche segno ancora, come se non avessi gettato la spugna. E mi ricordo poi che io ho detto basta, ma io mi sento quella abbandonata, delusa..Mi devo ricordare che non stiamo più insieme, me lo devo stampar nel cuore, perchè non mi sembra ancora vero, ci ho riposto tanto, forse troppo..tutta me, tutti i miei bisogni. Quando sono per strada guardo le ragazze e penso a quale possa piacere a lui, e quale prenderà il mio posto, con quale potrà scambiarsi momenti dolci..spero con cattiveria e rabbia che nemmeno con una futura lei lui potrà essere libero, si lo so sono ingiusta ma non voglio non voglio perchè nemmeno io lo posso essere, io volevo lui..e mi manca il fiato...lo so che è un modo anche per non pensare a me, per non volgere io lo sguardo altrove..ma io veramente innamorarmi ancora?io essere felice e appagata ma senza il suo volto senza di lui??..ma perchè non riesco a immaginarmelo?Devo aprire gli occhi per vedere che non sono le sue mani , non è il suo viso..E' davvero un lutto, un vuoto che lascia, con strascichi, con ricordi che affiorano rimossi e accantonati, quando meno devono tornare..Mi provo a circondare di tanti altri affetti, momenti, interessi, faccio lo sforzo di essere presente in ogni cosa che vivo,di vivere comunque..ma è una sospensione ancora, è velato da una patina di incredulità, di paura. So solo che ho capito che crescere vuol dire continuamente staccarsi dalle proprie ancore, e di fare ciò che in quel momento si deve fare senza pensare a ciò che accadrà: se va fatto, va fatto, punto.Chi è capace di concedersi di vivere il fallimento, il rischio e il dolore ad esso connesso, è capace di tradire se stesso in senso costruttivo, di tradire quell' immagine di sè che non appaga più." Chi tradisce ha compreso la capacità di intervenire per modificare una situazione attraverso una lacerazione penosa sena la quale non si dà trasformazione, nè ricerca di un destino individuale."(Aldo Carotenuto)
Martyy
 
Finalmente urla di dolore...
Non sò se è lo spazio più adatto per questo post... ma stasera sentivo forte il bisogno di cominciare ad urlare e non soffocare quello che sto provando...
Lavoro … lavoro … lavoro …
… sveglia, apertura, ore ed ore in negozio, sfinendomi, consumando ogni energia vitale, fisica e mentale … e giù di nuovo a dormire, e poi lavoro ed il giorno dopo, ancora lavoro e letto, letto e lavoro...letto, buio, senza più la voglia e la forza di alzarsi ed iniziare la giornata,la VITA .. null’altro ..
Vuoto, ABBANDONO, rifiuto, LUTTO, dolore, sofferenza, mancanza, assenza, sensi di colpa .. niente di tutto ciò, ho voluto sentire in quest’ultimo periodo; troppo forte, troppo profonda la parte di me che è stata “colpita”, “stimolata”, “ferita”, “lacerata”, “distrutta” ..
Non riuscire a fermarsi, quasi non riuscire a porre un freno al massacro psico-fisico in cui sono piombata, in cui mi sono lasciata cadere in questi mesi … era come se, inconsciamente, volessi continuare ad infliggere ancora lame affilate, taglienti, dentro un’anima ed un cuore feriti, doloranti, “morti”, che sentono di meritarsele quelle pugnalate … forse per aver lasciato entrare davvero l’ALTRO nella propria vita, nella propria sfera privata, nella propria intimità, per essersi lasciata andare, per aver provato sentimenti, emozioni, desideri … malriposti.
<< Ti sta bene … proprio quando ti apri nella sfera affettiva, quando ti concedi di “sentire”, di dare spazio all’altro (un ALTRO che nel passato ha fatto solo del male!), affrontando paure, emozioni, difficoltà, sogni, desideri, fantasmi passati, ossessioni, proprio quando con tutta te stessa lotti e con sacrificio lavori perché credi fortemente in quello che stai costruendo, nella persona che hai di fronte, la situazione precipita … e ti sta bene!! >>.
Credo che anche questo sia stato inconsciamente il meccanismo malato che si è instaurato .. come se oltre ad essere un anestetico per non vedere, non sentire, sia stato anche un modo per punirmi del fatto che avevo DESIDERATO (proprio io, già..) un’altra persona, desiderato conoscere, amare..
Nelle ultime cinque settimane, volevo solo chiudere la porta a ciò che era stato, volevo far finta che non fosse mai esistita, che non m’importasse più nulla … BASTA !!!
…IO, avevo già dato troppo …
In realtà, stavo solo negando,rifiutando e tenendo a bada la rabbia dentro di me, volevo “proteggere” ( .. IO, sì, davvero!!!) ...invece di restituire al mittente quel sentire doloroso ....
Ma purtroppo, ancora una volta tutta la rabbia l’ho scaricata solo e soltanto contro di me … e nel lavoro mi sono massacrata, anestetizzata, chiusa, isolata; senza di quello, mi trema la terra sotto i piedi, mi sembra di non avere nient’altro, di NON ESSERE NIENTE, senza, SENTO tutto il VUOTO AFFETTIVO in cui sono piombata.
Concedere all’altro di entrare nella mia vita, accoglierlo senza rigettarlo, vomitarlo, senza provare schifo, ha per me, per la mia storia, il mio vissuto, un significato immenso, profondo…
Quando sono arrivata a Mondo Sole, ero spaventata da tutto e tutti; nessuno poteva toccarmi, abbracciarmi, ero tinca, non dicevo una parola, rannicchiata e nascosta dalla “divisa nera” dal cappotto, la borsa ed i capelli stra-piastrati che mi “proteggevano” quasi tutto il viso. Ero chiusa nel mio mondo, un mondo nel quale nessuno poteva entrare , in cui non permettevo a nessuno di accedere, e non solo fisicamente… La paura di FIDARSI, di affidarsi, di concedere e CONCEDERSI, di dare e darsi, di farsi conoscere un po’ più nel profondo … no, proprio non era pensabile.
Come una bimba che conosce solo “mostri”,violenza fisica e verbale, attacchi d'ogni genere, che non andava mai bene, che si sentiva in colpa per il sol fatto di esistere, che non sapeva cosa fosse l'affetto, la comunicazione, la cui unica parola che pronunciava a ripetizione era “scusa”, come fosse un intercalare.
Tremavo, avevo il terrore negli occhi, avevo attacchi di panico, per sei mesi Chiara entrava con me nello studio di Matteo perché non riuscivo a stare in una stanza sola con una figura maschile … per lungo tempo non sono riuscita a chiamarlo, ad avvicinarmi, a guardarlo in faccia … sapevo che lui era “innocuo” , ma io avevo paura, tanta …. e le motivazioni sono emerse dopo poco tempo …. E pian pianino, molto pianino, le abbiamo trattate… terapie su terapie, gruppi su gruppi, colloqui con i miei, “tirate d’orecchie” tue, Chiara, lacrime, momenti di sofferenza e la forza delle “vecchie” amiche del gruppo.
Tutto ciò che mi circonda, ha, per me, una connotazione sessuale, tutto è contaminato, e per il mio vissuto, questa assume un valore fortemente negativo. Sentir solo parlare di sessualità mi creava schifo, nausea, panico, ossessioni, rituali continui. Inimmaginabile pronunciare determinate parole.. tabù … Impensabile anche solo lasciare spazio ad una carezza, un abbraccio perché portavano con loro un qualcosa di sessuale a cui davo (ancora dò) accezione negativa.
Prima di Mondo Sole, sono sempre stata SOLA, sola fisicamente, sola in casa, sola nel senso che non ho mai avuto nessun rapporto realmente profondo, più intimo con nessuno, neppure un rapporto affettivo, simbiotico, malato con mia madre … nessuno aveva rotto ed oltrepassato quella barriera, nessuno aveva mai posato il suo corpo sul mio, con il MIO CONSENSO, a nessuno avevo mostrato una parte di me che non volevo accettare neppure io e che avevo deciso di affrontare solo per quello che provavo, con nessuno avevo mai pensato di poter condividere momenti di vita quotidiana con gesti, parole, affetto, dolcezze, carezze, tenerezze, BACI, sorrisi, provando a comprendersi, capirsi, PARLARE con tutte le mille difficoltà del caso, provando al tempo stesso, affetto, desiderio, protezione, senza riti, ossessioni, lavaggi... … e credo che ad oggi, alla luce di come si sono sviluppate le cose, questo mi faccia essere molto arrabbiata … forse, purtroppo, ancora con me stessa …
Ma c'è comunque una seppur piccola parte di me, che guarda indietro, a quello che ha passato, che ha affrontato in questi anni, agli strumenti acquisiti, alle cose viste, e che vuole e che non può permettere che tutto quello che con fatica ha conquistato vada in frantumi …. più si scende giù e più diventa poi, difficile rialzarsi...e non è giusto...non voglio...stavolta, NO...
Chiara, io ci sono ed ho bisogno del tuo AIUTO, di quello di Matteo e delle mie VERE GRANDI “vecchie” AMICHE mondosoliane.... Vi voglio bene
Vale
 
Vale..
Vale..io non ti vedo più da un pò di tempo, nè ti sento parlare perchè non ci becchiamo mai o forse, capisco ora, ti sei anestetizzata nel tuo mondo. Però quando ti ho vista era come se avessi una parte frenata, chiusa, ma l'altra era sofferente e si era letteralmente stufata di stare così e non vivere più..Perchè tanto non risolve nulla...e anzi diventa sempre più stretta...ma siamo noi che possiamo porre fine a questo auto massacro, a credere che si possa davvero andare avanti. E' una fatica dietro l'altra..E' proprio vero che le spinte più vere verso la vita sono quelle fatte quando il dolore è tanto profondo..ed è vero che delle volte vanno fatte delle scelte senza temere ciò che ci sarà dopo..vanno fatte perchè "si hanno da fà"..ma credo che ci si possa solo risollevare e rafforzarsi perchè si vivono momenti di intimità con se stessi e di accettazione del dolore ..Forza Vale..
Martyy
 
Per Vale: finalmente..
..finalmente leggiamo queste parole, questa presa di coscienza di quello che ti sta succedendo.
Spero davvero che tu da questo esatto momento DECIDA di proseguire il tuo viaggio..rinunciando alle tue attuali anestesie e guardando in faccia tutto quel dolore che non hai voluto sentire e analizzare.
Noi ci siamo lo sai!
Un abbraccio con affetto
Romy
 
Ho letto tante volte il post
Ho letto tante volte il post sulla dipendenza affettiva,non mi sono mai soffermata a raccontarmi a scrivere cosa è stata per me:semplicemente perchè gli strappi fanno tanto male perchè per alcune dipendenze ho dato spazio alla mia malattia!
Diciamo che la mia vita,sin dalla nascita,è stata una ricerca simbiotica dell'altro/a...cercavo quell'amicizia esclusiva nella quale l'altra persona in me doveva avere tutto amica,sorella ,madre,padre ,fidanzata proprio per arrivare al punto che non ricercasse piu' queste figure ma solamente me!Ogni volta che c'era un no lo vivevo come un rifiuto,come un tassello di dolore in piu',come un distacco.Questo è cominciato che avevo 10 anni e pian piano i rapporti che andavo a cercare erano sempre profondamente simbiotici al punto di devastarmi l'anima!Piu' si cresce e piu i rapporti anche con le compagne o i compagni cambiano...c'è di mezzo anche la parte sessuale e li' diventa spietata la freccia del tuo arco..Mi sono rovinata l'esistenza con una dipendenza per un uomo (io avevo 16 anni e lui 35)per il quale sono stata disposta a dare ,fare tutto...Ci siamo conosciuti pensavo ,nella mia malattia,di amarlo profondamente che senza di lui sarei stata persa ..un uomo con lo stessa mia dipendenza affettiva che pur di tenermi a se mi ha fatto credere che la tossicodipendenza ci potesse unire per sempre..mi ricattava implicitamente dal punto di vista affettivo(mamma mia quando ci ripenso prvo una gran tenerezza per quella che ero).Faceva quelle sorte di ricatti psicologici se non fai questo è perchè non mi ami e via discorrendo...Un uomo a cui ho manifestato tutto il mio sintomo ,un uomo che non ha mai amato me ma ha adorato quella parte malata di me:quel lato oscuro di dipendenza nei suoi confronti,quel lato servizievole da piccola Donna che era disposta a tutto pur di tenerlo con me..perchè avevo eliminato il resto ,il mondo circostante...Mi bastava lui e la Nostra malattia..
Da questa dipendenza affettiva si creo' anche quella della droga e divenne davvero una roulette russa con le nostre vite...
Per dimenticarlo e dimenticare le botte ,le violenze ci ho impiegato tantissimo tempo,ancor oggi mi rendo conto in terapia che alcune paure ,insicurezze me le ha lasciate impresse e che per scacciarle sta servendo un lavoro duro ma proficuo..
Oltre a lui ho avuto una dipendenza con una donna...
una dipendenza acciecante ,che mi ha reso neri gli occhi davanti una guarigione ...una dipendenza che è stato il motivo di un mio rifiuto di curarmi!
Come il gioco delle torri :o lei o la mia guarigione!quando sei malata,dal sintomo bestiale ne sei un po' uscita pensi che quella persona va a riempire il vuoto..la mancanza dell'abuffata ...o meglio non ci pensi!Sei convinta che sia cosi'...ed il problema neanche te lo poni!!
Hai il lanternino riesci a trovarti la persona in grado di darti quell'arma di onnipotenza nella gestione di un rapporto!
Quell'arma che ti fa sentire sicura di legarla accanto a te,un massacro puro..dventa un'ossessione !Tu devi essere Suo/a senza badare a niente intorno!
E' lacerante un rapporto simbiotico per gli strascichi che lascia ...Ma dopo 4 anni è altrettanto bello e splendido poter condividere proprio su questo blog una serenita' di rapporti acquisiti,conquistati con poco...senza troppa eclatanza nei gesti na semplicemente con la persona che sono diventata!Prima degli altri (senza nessuna prevaricazione)ascolto Me...e scelgo!
La scelta la piu' bella liberta' io potessi mai avere..
Una liberta' e serenita' di poter dire ti voglio bene e ti accetto cosi' :senza pretese di cambiamenti ma accettando
semplicemente l'essere umano davanti con pregi e difetti!!!
Grazie Chia'
 
nebbia
Credo di non aver sentito mai nella mia vita un momento di così forte indecisione e nebbia. Ero offuscata, in trance, senza presa di posizione, come un'ameba volevo essere giudata, non riuscivo a muovere un dito nemmeno a dirgli parole nette per il terrore di lasciarlo andare via..e intanto pulsava la rabbia verso di me, ma anche quella familiarità mi richiamava..Ho ceduto..ma mi sentivo di essermi tradita allora ho cercato di rimediare, mi sono rimangiata le parole ,quelle parole che non uscivano dalla mia boca con consapevolezza.Ma ho rimediato sempre con la mia solita via di mezzo..tempo..mi prendo tempo..e ho ripreso a respirare..ho ripreso il contatto con me..mi sentivo un pò meno in colpa verso di me, ma mi sento in colpa per fargli così male..Le mie amiche mi hanno detto"non ti riconosco stasera"e sentirlo da loro mi ha fatto sentire un pesce sulla terra ferma.Dove sono il mio orgoglio sano, il mio volere la mia felicità?Cambiare, crescere!Ho sempre pensato di essere una persona razionale e decosa, ma sia il grido di dolore della mia malattia,sia questo rimbalzare come una palla contro un muro che diventa sempre più incandescente, spinoso e lontano, mi fa capire che non sono stata sempre precisa, ordinata, moderata e razionale perchè lo è il mio carattere ma perchè ho la fottutisima paura di sentire..
Martyy
p.s. Non toglietelo mai questo post..
Anche se un giorno spero di non scrivere sempre cose negative..
 
 
Ancora
Ho aperto questo blog sulla dipendenza affettiva ogni singolo giorno, ogni volta che mi collegavo a internet.Ora non ho voluto rileggere i miei post perchè mi facevano paura..chiaro segno che sono ancora qui.ancora allo stesso punto..Maledizione..è una spinta indescrivibilmente accecante, a tal punto da farmi ricordare solo i momenti belli o meglio la sensazione vaga e indefinita di qualcosa di prezioso, di un legame ancora da vivere.Mi sa che mi frego.Mi faccio rabbia perchè mi sento sulle nuvole e non voglio mettere i piedi a terra. Io lo sentivo che non avevvo preso ancora una decisione netta, l'ho fatto apposta a lasciare le cose così e prima avevo ciò che volevo:ancora dirmi che forse potevo avere qualche speranza, che non era ancora finita, che dovevo aspettare e con ansia attendere ogni segno da parte sua....ma ora ecco qui, la palla ancora a me, ora sono io a decidere il finale di partita, esplicitamente devo dire si o no.MI sento divisa a metà ..Quando prvale una sento l'altra che la tira per le orecchie e le dice:lascia ora un pò di posto a me..assurdo..giuro..Ma io voglio la mia vita..Perderò qualcosa in ogni caso ma non voglio perdere la mia dignità, la mia possibilità di crescere. la mia libertà..
Martyy
Rabbia rabbia contro di me
Rabbia rabbia contro di me per non aver accettato per non aver sopportato e per non esserci riuscita.Per aver fallito.Rabbia perchè chiedevo qualcosa che non ci poteva essere perchè volevo cambiare una persona.Ma porca miseria perchè allora lo amavo?(amo?)oltre alla dipendenza ci sarà un pò di amore??!!Come i miei genitori incompatibili che ora sono come fratelli e hanno capito che in quel momento si chiedevano qualcosa che reciprocamente non potevano darsi.. ma io vedermi in un furturo così con lui mentre magari potrà amare un'altra persona no no no!!Mi si stringe il cuore se ci penso perchè lui non può essere felice senza me?Io non mi ci vedo con un altro.Si piò desiderare un altro?Ho il cuore chiuso e che ora vorrebbe solo lui ma quale lui? come ho fatto a idealizzarlo?Quanto c'era di vero in ciò che provavo?quanto sporco?Non lo so e mi ingannavo dicendo che ultimamente stavo meglio. Appena resto sola con me stessa sento un vuoto freddo gelato immobile ho paura e vorrei non sentire nulla....Basta!!!
Martyy
Su questo stesso post circa 1
Su questo stesso post circa 1 mese fa ho riportato la mia incapacità di stare sola, il mio ritorno elemosinatnte tra le braccia di..?di chi davvero?Di lui ,proprio di lui perchè io avevo bisogno proprio di quelle cose ,di quelle certezze, di quelle mancanze, di quell'assurdità..E ora sono qui dopo aver deciso oggi di dare un taglio netto.Mi sono accorta , e sento che non è possibile che per me sia impossibile vivere senza di lui, non avere desideri o motivazioni al di fuori di lui, non importarmene più nulla della mia realizzazione personale se non di averlo lì..Chi sarò mai cosa potrò mai fare e con chi potrò costruire una famiglia se non ho fatto i conti con la vera me, con quella che non mi lascerà mai, coi miei desideri, bisogni.?.se non so stare sola se non ho da condividere una me "stabile" ma una persona che ricerca una simbiosi per sentirsi parte , riempita , e al contempo svuotata da me stessa. Se devo essere sincera ora ho ancora più paura perchè non so cosa mi aspetti e ho ancora una briciola di "ma tanto torneremo insieme e si risolverà tutto", il dolore arriverà e farà male, adesso è incredibile che non me ne rendo conto a fondo e già sto male ma diamine ci penserò . Prima o poi lo dovevo fare, ho faticato per conquistarmi quel minimo di cose e se ora non completo con questo enorme e basilare scoglio da superare cosa faccio mi "accontento"di una momentanea stagnazione aspettando che tutto si raffreddi o che io esploda ancora?ma cappero ancora no!!!NON voglio farmi questo stare ancora in quella gabbia che anzi sarebbe peggio..
Ora..ora continuo a vivere..non mi prometto nulla se non di impegnarmi al massimo per rispettarmi senza volere più arrivare più a quell' "OFF"
Martyy
 
per Marty
cara dolcissima ragazza. io vorrei dirti : datti tempo. ho l'impressione che tu voglia tutto subito. col tuo "lui" lasciato da pochissimo e inconsciamente neanche definitivamente, hai ancora un mare di emozioni in sospeso. Ed è passato poco, pochissimo dal vostro distacco. Non chiedere a te stessa di interessarti per forza a qualcun altro. Perchè non provi a vivere il momento cavalcando l'onda delle sensazioni, anche brutte, provando a vedere cosa si prova nel dolore, perchè non pensi di poter stare single per un po', di concentrarti solo in te stessa? Sei un gioiello di persona. Trovo che non dovresti pensarti solo come ragazza di... E' solo il mio pensiero. un abbraccio
Io.
per Marti
Marti la paura ci sta tutta,non ti sei mai data davvero il tempo di sentire quel vuoto. Ed è solo sentendolo che potrai superarlo.
Sono convinta che tutto ciò che oggi vedi come impossibile tra qualche tempo non lo sarà più se davvero ti dai tempo,il TUO tempo per guardarci dentro.
L'importante è che continui a vivere comunque e che ti ricordi che per qualsiasi cosa puoi contare su noi,le tue amiche...
Marty tu sei arrivata un paio di settimane dopo di me,si può dire che praticamente abbiamo iniziato il percorso insieme...ho visto tutta la strada che hai fatto e credimi ne hai fatta tanta...ed è per questo che mi viene rabbia nel vederti tornare a non vivere e sentirti dire che vuoi di nuovo premere off...Sono contenta della decisione che hai preso perchè finalmente così riuscirai a lavorare su di te a vedere la persona splendida che sei...perchè non è vero che sei niente anche se so che tu ti senti così in questo momento...ma datti quel tempo di scorpirti perchè ti assicuro che ne varrà la pena,è una cosa che sto cercando di fare anche io per altri motivi...anche io sto sentendo uno strappo,che anche se diverso dal tuo fa malissimo...ma è una cosa che prima o poi avremmo dovuto affrontare....e io sono contenta di farlo perchè non sono sola...e anzi,sono contenta (a volte) di sentirlo,perchè per anni non mi sono mai concessa di provarlo e stavolta continuando così so che così potrò liberarmi una volta per tutte...
Andiamo avanti insieme!
Ti voglio bene amica mia...
Giulina
LO STRAPPO...
Arrivata a Mondosole, non avendo ancora trovato il 'mio' percoso, pensavo che la mia ' 'unica dipendenza' era: il cibo...ciò venne subito ovviamente smentito dai fatti...perchè tra le varie dipendenze, la più forte era quella sentimentale, al punto tale da decidere dopo pochi mesi di lasciare il CENTRO proprio per una relazione(durava da più di cinque anni, condivisi con la malattia) dove ormai il rispetto e la FIDUCIA centravano poco, ma a me non interessava...io rivolevo lui e basta...non riuscivo a sopportare l'idea di vivere senza..non mi importava cosa avesse fatto. LO VOLEVO. Sentivo infatti che se fossi rimasta a Mondosole, sarei andata a 'toccare' argomenti che per tanti anni erano stati per me certezze..CERTEZZE APPARENTI...e io senza quelle e tante altre certezze, non sapevo più chi ero..La storia dopo poco è comunque finita, tutti e due eravamo distrutti da continui litigi, così per NON SENTIRE ULTERIORE DOLORE, che negli anni continuava comunque ad ACCUMULARSI (per motivi che ora, grazie al percorso ripreso, sono riuscita a rielaborare) mi sono BUTTATA in un altro sintomo che per molto tempo mi ha creato dipendeza e difficoltà poi nel costruirmi una vita sentimentale non malata :la bulimia sessuale.
Mi illudevo di incontrare un ragazzo con il quale poter creare qualcosa, ma 'MI CAPITAVANO' ragazzi che non cercavano una storia...e aumentava in me la sfiducia verso l'universo maschile...IN REALTA' anche io cercavo ragazzi di questo tipo perchè se capivo che si poteva creare qualcosa di più...SCAPPAVO..La ricerca continua di un ragazzo che mi potesse dare attenzioni, anche solo per una sera era diventato un BISOGNO, sempre più PREPOTENTE, come un'abbuffata, tutto si concentrava sull'adrenalina che provavo nella conquista...ma il VUOTO che sentivo la mattina seguente, o al ritorno stesso dalle serate, era DEVASTANTE...e il sintomo alimentare mi serviva per continuare a TAPPARE...
Ora sto costruendo, con l'aiuto di Chiara e Matteo una storia SANA, dopo aver SENTITO TUTTO QUEL DOLORE SOFFOCATO in passato e capito da dove proveniva..(ricordo 1 frase di Chiara:solo ATTRAVERSANDO IL DOLORE riesci a superarlo)
Con grande difficoltà sto rinunciando al CONTROLLO sull'altro,(CON IL CIBO era apparentemente'facile': c'era quando io volevo) imparando che è una persona differente da me, che può avere idee e gusti diversi dai miei, con una SUA personalità, lasciandola LIBERA...senza sentire sempre il bisogno di 'castrare' l'altro sfogando su di lui cose che in realtà non lo riguardano e vedendolo semplicemente per quello che realmente è.
Giada
Grazie Giadi
Lo sai che sento le tue parole sempre molto vicine.
Io sono proprio in un momento in cui sento tutto il dolore di un passato fondato su qualcosa che io credevo appagante, mentre era solo una specie di delirio di onnipotenza in cui io, donna fragile e piena di insicurezze, mi trasformavo in uomo conquistatore da tacche sulla cintura. MASCHERE...
Alla fine dei giochi invece sono solo in debito con me stessa e con gli altri. Sempre di corsa, sempre tesa a NON ASCOLTARE, a NON SENTIRE quali fossero i miei reali desideri, che soffocavo con cibo, alcol, fumo..
Ed ora che i sintomi principali sono acquetati i DESIDERI VERI cominciano ad assumere una forma...la paura è quasi paralizzante...ogni passo avanti costa grande fatica..mi sento una dodicenne.
La dodicenne che sognava e non si sentiva mai all'altezza della situazione, perchè la voce interiore e la voce esterna (quella di mia madre, il primo legame simbiotico) mi dicevano le cose peggiori.
La musica? Non riuscirai mai.
La danza? Non sei abbastanza brava.
Quel ragazzo? E' troppo per te.
Quella ragazza? Sarà sempre migliore di te.
Tieni dentro tutto Francesca, soffocalo, sposta tutto.
Aggrappati AGLI ALTRI. Cerca in loro conferme. Succhia da loro la linfa, quello che non puoi avere.
Basta osservare il mio ex marito. Pianista professionista, sempre a contatto con i cantanti, culturalmente preparato: per me era una fonte a cui attingere, non un uomo da amare. Per non parlare dei risvolti caratteriali, di quanto diventasse in certi momenti simile a mia madre.
E ancora...mi ritrovo in quello che dice Verena, nella mia ricerca, fino a pochissimo tempo fa inconsapevole, di uomini che mi trattassero male, che verbalmente fossero denigratori, estremamente vicini alla figura di mia madre.
Sembrava una specie di maledizione. Ora ho capito che NON MI SONO MAI LASCIATA IL TEMPO di conoscere abbastanza le persone. Se lo avessi fatto mi sarei evitata tanta inutile sofferenza.
Ma il dolore può essere l'anticamera della salvezza...
Vi abbraccio
(Chiara se non cambi questo post mi sa che continueremo a scriverci in eterno!!!!)
Fra
Ciao, sono Marco del progetto
Ciao, sono Marco del progetto we free. Sono entrato da poco in questo sito, ed ho subito avuto modo di leggere qualche commento di qualcuna delle ragazze del vostro gruppo. Come ho già scritto, ho avuto già l'occasione di incontrare la fragilità di una ragazza che aveva questo tipo di problemi, in più ho letto la tua storia e ho rivissuto mie difficltà di anni prima.Penso( e spero), di aver imparato a non soffrire gratuitamente come un tempo. Anch'io pensavo di dover essere uno solo con la mia ex, poi mi son reso conto che non potevo vivere così. Se mai si potrà ti racconterò un pò meglio. Intanto ti saluto. 1bacio grande, Marco
Eccoti!!!
Benvenuto Marchino ;)
Grazie per essere venuto qui
Francesca
DIPENDENZA E AMORE
Dipendenza affettiva :due parole che mi fanno pensare molto e allo stesso tempo mi spaventa molto. IN passato è stato sempre cosi ogni mio rapporto, d'altronde come potevo amare veramente qualcuno, ero troppo piena di dolore e ODIO verso gli uomini! Uno dei miei sintomi più forti per molto tempo è stata la Bulimia Sessuale e mi ricordo la grande adrenalina e eccitazione quando conoscevo qualcuno, era lui...ecco l'ho trovato, il darmi subito, lo stare sempre insieme fino a fondersi, il soffocarlo con i miei modi, gli atteggiamenti, le scenate e se qualcuno mi diceva "VAI CALMA" CON "I Piedi per terra" pensavo ma che ne sanno loro . E poi non incontravo mai persone "tranquille" avevano sempre qualcosa che mi spingeva ad avvicinarmi ed attaccarmi; e infatti quando diciamo "PERCHe' TUTTI A ME" .. in realtà siamo noi che li cerchiamo con determinate caratteristiche in base a il momento che staimo vivendo. Come ha scritto anche la Chiara spesso il sintomo alimentare nel momento iniziale si placava (capitava anche a me), ma bastavano poche settimane per tornare.. sempre più forte e distruttivo.Come potevo pensere di riuscire a risolvere tutto il dolore dentro "grazie" ad una relazione, MA QUANTO MALE CI FACEVAMO ENTRAMBI.
Decidere di guardare non è facile, è molto doloroso, ma bisogna scegliere, mi ricordo che quando la Chiara e Matteo mi dicevano "che non ero ancora pronta" (e tante altre cose) io neanche li ascoltavo e dicevo continuamente NOOO. Un momento per me molto difficile è stato anche solo ACCETTARE L'IDEA DI STARE SOLA,(mi sentivo morire),UN DOLORE DENTRO STRAZIANTE, DI NON CONTINUARE A MANGIARE E POI VOMITARE UN UOMO E DOPO ANCORA UN'ALTRO E COSI VIA...MI SERVIVANO .. PER NON SENTIRE TUTTO IL RESTO!! Ma bisogna sentire quella FRUSTRAZIONE, ho lavorato su tante aspetti che riguardano la mia famiglia (madre e padre) e ho visto tanto e questo mi ha aiutato veramente a capire.
Un altra parte molto importate per me è stata riuscire ad apprezzare e amare l'altra persona COSI COME L'ABBIAMO CONOSCIUTA senza VOLERLA A TUTTI COSTI CAMBIARE, TI PLASMO COME VORREI CHE TU FOSSI, ma questo non può essere amore.
Io non capivo e non sapevo neanche lontanemente cosa fosse una "relazione", ora stò cercando di approcciarmi in un modo nuovo e di creare un rapporto il più sano possibile.
Vere
Intanto grazie, a te e a
Intanto grazie, a te e a Giada e a tutte le persone che portano la loro esperienza, su questo punto centrale. Lo so che non leggerai a breve queste parole perchè sei in viaggio con il tuo compagno e ne sono contenta!
Mi ricordo di te tante cose, quelle vissute insieme, quelle raccontate...è bello vederti oggi, leggerti descrivere della strada che hai fatto con tanta fatica dentro di te verso te veramente. E' proprio vero, ci si raggiunge con dolore, solo avendo il grande coraggio di attraversare quel dolore e quella frustrazione, prendendo in mano i motivi per cui si è state una vita in gabbia, ogniuna ha la sua storia, e noi abbiamo la possibilità di tenerci per mano in questi passi.
Com' è dura quella strada, ma come è splendente il frutto che porta! Si vede guardandoti in viso! E ora anche guardandoVI!!!!
Due persone vere (nel senso di reali, non due Verene... :D), sincere, viso a viso, nella realtà di chi siete, giorno dopo giorno crescendo.
Giulietta
Sai, ora che ci penso,
Sai, ora che ci penso, anch'io ho sempre fatto fatica a stare da solo. Mi sentivo incompleto, ed ancora peggio era sentirmi così anche quando stavo con qualcuna. Forse mancava vedere qualcosa in me, e vivevo perchè lo vedesse qualcun altro al posto mio.. Mi sono sempre chiesto cosa sia l'amore. Sai, l'unica volta che l'ho vissuto davvero è stato per caso, senza forzature. Tutt'ora mi porta un pò di confusione capire di cosa si tratti, ma sò che lo voglio nella maniera giusta, lo voglio reale. Ciao, Vere. 1bacio
x vere
...MOLTO BELLE LE TUE PAROLE MI HANNO TOCCATO MOLTO...ED è MERAVIGLIOSO VEDERE COME GIORNO DOPO GIORNO CON TUTTE LE DIFFICOLTà STAI COSTRUENDO UN RAPPORTO STABILE MATURO SANO...UN VERO RAPPORTO DI COPPIA...HO VISTO QUANTO HAI SOFFERTO E PIANTO MA ANCHE LA GIOIA NEI TUOI OCCHI PER OGNI PICCOLO PASSO FATTO COL TUO COMPAGNO...E SONO PROPRIO CONTENTA ADESSO DI VEDERVI FELICI INSIEME(OGNUNO A SUO MODO :-))...
UN BACINO
ROBY
PS-buona vacanza!!!!! Beati voi!!!
per verena
Ciao Verena,
io me la ricorda tutta la tua sofferenza.....
ti stimo davvero tanto...
un bacio vere...
con affetto.
giulia del verme
Per Vere...
Grazie Vere perchè sembra banale dirlo ma le tue parole mi fanno pensare....in un certo senso anch'io dovrei cercare di lavorare su quella frustrazione di cui parlavi.....perchè anche se sto spesso dei mesi da sola, (infatti non ho mai avuto un compagno fisso per molto tempo), nonostante questo è come se non volessi accettare questo mio stato, è come se non volessi in realtà sentire la frustazione di cui parlavi, ma essendo sempre alla ricerca di qualcuno, non mi lascio il tempo e lo spazio per ascoltarmi, per capirmi e conoscermi... se sono sempre alla affannata ricerca di un compagno, va a finire che cerco un qualcosa che riempa il vuoto interiore di affetto che sento, ma in questa maniera non mi dò la possibilità di scegliere realmente una persona con cui voglio stare, perchè in questo modo va a finire che chiunque mi dia un po di attenzioni, di affetto e considerazione....mi vada bene.....e questa persona normalmente finora ha sempre ricalcato, non a caso, i tratti di quella figura paterna che ho sempre idealizzato ma che in relatà non c'è mai stata, come tutti i compagni che ho rincorso negli anni.....
e l'altra cosa che mi ha fatto riflettere è quello che hai scritto sull'amare una persona senza volerla cambiare....anche questo mi riguarda da vicino, perchè ho sempre inseguito uomini che in un certo senso volevo legare a me e farli cambiare, perchè se fino a quel momento avevano avuto piu di una donna, se avevano tradito, ecc ecc io dovevo riuscire a farli innamorare di me e a farli cambiare.....ma sappiamo bene che se non c'è la voglia di farlo e tanta costanza ed impegno e soprattutto se non parte da sé stessi la volontà di cambiare da soli è difficile farlo, anzi direi che senza aiuto non si riescono a vedere, capire e poi cercare di cambiare le dinamiche che possono essere il frutto di un proprio personale vissuto...
grazie quindi vere perchè mi hai fatto riflettere sul fatto che devo sentirla questa frustrazione per poter procedere...anzichè continuare in questa ricerca ossessiva di un compagno...
ogni tanto mi dimentico di fermarmi e stare solo con me stessa.......
Avanti come sempre, quindi insieme...!!
Ps. la prossima volta che vengo su dobbiamo vederci...
Michi An.
Tema che mi tocca molto dentro...
Personalmente provo una forte resistenza a concedere qualcuno di entrare nella mia vita; nei momenti in cui mi sono lasciata andare e ho iniziato delle storie mi rendo conto ( ora ) che è stato sempre per riempire questo VUOTO che ho dentro, al punto che mi dimenticavo completamente di me stessa, delle mie passioni, i miei impegni...e mi trasportavo nella vita della persona che avevo di fianco, diventava una vera dipendenza...ma andava oltre la persona in sé, era un modo per evadere i miei problemi...una vera droga.
Questo mi fa molta paura…perché quando sento qualcosa per un ragazzo non riesco a capire se ci sono veri sentimenti dentro di me o è la solita dinamica per dimenticarmi per almeno un breve periodo di ciò che sono io (naturalmente sono attratta da ragazzi che non provano lo stesso per me o che sono irraggiungibili)...
Sole
....
Quante volte ho aperto questa pagina,letto e riletto il post di Chiara...i commenti di tutte voi.Dal primissimo giorno che è stato pubblicato...ma non sono mai riuscita a fermarmi...a scrivere la mia...forse perchè è difficile fermarsi...paura di sbagliare,o semplicemente di non fare la cosa giusta...o ancora di più SENTIRE quelle sensazioni che fanno male...anche io ho provato sulla mia pelle la dipendenza morbosa,inevitabile,vitale da mia mamma...è stata lei la prima persona dalla quale ho iniziato a dipendere fortemente in tutto...lei era la mia spalla,la mia protezione,il mio guscio...c'era lei a difendermi...da quel mostro di mio padre...lui non mi voleva bene..(questo è quello ke pensavo cn gli occhi e l'inconsapevolezza di un pò di tempo fa)lui mi odiava,a lui non andava bene nulla di me...se lei non ci fosse stata a proteggermi,sarei stata sola contro di lui ma contro tutti...ero infinitamente fragile...infinitamente piccola...mi definivo incapace di stare al mondo e lei era l'unica a proteggermi...SIMBIOSI ALLO STATO PURO...ho inglobato tutta la mia famiglia negli anni di malattia..ma lei è stata senza ombra di dubbio quella più coinvolta...quanto è stato duro il distacco ma pian,piano iniziando il mio percorso ho iniziato a SENTIRMI..ESISTO senza essere più la sua ombra..altra forma di dipendenza affettiva è stata la continua,disperata ricerca di ragazzi "impossibili"da raggiungere per motivazioni diverse...ed io lì pronta a cercare in ogni modo di conquistarli idealizzandoli...perchè alla fine non li ho mai conosciuti davvero!in realtà la ricerca disperata era quella dell'affetto mai recepito di mio padre....questa dinamica ha sempre caratterizzato la scelta delle persone ed è sacrosanto il fatto che NON è MAI UN CASO incontrare o avvicinarsi a qualcuno in particolare...è una parte dura questa da affrontare...ancora oggi faccio i conti con questo scoglio...continuo a lavorare su questa parte con molta più consapevolezza del fatto che oggi posso scegliere...
Angela
Voglio volere...
La mia dipendenza più forte è proprio da una parte di me..per questo sarà doloroso vederla, riconoscerla e soprattutto strappare il legame che cè...
Ho costruito una figura che non c'è mai stata perchè la realtà così cruda, cosi dolorosa, cosi spietata per una bimba faceva troppo male, per sopravvivere e nascondere tutto questo dolore e cancellare la rabbia...ho dovuto dipingere in un certo senso un quadro diverso per credere ad una realtà che faceva meno male, ad un ideale che ho sempre ricercato, inseguito e in cui ho sempre sperato....e che ha condizionato da sempre la mia vita sentimentale....una dipendenza che in questo modo mi ha fatto male 2 volte....anzi direi molto di piu...ho idealizzato il mio primo vero ragazzo a 15 anni.....con cui ero stata appena 2 mesi ma che ho inseguito per 5 anni......l'ho rincorso, mi sono annullata per stare con lui, per essere voluta, amata, dovevo legarlo a me, doveva lasciare l'altra ed essere mio....ho accettato anche di essere L'ALTRA pur di averlo, anche se dovevo dividerlo con la sua ragazza.....ma in questo modo volevo riconquistarlo a tutti i costi perchè non potevo accettare quello che per me non era solo un amore finito, ma che sentivo come un altro abbandono...
e poi è arrivato il secondo grande incastro, anche lui fortemente idealizzato da me...avrebbe potuto calpestarmi, tradirmi.....ma io volevo lui....mi andava bene cosi....lo volevo a tutti i costi, ma gli appiccicavo un'immagine che non lo rispecchiava, gli cucivo addosso un vestito che non era il suo....ma era quello che io immaginavo.....anche da lui non è stato facile staccarmi e tuttora cerco di evitarlo perchè.....perchè mi riattiva una serie di dinamiche autodistruttive.....ho paura dell'effetto che potrebbe ancora avere su di me.....
Vorrei essere libera di scegliere un ragazzo, libera dalle mie dinamiche, dal mio passato, che finora mi ha fatto seguire sempre una stessa strada piena di dolore oltre che di adrenalina, attrazione e quel godimento che ci sarà sicuramente stato.....
Proverò a vedere la realtà per quella che è stata veramente senza quell'ideale, quel filtro che ho costruito per stare meno male......per sentire meno dolore e per credere in un certo senso che c'è stato un motivo....
un abbraccio a Chiara, Matteo ed alle mie compagne di un percorso di vita!
Michi An
La mia dipendenza affettiva
La mia dipendenza più furto è stata
Dio che lapsus. Ho digitato FURTO invece che FORTE. Ma lo lascio. Perchè ogni dipendenza affettiva è un FURTO che si fa a se stessi e all'altro. Furto di tempo, di affetti, di spazi...
Io ho cercato di appropriarmi di mia figlia, e l'ho fatto con la rabbia e la disperazione di una donna che non aveva altro appiglio che l'amore incondizionato di e per un bambino.
L'ho allattata, le ho dato il frutto del mio corpo per crescere, e nel vederla diventare grande grazie a ME,che non ero più strumento di autodistruzione ma di creazione (senso di onnipotenza alle stelle..!), mi sono legata a lei con una forza magnetica indicibile. Non riuscivo a staccarmene. Questo attaccamento può esser normale nei primi mesi di vita di una creaturina, ma proprio ieri ho visto un filmato in cui Giulia aveva poco meno di 4 anni e io dichiaravo a mia madre che avremmo potuto "tentare" una sera che lei la tenesse. QUATTRO ANNI!!!
Il mio ex marito, inconsapevole quanto me, mi vedeva a modo suo serena in questo rapporto duale con mia figlia e non si intrometteva. Ero solo madre, mai donna.
Poi, lo strappo. Mi sono sentita esplodere, e quando la separazione è stata inevitabile, ho sentito anche una sorta di "bisogno di allontanare" anche mia figlia.
Stavo con lei, ma la maltolleravo. Stavo bene solo quando uscivo. E'una sensazione STRAZIANTE per una madre.
Grazie ad una sua evidente richiesta di aiuto che mi ha scossa dal mio torpore malato (la malattia era a livelli estremi, e prendevo farmaci devastanti) ho ripreso coscienza e il senso del mio essere madre. Mi sono riappropriata di una maternità sana, che mi godo in ogni sua sfumatura, facile o difficile che sia.
I problemi ci sono, ma ci sono anche i giochi, e soprattutto non c'è più quella necessità VISCERALE di averla sempre e solo con me, e di controllarne ogni gesto, come se io, solo io potessi curarmene, e lei, solo lei, potesse darmi amore.
Ora siamo entrambe aperte al mondo,e quando la guardo tra le braccia di qualcuno a farsi coccolare sono FELICE.
Fra
irrinunciabile
Irrinunciabile per me..provo a mettermi per prima, una voce mi dice"lotta combatti vedrai che andrà bene", ma l'altra mi dice che sto facendo un enorme errore che non è ancora il momento, che sono ingiusta, che ancora posso aspettare e gli do fiducia.Troppo straziante non avere un suo abbraccio, mi manca l'aria mi si contorce lo stomaco e ripenso solo a ciò che sto per perdere con le mie mani o col suo aiuto ma non importa,io ne resto senza..impossibile,gli corro tra le braccia e mi sento protetta ma anche una che non sa combattere, maledizione credo di aver fatto tanti passi ma qui sono solo una bambina che si convince di poter essere forte ma poi impazzisce, non respira senza di lui, brutto da dirsi mi fa sentire una fallita, inferiore a tutte quelle che invece riescono a vincere questo momento, io no cavolo io no,perchè?perchè ancora non riesco ad avere delle fondamenta belle robuste dentro di me e ho un bisogno disperato di sapere che lui c'è e che mi da una stretta e che è il mio ragazzo e che è qui e che non mi lascia,mai.Parole al vento quelle che ho detto a me stessa ripetendole e convincendomene, dicendole ad alta voce per registrarle ma niente, non servono a niente quando il vuoto,il freddo mi inondano, la solitudine, la sua mancanza, non resisto.Cosa non ho fatto bene?cosa mi è mancato di così profondo nella mia vita da ritrovarmi così dipendente da lui?non sento nient'altro di così forte, nessun legame di cui io ho il radicale bisogno , nessun porto dove mi sento che potrei lasciarmi andare, farmi trascinare in questo senso.A casa non posso e non voglio rifugiarmi, appoggiarmi, non mi basta, mamma ha la sua vita e ci stiamo costruendo un rapporto pulito, sano normale mamma figlia, papà non è a casa non lo è mai stato non posso fare affidamento quotidiano per sentirmi supportata,mondosole non è giusto che risponda a ciò che io sto chiedendo, le mie amiche nemmeno. Sì , mi rendo conto che sto chiedendo di qualcuno che mi porti in braccio, che non mi faccia sentire il dolore, che cancelli tutto e che mi faccia ripartire da capo.Non la trovo dentro fiducia e forza in me.E' tutta una scusa di una codarda che non vuole soffrire e cerca le alternative?o c'è un fondo di verità che mi fa andare avanti con lui, una speranza che non mi fa allontanare definitivamente?Non lo so più, ogni giorno mi do una risposta che poi dopo poche ore nego ,che mando a quel paese, quando vorrò trovare la via giusta?Non trovo davvero?o l'ho già vista ma non la voglio prendere?giuro non lo so più........
Martyy
Per Marti
Marti, tesoro...condivido totalmente quello che ti ha scritto Romi......anche se non posso neanche immaginare quanto sia difficile staccarsi da una persona con cui sei stata cosi tanto tempo, voglio solo dirti che io, noi, ci siamo, sempre e comunque...come ti abbiamo dimostrato finora qualunque decisione tu prenda.......sicuramente come dice Romi un compagno non è la persona che deve ricompensarti per l'affetto che ti è mancato, o per la sicurezza che non hai, ma una persona con cui condividere una strada, un persorso di crescita andando avanti nella stessa direzione.....
forza cucciola,
ti mando un fortissimo abbraccio!
Michi An.
Certo che ci siamo, perchè
Certo che ci siamo, perchè tante di noi sanno cosa stai vivendo, ogniuna a suo modo, con il proprio vissuto e la propria sensibilità, e il proprio modo di sentire, anche quel dolore di cui parli. Sapere che sei capita, che il "sola" che senti lo crediamo ed è l' origine del tuo dolore.
Ti abbraccio e lo sai che è un abbraccio che comprende e da forza perchè è fatto di cuori che camminano con te e sanno chi sei, e ti lasciano la libertà di piangere se vuoi.
Ci siamo e lo sai a stringere la tua mano che trema quando fai passi e scelte verso te.
Giulietta
tesoro
Innanzitutto non sentirti in colpa verso la parte di te che, più sana, riesce a dare voce alla tua razionalità. Apprezza il fatto che esiste e che parla.
Per il resto non posso essere che d'accordo con Romi.
Mi colpisce però il fatto che tu ti "obblighi", e questo lo fai da sempre, ad essere sola in questa battaglia. Quando dici "non posso fare affidamento quotidiano per sentirmi supportata, mondosole non è giusto che risponda a ciò che sto chiedendo, le mie amiche nemmeno."
Se quello che stai chiedendo è "COSA FACCIO", solo tu puoi darti la risposta giusta? ma sei sicura che la domanda sia questa? O stai chiedendo "STATEMI VICINA"perchè ho una paura folle della mancanza di un legame di cui vogliomanonvoglio tagliare il filo? Perchè io credo che non sia contrario a nessuna logica amicale o di Mondosole supportare nella propria scelta un'amica che ha bisogno di aiuto.
Noi ci siamo Marty, qualsiasi decisione tu prenda.
Però mi sento di dirti che ogni decisione rimandata o trascinata o affidata ad un altro (in questo caso lui) è un torto che fai verso te stessa e il tuo percorso. Hai più forza di quanto credi. Hai più affetto intorno a te pronto ad accoglierti di quanto pensi.
Ti stringo forte. Fai SPAZIO, respira, Marty, respira.
Fra
errore di battuta
"Se quello che stai chiedendo è "COSA FACCIO", solo tu puoi darti la risposta giusta."
Ho cambiato la frase ma mi è rimasto il punto interrogativo. Voleva essere un'affermazione
Ribacio
Fra
Cara Marty..
..invece io penso che tu sappia bene qual è la strada giusta da percorrere, l’hai ripetuta sabato, è da mesi che dentro di te lo sai.
Io penso che il problema sia che l’idea di rimanere “sola” con te stessa, senza le tue protezioni, ti faccia paura, ti faccia adesso incredibilmente male..
Permettimi di dirti che in parte posso capirti, ho avuto un esperienza simile anni fa.. ho “dovuto”, per quel po’ di bene che avevo per me stessa, lasciare una persona che non era sbagliata in se stessa, ma che era sbagliata per me, che per problematiche sue mi faceva incredibilmente male..
Fermandomi a pensare, riesco ancora adesso a percepire il dolore, lo STRAPPO che ho sentito, il freddo e il vuoto che ho provato per tanto tempo senza di lui..però desidero anche dirti che quel freddo e quel vuoto, se sopporti di sentirli e soprattutto di CAPIRLI, nel tempo lasciano posto ad altro.. magari anche a quella stessa persona, ma con basi reciprocamente diverse.
E poi desidero di cuore dirti che il tuo fidanzato non deve e non può essere colui che ti porta in braccio, che ti difende dal mondo, che colma i tuoi vuoti..io adesso vedo la coppia come due metà già piene che si incontrano e decidono di camminare insieme, fianco a fianco, due entità separate che insieme ne creano una terza..
Un abbraccio con tanto e vero affetto
Romi
Care ragazze vi ringrazio
Care ragazze vi ringrazio tanto per avermi risposto e ho sentito tanto calore, continuo a interrogarmi e a provare a far forza su di me, a cercare chiarezza su ciò che non voglio e su quanto sono disposta a rinunciare, ieri sera ho fatto un paragone col ciò che vivo sentimentalmente:mi sembra di essere nell'occhio di un ciclone, è calmo, sembra protetto, non c'è vento ma l'aria è pesante e inquieta, si avverte che sta per arrivare il frastuono;ai lati dell'occhio i venti sono insostenibili e troppo forti;allunghi la mano, fai una remata ma fa troppa paura, allora: o ritorni indietro nella tua barchetta al centro della bolla tremando o resisti, superi il peggio e poi trovi..cosa?forse calma o forse solitudine o forse ciò che ti proibivi di vedere..ma se quel ciclone stava per terminare?..
Martyy
...ma se quel ciclone stava per terminare?..
Me lo sono ripetuta anch'io e l'ho ribadito a lui: "è l'ultima volta che faccio scenate per una tua uscita con gli amici...l'ultima...
Ecco: ho avuto di nuovo paura di remare e sono tornata nel mio bozzolo protetto. E tremo.
Piango come una cascata; ma 'preferisco' INGOIARE questo dolore, piuttosto che affrontare l'IGNOTO: solitudine? nuova vita? Non lo so...Ho tanta paura di CAMBIARE.
Tutto ciò che è per me inaspettato, mi paralizza e poi mi manda in tilt...
Qualcuno ha detto: "Spesso accettiamo una piccola dose di dolore, per evitare un dolore che abbiamo troppa paura di affrontare."
Martyy, stasera ho provato le tue testuali parole sulla mia pelle...
Netta
cara netta
cara netta anche se non so chi sei penso che tutte noi che proviamo questa catena della dipendenza affettiva ci possiamo capire..Ora sto vivendo questo lutto perchè ho deciso di vedere oltre a questa dipendenza paralizzante, annullante, estenuante..per tre anni l'ho tirata avanti a strascichi, convincendomi che ci dovevo stare, in cuor mio sentivo inadeguatezza e qualcosa che strideva ed era amara e frustrante...quella sensazione di esistere solo quando lui è lì ma forse nemmeno..l'idea di lui...perchè quel rapporto in fondo, soprattutto questi ultimi mesi che cos'era se non un ultimo disperato tentativo di aggrapparmi a quell'ultima ancora..una missione, un incapponimento...voler trovare in quella persona qualcosa che non esiste..ed ammettere che può anche finire e io sono ancora qui..e ammettersi che forse proprio non poteva andare più avanti..amarezza vuoto delusione...ecco ciò che provo adesso..ma sento anche che adesso Io La STO affrontando, la voglio vedere, non sto fuggendo, devo imparare a nuotare ma devo buttarmi in acqua..non posso essere libera se ancora mi tengo un finto involucro di carta velina che mi rende la realtà offuscata e sospesa..il dolore che sto vivendo lascia spazio a me , voglio il mio spazio, il mio tempo, decidere se voglio o non voglio quella persona, ascoltare il mio desiderio...aspeta un passo indietro..prima voglio capire perchè ci sono arrivata a questo stato di dipendenza feroce , cosa volevo stoppare, non sentire, celare,placare, evitare...perchè...e cosa può esserci al mondo di altro?Tutto il resto e io per prima..Saper dar valore alle mie azioni anche tenendolo per me, non dover correre a dirgli tutto quello che faccio..
Io non so dove mi porterà ..certo è che credevo di perdere di più di quanto in realtà ho perso..Forse troverò me...da condividere con un altro..e non da affidare..
P.S forza e coraggio...bisogna staccarsi dalla sponda per vedere nuove terre...
Martyy
Irrinunciabile, ideale
Irrinunciabile, ideale distruzione. Mi servi tu, proprio tu per farti male per farmi male.
Persone cercate volute ottenute, strappate alla vita loro per riempire la mia. Ma entrare nella mia vita voleva dire entrare nel meccanismo in cui "amore" era quell' insieme di schemi mirati a distruggere, zittire, divorare. Mi servi per riempire il vuoto assoluto che sentirei, che lascerebbe orribile spazio a una me inascoltabile. Non importa che tu ci sia fisicamente, l' assenza anzi è fondamentale, così posso riempirmi di disperazione e della tua assenza e fare una fatica boia, ho avuto sentore che per me non ci sia mai stato nessuno e così deve continuare ad essere, voglio continuare a godere di questo in un modo o nell' altro. Poi potrò orribilmente sfigurarti di sensi di colpa.
Sarò estremamente disponibile sessualmente con te che non aspetti altro. Così sarai cosa mia, perchè il senso di colpa che mi crea l' essermi concessa mi legherà per sempre a te: questo sarà insopportabile quindi ti potrò odiare, rifiutare, per ri-sentire dolore perdita e assenza e colpa. Questa continuo gioco al massacro dell' anima propria e altrui è l' insieme dei SINONIMI di SENTIMENTO, VITA. Te e un qualunque dialogo e punto di crescita personale o reciproco banditi.
Perchè mi servi, in fondo, e comunque mi servi per MANTENERE me stessa nella condizione identica a quella infantile. Di un' infanzia malata. Ora so. Dove sentimenti e ruoli erano scombinati da tutti e non c' erano punti di riferimento sanamente utilizzabili.
Perchè la DIPENDENZA AFFETTIVA è DIPENDENZA dall' AFFETTO, dall' idea di affetto, quella imparata. Ho imparato che affetto è abbandono, disapprovazione, sesso-colpa-eseguire-subire-non dire. Affetto è rinuncia a sè, negazione, affetto è silenzio, remissività assoluta e odio conseguente pacchetto unico, affetto è non dicibile non esprimibile. Sesso è dovere sesso è dolore, affetto è debolezza e umiliazione, sesso è molestia che lega. Tutto questo nel quadro in cui dalla quantità d'attenzione e affetto percepito dipendeva il valore che io davo a me. Tutto da rifare.
Rileggo tutti i miei rapporti, d' "amore", d' "amicizia", rapporti di qualunque natura vissuti in passato sapendo che io dentro ci mettevo questo, sapendo che per me CONTATTO con l' Altro doveva avere necessariamente queste componenti per darmi l' emozione forte di vita.
Piano piano, non mi sento più aliena da me a cercare qualcosa di buono per me, a scegliere volta per volta di ascoltare più internamente ciò che sento ma anche ascoltare la realtà anche di chi è l' altro e mettersi in dialogo, gli incontri, anche ciò che è imprevisto poi si può scegliere! Ovviamente i sentimenti no, quelli si sentono.
Col cuore GRAZIE
Giulietta
beh chi più di noi in tema di
beh chi più di noi in tema di dipendenze potrebbe parlare e scrivere per ore.. Nella scelta per la VITA che ho fatto, di certo la sfera affettiva rimane il nodo più grosso da sciogliere .. quanta dipendenza ricordo nel rapporto con mia madre, insieme inconsapevoli eravamo vittime di quel mostro chiamato bulimia : la mia idealizzazione piu' totale di quella figura materna, mai ai miei occhi vista come donna, da emulare alla quale ero aggrappata con tutte le mie forze per fuggire da colui che allora nella mia mente era vissuto come "un estraneo" in casa, figura tanto temuta per il solo fatto che era uomo, mio padre... la persona in realtà che ho sempre cercato di conquistare... ed ho sempre ricercato in chi incontravo... E poi arriva colui che ho definito per tanto tempo "l'amore della mia vita", mio fratello , di certo la più grande dipendenza che ho avuto. Un rapporto inquinato dal ruolo che mi sono cucita addosso di mamma e non di sorella, un senso di responsabilità soffocante, dettato da quelle aspettative che nella mia mente sentivo richieste dai miei genitori, un dover essere "perfetta" che era necessario nel mio vano tentativo di "esistere" agli occhi di mio babbo.
la comprensione di tutto ciò
la comprensione di tutto ciò che le nostre dinamiche familiari racchiudevano ci ha davvero regalato nuovi meravigliosi equilibri ritrovando una pace difficile da spiegare a parole. In tutto questo però il condizionamento sulla sfera sentimentale è stato totale: la strumentalizzazione della malattia per non "sentire" nessuna forma di desiderio era riuscita ed è stato difficile accoglierne e accettarne in me la presenza. L'idealizzazione di colui attraverso il quale mi sono concessa questo sentire è stata davvero forte,instaurando in me una nuova dipendenza fino a prima a me sconosciuta ed ancora devo in parte spogliare la sua figura di quel valore per me così importante ... di certo è un'esperienza che mi ha permesso di vedere tanti meccanismi miei di difesa (le troppe parole in realta' usate per "allontanare" l'altro), di sentire le mie paure, il mio grande bisogno di amore.. tutti strumenti fondamentali per rafforzare e costruire la mia IDENTITA' anche in questa sfera così complessa e speciale allo stesso tempo. E allora avanti tutta !!! La determinazione che sento dentro, la voglia di essere TOTALMENTE LIBERA si rafforza ogni giorno attraverso ognuna di voi, attraverso coloro che mi hanno riportato alla Vita. Grazie.
Passi verso l'indipendenza
Anche a me questo argomento tocca molto da vicino. Anche io mi ero illusa di trovare nella dipendenza affettiva quell'amore e quell'unicità che non sentivo provenire da mio padre. Quel padre che non trovava nessuna soddisfafzione nella sua famiglia e che investiva ogni energia e passione "al di fuori di noi". Così, dopo una lunga relazione sentimentale impoverita e logorata dalla dipendenza, e dopo amicizie esclusive, incontrai l'Amore. La dipendenza da cibo era già passata e il vuoto e l'insicurezza che avevo crescevano ogni giorno di più perchè senza l'identità di malata non ero nessuno, sentivo di non essere in grado di fare nulla, di non meritarmi nulla, schiacciata com'ero dal confronto paterno. Mi sentivo arida, vuota e il nuovo amore mi riempì totalmente. Da subito cercai l'unione e per un lungo periodo il fatto di essere "compagna" mi bastò e mi diede l'identità che avevo perso e che non ero ancora in grado di costruirmi autonomamente. I problemi, naturalemente, erano tanti: non sopportavo nessun progetto e nussuno slancio che erano all'infuori della coppia..
Oggi capisco che la strada per amare l'altro è amare profondamente me stessa e quotidianamente mi impegno nella costruzione della mia vita, cercando di proteggere la mia nuova famiglia e lottando contro il fantasma paterno.
Giulia
...un'alleanza...
Nel corso della mia vita ho sempre ricercato rapporti simbiotici, morbosi, esclusivi. Paralizzata nella mia insicurezza e sfiducia in me stessa, estremamente timida e chiusa, ho sempre sentito il bisogno di avere al mio fianco una persona che in qualche modo mi desse quell’importanza che io stessa non riuscivo a riconoscermi. Attraverso l’essere indispensabile per l’altro avevo la misura del mio valore.
Fin da piccola tutti i miei rapporti di amicizia sono stati caratterizzati, e condizionati, dalla mia fortissima possessività…Dopo l’iniziale “amore a prima vista” in cui tutto era splendido e l’intesa era magica, in cui esistevamo solo io per lei e lei per me, inevitabilmente accadeva qualcosa che spezzava quel meraviglioso equilibrio “duale”, qualcosa di per sé apparentemente insignificante, ma per me infinitamente doloroso…una risata con un’altra amica, un telefono occupato, un nuovo hobby…mi facevano impazzire di rabbia…sentivo che quella persona che io volevo tutta e solo mia mi stava abbandonando. E per me non era sopportabile. Ho cambiato un’amica dopo l’altra, alla costante ricerca , sempre fallita, di una fusione completa e totale che potesse risarcire la mancanza di quell’abbraccio materno che scalda, avvolge, protegge.
A 19 anni ho incontrato la mia più grande dipendenza affettiva, l’unica nella sfera sentimentale. Se con gli occhi di oggi ripercorro i primi momenti di quella conoscenza mi rendo effettivamente conto di avere accuratamente e non a caso scelto quel ragazzo. Da un lato, i suoi mille interessi, la sua vita così piena di amici ed impegni frustravano il mio incolmabile bisogno di essere per lui indispensabile..erano fonte di grande sofferenza, ma allo stesso tempo di infinito godimento, perché confermavano la mia idea (che aveva radici più profonde e lontane) di “non valere”, di essere “un fallimento, una delusione”. Dall’altro, nonostante io lo sottoponessi ad ogni tipo di tortura psicologica, discussioni estenuanti, scenate al limite dell’inverosimile, che lui subiva in silenzio, tornava sempre da me, riconoscendomi così un potere su di lui. Ho vissuto sempre il rapporto di coppia come una lotta, in cui, anziché il rispetto e l’amore per l’altro, aveva il sopravvento il mio bisogno di schiacciare, “castrare” l’altro, sia come forma di protezione e di difesa dall’altro, sia come forma di attaccamento a mio padre attraverso l’identificazione proprio con quei suoi comportamenti che mi hanno fatto tanto male.
Siamo rimasti incatenati per 8 anni…io in realtà molto di più, perché per anni dopo la fine di quella relazione ho vissuto nella forte idealizzazione di quel ragazzo, non concedendomi neppure di alzare lo sguardo, crogiolandomi nella convinzione di non poter più trovare un ragazzo così perfetto, un amore così forte e profondo…
Oggi, dopo tanto tempo e lavoro, con l’aiuto di chi mi ha insegnato a vedere, capisco quanto la mancanza del calore materno, il clima anaffettivo in cui sono cresciuta e soprattutto la costante “demolizione” psicologica da parte della persona di cui ho sempre ricercato l’approvazione abbiano condizionato tutti i miei rapporti.
E forte di tale consapevolezza, ho rialzato la testa e, nel faticoso percorso di costruzione della mia indipendenza, ho ora al mio fianco una persona che amo e rispetto davvero, dalla quale non sento più il bisogno di difendermi…finalmente alleata…
Ale Ces
in ritardo....
Non vado spesso sul blog, ed è la prima volta che " ti leggo " con tantissimo piacere ed ammirazione. Abbiamo iniziato insieme il percorso, era ottobre 2005....ti ammiro per la pazienza ed il coraggio che hai avuto in tutti questi anni. Solo oggi ho deciso di guardare quella parte che riguarda il rapporto "duale"...me ne vergogno dopo così tanto tempo...e volevo dirti che solo oggi sento e capisco quella rabbia e quel dolore che hai provato nei miei confronti anni fa quando hai avuto un rapporto simbiotico con me.In quel momento era talmente forte la mia resistenza verso quella parte che per non vedere la mia dipendenza affettiva non ho visto la tua e ti ho ancora più ferita, convinta di non capire cosa stavi attraversando.Ci tenevo a dirti che, anche se tardi, oggi ho capito.
Ti voglio bene.
Chiara Ces.
Ale..è incredibile,pur non
Ale..è incredibile,pur non avendoti vissuta tanto cmq ti ho vista crescere in questo tempo tantissimo, e affrontare le difficoltà a testa alta, è vero hai avuto tanta forza non hai avuto paura del dolore perchè ci hai provato con umiltà perchè ti sei ascoltata, messa in gioco, ti auguro di goditerti ogni giorno ciò per cui non hai mollato, per cui hai creduto e che porti avanti e ti auguro davvero tanta felicità. Ricorderò sempre quando in gruppo mi hai dato una "bella lezione"facendomi capire quanto fossi annebbiata e stessi giocando con la sofferenza del mio ragazzo,tuttora la ricordo spesso..e mi serve da monito per non ripetere l'errore e riguardo a ciò che scrive anche vere vorrei anche io amare quella persona(lui ovviamente..per cui sto tanto lottando) liberamente, rispettandola, abbracciandolo e non soffocandolo , tenendogli la mano senza volerla saldare alla mia..
Ti stimo veramente tanto..
Martyy
Grazie tesoro
mi hai regalato una lacrima di commozione (alla fine), e la conoscenza della tua così significativa e dolorosa esperienza. Ti stringo fortissimo...che bello crescere insieme
Fra
 
.....
...speravo tu prima o poi rispondessi...credo tu abbia molto da dare con la tua esperienza, con la tua lunga e faticosa crescita che dopo tanto dolore ti ha reso la persona meravigliosa che sei(non lo dico perchè sono di parte)...in quest'anno ti ho visto crescere giorno dopo giorno facendo venir fuori chi sei veramente...adesso ti manca questo passo che sai quanto per te è importante: dire ogni volta quello che pensi, quello che senti senza paura, ormai infondata, di un giudizio...
Roby Na
per Ale
Ale grazie...grazie per aver scritto...mi hai emozionata e mi hai fatta commuovere...
Ti voglio bene...
Giulina
..ricordo per un futuro..
..appena letto questo post la mia prima reazione è stata quella di non scriver nulla..ma oggi credo che mi possa servire tantissimo fermarmi, riflettere e soprattutto ricordare..oggi in cui ho sensazioni estranee a me mi concentro con estrema fatica nel ricordare il mio passato,come stavo appena arivata a mondosole,le motivazioni e tutto il dolore per cui ho lasciato "la mia vita"(che vita non era)per poter intraprendere un percorso di cura in cui credo fermamente..di dipendenze affettive credo di averne sempre avute..dipendenze da quelle persone che mi potessero "dare tutto" ma per poco tempo per poi "esser buttata via" e riniziare con qualcun'altro..in ogni campo,da quello affettivo a quello sentimentale..dovevo e volevo ricreare dinamiche e scenari del mio passato che seppur dolorose mi creavano un estremo godimento..mi dicevo che mi capitavano tutte a me mentre solo ora capisco che in raltà me le cercavo poichè avevo bisogno di quelle persone che con i loro atteggiamenti confermavano le mie tesi autodistruttive..parlo al passato anche se è qualcosa che mi riguarda ancora tanto da vicino..solo ora capisco di quanto sia difficile staccarsi da quel forte godimento dell'essere la terza,di situazioni nascoste e inconcludenti..di quanto siano DIPENDENZE..ma ricordo,ricordo con quanta fatica e dolore ho superato il ricordarsi di traumi infantili in passato e scenari identici ma con persone diverse nel presente,ricordo lo strappo fortissimo del 2 giugno..ricordo per un futuro,nella convinzione che nel tempo sarà veramente un parlare al passato e di poter amare liberamente una persona che a sua volta mi ama per quello che sono,per essere la compagna di qualcuno e non più l'ombra "usata e buttata via" di un'altra coppia altrettanto malata..
Con affetto,Giusy.
AMORE BULIMICO E AMORE ANORESSICO
CIAO A TUTTI! sono Serena di Arezzo,ogni tnt scrivevo su questo blog..l'ultima volta scrissi che ero riuscita a andare in discoteca con i miei amici dopo giorni passati nel fango bulimico fra bagno,cucina e divano.
che strano effetto..ripensarci..ora.
Ora sto bene.
volevo pero raccontarvi delle mie esperienze d'amore e delle riflessioni che ho fatto in correlazione ai miei disturbi alimentari.
Il primo vero fidanzato risale a 5 anni fa. Siamo stati insieme 1 anno e 9 mesi. All'epoca ero in fase mentale anoressica quindi da settembre a gennaio il mio cervello fu programmato per seguire il programma di morte/suicidio attraverso l'anoressia. Piu mi privavo di cibo e raggiungevo un immagine fisica scarna ,piu dipendevo da una figura estremamnte sdlcinata e che non mi attraeva fisicamente in quanto piena di quei kg di troppo che io scacciavo dal mio corpo perche li odiavo nel mio corpo,ma poi cercavo di amarli nel suo.
Lui era una persona ottima. quanto l'ho stressato: ero ossessiva,maniacale,lo volevo tutto per me e lo esigevo come dicevo io,lo lasciavo quando capivo che nn mi attraeva fisicamente ma poi lo riprendevo perche dipendevo dal suo amore perche finora nessuno mi aveva amato cosi tanto.
insomma è una storia similissima a cio che racconta anche chiarasole. in fase anoressica cercavo una figura che mi desse amore bulimico,che mi rendesse tutto il calore che l'anoressia mi toglieva.
3 anni fa invece inizio in pieno perido bulimico la storia piu sofferta.sofferta. s o f f e r t a. con un ragazzo malvagio di natura. malvagio solo verso me e sua madre.
uno che aveva problemi esistenziali e sessuali.
uno che mi diceva che l'anoressia e la malattia erano affascinanti,uno che voleva tenermi sotto la sua presa ,uno che voleva che condividessi ogni sua iniziativa,giusta o sbagliata, pazza o non pazza, ogni suo pensiero.
lui era l'anoressia nell'amore perche nn mi dava amore.
e io ero bulimica ,tremendamente in preda alla bulimia per 3 anni .
vi dico solo che siamo arrivati alle mani spesso e volentieri.
ci siamo lasciati 10 volte prima di lasciarci definitivamente dopo 2 anni.
e aver lasciato lui mi ha fatto capire che ero diventata forte: che finalemtne mi prendevo cura di me perche fino ad allora nn vedevo di fronte a me i miei diritti,la ragione...ero un involucro di irrazionalita che vedeva in lui l'unica cosa certa della sua vita come se io appartenessi a lui e lui fosse in mio potere..una sorta di lady hawke ..che alla fine si libera e consegna i lacci al prete.
ecco io ho liberato i miei diritti!la mia vita!nn sn piu sua prigoniera!quanto ho sofferto. 2 anni di maltrattamenti fisici e psicologici, di violenze subite ingiustamnte.
nn voglio scendere ulteriormente nei particolari.
pero ora sn felicemente single,e amo me stessa con i miei pregi e i miei difetti.
vi ho voluto raccontare queste mie parententesi di vita per farvi capire che anche nel mio caso i miei disturbi aliemntari si fondevano con la sfera affettiva.e nn era casualità.
..........
...ho sempre pensato, offuscata dalla malattia, di non dipendere da nulla e da nessuno...io non avevo bisogno di nulla e di nessuno: ero sopra tutti... così pensavo... e tutte le persone che incrociavo lungo la mia strada erano solo degli usa e getta da avere e poi eliminare...questo mi faceva sentire forte, da un lato, ma mi distruggeva facendomi sentire la persona più schifosa della terra e mi teneva in gabbia perchè non ero libera di amare...era un'altra terribile dipendenza...
...come col cibo ogni ragazzo dovevo averlo a tutti costi( e nulla poteva frapporsi) e poi eliminarlo, anche perchè dopo ogni rapporto sessuale quella persona mi diventava squallida e insopportabile... e così di nuovo alla ricerca di qualcuno...nel tempo la bulimia sessuale mi ha logorato anche perchè ogni volta rivivevo l'evento traumatico del mio passato e poi rivivevo tutto l'innamoramento nei confronti di mio padre: andare sempre alla ricerca di qualcuno da conquistare ricalcava come per tutta la vita avevo cercato di avere mio padre, di conquistarlo in ogni modo, ma anche di eliminarlo quando si avvicinava e entrava nella mia vita perchè lui non era quel padre idealizzato che io volevo.
Ho avuto anche una storia lunga e parallela alla mia bulimia sessuale, ma anche questo ragazzo che avevo accanto non era a caso: era molto molto simile a mio padre.
Non posso parlare di reale dipendenza affettiva con nessuno dei ragazzi chè sono entrati nella mia vita, la mia dipendenza era legata alla sfera sessuale,il sesso era il mio oggetto sintomatico e gli uomini solo un mezzo per averlo. La dimensione affettiva era totalmente esclusa, negata.L'amore era ridotto al sesso, atto puramente tecnico.
Fa male, proprio male ricordare tutto ciò...ho in mente vivide quelle sensazioni di estremo vuoto e di nausea che seguivano il risveglio dall'anestesia del sesso uguali a quelle che seguivano il risveglio dall'anestesia di un'abbuffata.
Ho conosciuto credo solo una grande e immensa dipendenza affettiva, quella con mia madre, dipendenza logorante, straziante come ogni dipendenza...in cui l'amore e frammisto all'odio e si esprime in senso di colpa, dove domina la paura e il controllo e non la libertà...E' stato molto complesso comprendere cosa vuol dire amare, cos'è una relazione all'insegna della libertà e del rispetto e non della morbosità e del controllo...
E'stato molto dura e complessa lasciar venir fuori tutta la tenerezza e la dolcezza, concedersi di amare e essere amata...e oggi giorno dopo giorno nella mia quotidianità con la persona che amo mi rendo conto di quanta fatica e impegno ci vogliono per far crescere un amore sano e maturo e una relazione che renda ciascuno libero e non prigioniero...
Roby Na
UNA PRIGIONE DORATA
Cara Chiara,
ricordo ancora il giorno in cui hai raccontato questa tua esperienza....ricordo con quanta curiosità e attenzione ti ascoltavo...solo successivamente ho preso coscienza di quanto la cosa mi riguardasse e toccasse da vicino.
Faccio fatica a esprimere un commento sulla dipendenza affettiva...su quello che è il mio SINTOMO.
Se penso alla dipendenza affettiva penso ad una prigione dorata che inizialmente ti dà una gioia infinita, ti fa sentire importante, ti fa sentire sicura e protetta e questo perchè ti regala la possibilità di vivere tutte le situazioni, la quotidianità, l'intera vita come quando si è piccoli, come quando si è un tutt'uno con la mamma.
Oggi però che sono più lucida mi accorgo che di dorato poi non c’è molto in quanto pur vivendo in simbiosi, pur realizzando il sogno più intimo di FUSIONE con l’altro non si è felici poichè si patisce la condizione d’essere dipendente che non riesce a vivere senza l’altro e che vive nel terrore di perdere l’altro : questo provoca frustrazione e all’amore si unisce l’odio, l’odio per quella persona così importante, così fondamentale senza la quale ci si sente nudi, piccoli, indifesi….SOLI!
Per tutta la vita ho cercato questi tipi di rapporto e in effetti ho avuto diversi rapporti simbiotici, uno più distruttivo dell'altro che mi hanno portato sempre a soffrire in modo spaventoso.
Credo profondamente nel fatto che le persone che ci scegliamo non vengano a caso, credo ci sia una particolare cura nello scegliere quella persona che DEVE avere determinate caratteristiche così da poter ricreare certe situazioni già vissute in passato ma mai risolte dentro di noi.
Così, io ho sempre scelto persone molto egocentriche, persone apparentemente molto sicure di sè, “persone da conquistare”, d'altronde ho cercato per tutta la vita di conquistare l'attenzione di mia madre….
Eppure se ci penso mia madre è stata sempre con me, in maniera anche invadente oserei dire impedendomi così di crescere e staccarmi in maniera sana, ma io ancora oggi cerco disperatamente il suo ascolto la sua presenza ingombrante ma rassicurante quasi non fosse mai stata al mio fianco negli anni di crescita … Solo oggi capisco come quanto in realtà io l’abbia sempre percepita assente in quanto anziché accogliere i miei bisogni di figlia, cercava in me risposte a suoi bisogni.
Alla fine di ogni rapporto simbiotico mi assale un’infinita disperazione che deriva dal sentire tutto il vuoto che ho dentro, dal sentire il pianto di quella bambina che non riesco a consolare…
Oggi sto cercando di fare un lavoro affinchè io possa interrompere la coazione a ripetere, affinchè io possa interrompere quest’infinita ricerca di un risarcimento affettivo che non può esserci e soprattutto non può venire da qualcun’ altro… vorrei imparare a volermi bene e a darmi valore senza cercarlo all’esterno, vorrei essere madre di me stessa consolando la mia parte piccola.
Vorrei poi libera da queste dinamiche riuscire ad amare senza il bisogno che l’altro mi completi essendo semplicemente IO, una persona con i suoi pregi e i suoi difetti.
In conclusione vorrei condividere la lettura di questa poesia che a me piace leggere e che mi ha reagalato diversi spunti di riflessione.
Giulia Del Verme.
Amare una persona è…
Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla, ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei, ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei, pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei, pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò, la cosa più importante da fare è…
accettarla così com'è, senza pretendere che sia come si vorrebbe.
OMAR FALWORT
PS: HO SCRITTO POESIA MA NON
PS: HO SCRITTO POESIA MA NON è UNA POESIA MA SEMPLICEMENTE IL PENSIERO DELL'AUTORE CHE PERò CONDIVIDO.
In questi giorni sto pensando
In questi giorni sto pensando tanto a questo argomento... E mi sono resa conto di quanto nel corso della mia vita io abbia sempre ricercato la dipendenza da qualsiasi cosa...
Non ho mai avuo un ragazzo ma ho conosciuto la dipendenza affettiva prima con mia mamma e ora con ChiaraSole,in cui ricerco caratteristiche materne,spostando completamente la dipendenza dal cibo a lei...
E' incredibile quanto si arrivi ad odiare la libertà dell'altra persona....ti si strappa tutto appena se ne va e pensi che niente abbia più senso....
E anche quando ci stai ti rendi conto che non basta mai...detesti chiunque si avvicina a lei,arrivi a esaminare ogni parola che ti dice e basta una virgola che prendi storta e stai male una giornata,non esiste più altro...ma al momento stesso la assilli per avere la garanzia che sarà per sempre attaccata a te,che non la PERDERAI...la cosa che fa più male è sapere che non lo è mai stata e non potrà mai esserlo perchè non potrà mai darti il risarcimento di ciò che non hai avuto...e il dolore che "ti fa provare" è per il tuo bene,per farti staccare dalla dipendenza che ti impedisce di vivere....ma tu non lo vedi perchè da una parte non vuoi vederlo...in certi momenti di lucidità ti rendi conto che tu stessa non ne puoi più ma non ce la fai a staccarti perchè hai BISOGNO di restare attaccata a lei....ti autoannulli,la tua vita è pianificata in base alla sua e tutto gira intorno a lei...l'altra persona diventa un vero e proprio SINTOMO.
Mi sono sempre sentita inutile nella mia vita e legarmi simbioticamente a qualcuno come un Koala vero e proprio,sinificherebbe essere indispensabile per l'altro,dare un senso alla mia vita e sentirmi VIVA.
E' troppo facile far ruotare la propria vita intorno ad un'altra persona piuttosto che intorno a se stessi...e a lungo andare quella persona finirai per odiarla,specie se vedi che lei senza di te riesce a vivere tranquillamente e tu invece non riesci neanche a respirare senza...e inizi ad odiare anche te stessa perchè non riesci a staccartene...
E' più facile restare bambina e approcciarti all'altro in maniera infantile...è molto più difficile crescere e costruire un rapporto adulto e maturo...
Ed è proprio su questo che sto lavorando tanto,perchè sono così i rapporti che d'ora in poivoglio creare...
Rapporti in cui sia io che l'altra persona abbiamo la nostra vita e ci vogliamo bene lo stesso...perchè è così che si dimostra davvero il bene ad una persona,rendendola libera...
Il vuoto va sentito...devo resistere al sentire perchè solo così potrò superarlo...è vero,ho tanta paura di guardarmi in faccia e vedere per la prima volta solo me stessa... senza protezioni ma con la mia vita...ma penso valga la pena tentare una volta per tutte..tra i BASTA e i VAI A VIVERE pieni di sole...
Giulina
la mia dipendenza
Vi racconto la mia esperienza..penso sia importante conoscere le mille sfaccettature che può avere la dipendenza affettiva.
Sono sempre stata innamorata di mio padre:un uomo silenzioso,indifferente,contraddittorio...il mio uomo,solo mio.
Cucinavo per lui, piangevo ed ero impaurita a causa dei suoi silenzi, tornavo a casa alle sei perchè lui smetteva di lavorare alle sei...mia madre lavorava tutto il giorno ed io ho avuto la possibilità di prendere il suo posto
Più mi screditava più lo amavo e cercavo di conquistarlo, ogni minuto,ogni secondo della giornata era in qualche modo dedicato a lui.
Ogni tanto il nostro rapporto diventava intimo ed "affettuoso":mi faceva le coccole, mi palpava la pancia ed il sedere...poi i commenti, spietati:troppo grassa, troppo magra ma non importava, mi aveva notata, considerata ed a modo suo amata.
Mia madre era però la sua amante, la donna che in fin dei conti l'aveva vinta, la donna che soddisfava i suoi desideri: era inconcepbile ed inaccetttabile...dovevo trovare un sostituto di mio padre.
Ho passato l'adolescenza a cercarlo, a cercare chi avrebbe potuto placare la sofferenza edipica.
Ho trovato quell'uomo durante gli anni dell'università:fidanzato da anni, conviveva.
Un ragazzo da curare, del quale prendersi cura, sporco dell'odore di un'altra donna.
Ricordo che mi svegliavo ogni mattina con l'adrenalina in corpo:ogni giorno dovevo riconquistarlo, allontanarlo sempre di più dalla sua donna..dimagrire, non mangiare, vomitare per avere quei commenti sul corpo che mio padre faceva.
Organizzavo serate a base di alcol e droghe per farlo rimanere a dormire da me, per farlo svegliare la mattina con me, per poter cucinare il suo esagerato ed olioso pranzo, per riempirlo, in tutti i modi di me stessa.
E' questa la dipendenza affettiva:vivere per l'altro con l'incubo di perdere l'altro, con l'unico scopo di "far parte" del'altro".
Solo dopo anni di terapia ho avuto modo di "lasciare andare"
mio padre, di restituirgli quel ruolo che di fatto lo compete, di abbracciarlo da figlia e non da amante.
E solo ora posso amare senza cercare la figura idealizzata del marito di mia madre.
Giorgia
Quanto è difficile non
Quanto è difficile non ripetere le dinamiche di sempre...quando le senti dentro, quando il desiderio, l'attrazione ti spingono verso quella direzione, è la strada che conosci......quella che hai sempre percorso, che ti ha fatto arrivare al cielo , ti ha riempito, ha colmato quel vuoto che avevi dentro.....ti sentivi desiderata, voluta, accettata, amata...e poi ti ha fatto cadere giu......ti ha fatto sprofondare giu, un'altra delusione, un altro uomo ti ha deluso, lasciata...tradita...e con sé ti porta via quella fiducia che non avevi in te stessa e che per questo dovevi cercare negli altri.....dovevi sentirti amata, perchè tu non amavi te stessa...volevi un risarcimento per l'amore che non hai avuto, volevi conquistare a tutti i costi una persona, non potevi accettare che ti lasciasse ancora......volevi legarla a te.......non potevi accettare un altro abbandono......perchè ogni volta è come se si portasse dietro tanto altro dolore, è come se non soffrissi "semplicemente" per una storia d'amore finita, ma per molto molto altro........non puoi accettare il tuo passato.....non puoi accettare di non essere voluta, non riesci a farlo.....anche se razionalmente vorresti......te lo ripeti sempre.....
è difficile...in un certo senso è come sacrificare una parte di te......e seguire un'altra direzione....quasi contro-di-te, contro-il tuo desiderio......
sapere le risposte a tanti perchè........non basta ad accettare il proprio passato.....cosi come capire certe dinamiche è molto lontano dall'interiorizzarle......
spero di riuscire a farlo grazie all'aiuto dei nostri angeli, Chiara e Matteo che ci aiutano in questo percorso....
grazie ragazze per quello che avete scritto...Marti, Sere Romi...vi voglio bene
un abbraccio
Michi An.
Dipendenze e indipendenze
Io sono stata una persona dipendente da quasi tutto: studio, cibo, sport, pulizia, lavoro.
Tutto tranne alcool e droghe, per il 'semplice' motivo che per me rappresentavano un'inaccettabile perdita di controllo, e comunque è vero che le dipendenze dalle persone, cioè quelle affettive, sono le più dolorose.
E uno dei motivi è che le persone, al contrario di tutti gli altri oggetti sintomatici, di norma non sono controllabili.
Vivono, pensano, sentono, indipendentemente da te..e questo, per una persona 'dipendente', è insopportabile.
La prima persona con cui ho avuto un forte e reciproco rapporto di simbiosi, e quindi di dipendenza, è stata mia madre: un rapporto di grande odio e di grande amore, come sempre in questi casi.
Poi c'è stata Serena, una mia compagna di classe fortemente idealizzata, c'è stato Paolo, un uomo sposato di 31 anni mentre io ne avevo solo 19 ed ero nel pieno della malattia, poi c'è stata ChiaraSole, e poi ancora un'altra Chiara.
Alcune di queste persone erano altrettanto dipendenti da me, altre no, ma in ogni caso mi ricordo il profondo dolore provato..sia durante il rapporto, sia in quel dolorosissimo ma necessario STRAPPO.
Quello che con grande fatica, giorno dopo giorno, porta alla costruzione di una propria indipendenza.
La costruzione della mia attuale indipendenza è stato un cammino in salita, doloroso, pieno di strappi e di vuoti, di momenti in cui avrei rivoluto anche una sola delle mie dipendenze pur di non sentirmi così sola.
'Sola' con me stessa, 'costretta' a guardare in faccia me e i miei problemi. Solo io, senza alcuna protezione.
Perchè le dipendenze sono anche delle grande protezioni da tutto ciò che ci spaventa..
Oggi so che nella dipendenza non può esistere vero amore, vero rispetto, in minima parte forse, ma mai completamente.
E sono felice di averla percorsa questa strada..perchè le relazioni che ho adesso sono vere, piene, e sincere. In poche parole, libere.
Romi
per Romi
...Non mi stancherò mai di dirtelo...ma GRAZIE per ogni aiuto che mi dai con le tue prezione parole,sono oro per me e riescono a darmi tanta speranza...So che mi capisci davvero tanto (troppo ;) )e vedere quanto sei riuscita a conquistarti oggi e la libertà e la bellezza di cui sono pieni i rapporti che ti sei costruita mi da tanta forza...
Ti voglio bene
Giulina
grazie Chiara
questo post mi ha riportato indietro..avevo undici anni quando "persi la testa" per il primo ragazzo;un ragazzo di 5 anni pìù grande e io,una bambina che voleva a tutti i costi essere donna o perlomeno farlo sembrare!
Il giorno del mio dodicesimo compleanno,quel ragazzo mi portò a casa e approfittò della situazione..quella che doveva essere "la prima volta" è stata la mia condanna a morte,un atto di violenza che paradossalmente mi ha legata a lui con una forza per me nuova;una sensazione di dipendenza,di sottomissione che in maniera perversa a me piaceva ma non solo,ne sentivo il bisogno!Quel maledetto desiderio di star male ad ogni costo..7 anni di violenze non solo fisiche ma anche verbali,psicologiche..scenate di gelosia che andavano degenerandosi,notti di "sballo" forzato,compromessi che includevano la frequentazione di altre ragazze ma soprattutto la convinzione malata che se agiva così lo faceva per AMORE..tutto per lui,la MIA VITA per lui..
e poi negli anni altri ragazzi,altre storie tutte con un denominatore comune la VIOLENZA e la solita frase che mi ronzava in testa MI CAPITANO TUTTI COSì!!..ancora non credevo che invece ero io a fare una selezione talmente accurata che ognuno di loro doveva riportare i tratti dei miei genitori..la continua ricerca dell amore sotto le uniche forme che io conoscevo la VIOLENZA,la RABBIA,la MENZOGNA..
oggi le cose sono cambiate grazie a te Chiara,a te Matteo.. ho scoperto che l amore è soprattutto RISPETTO,amare è un sentimento fondamentale che dovrebbe essere sentito da ogni persona in modo VERO,AUTENTICO..
GRAZIE MONDOSOLE!!! -VALERIA-
Ciao Chiara
Inserito da Anonymous il 21/10/2009 - 09:09
Ciao Chiara... quanto hai ragione.... quante volte mia madre mi ha ripetuto "hai la calamita tu!...... ma a distanza di tempo e di tutto il vostro aiuto ora posso dire.... quant'è bello quando arriva il mercoledì...passo due ore con una mia amica mentre mio marito va in sala prove(suona la batteria in un gruppo)...e quando torna.. non succede nulla, niente pianti, niente infuriate, niente crisi.. ci raccontiamo com'è andata la serata, e ci addormentiamo insieme tranquillamente, lindomani ci svegliamo e si ricomincia un nuovo giorno...... Sai non ci avevo pensato a questa mia tranquillità nel vivere gli hobby di mio marito e mi viene da dirti un altra volta GRAZIE....DANIELA PAVIA
Io e Davide ci siamo
Io e Davide ci siamo incontrati quattro anni fa per strada e immediatamente riconosciuti l'una con l'altro.immediatamente fusi.
Ambedue con un sintomo importante,io anoressica ,lui tossico.
Io arrivavo da un matrimonio e da una convivenza finiti e ho visto in Davide tutto riccioli ,quella figura di bimbo che sempre disegnavo da bambina al posto del principe azzurro.
Cosi' e' iniziata la nostra travagliata storia che fin da subito ho sentito radicata dentro me.
E' la mia anima gemella dicevo al mio terapeuta di allora,la mia conoscenza atavica...non immaginavo che sarebbe diventato il mio sintomo numero uno.
Oggie' passato un anno da quando ho iniziato a guardare alla mia storia con Davide ,alla figura di Davide per me.E sono passati dieci mesi da quando Davide,anche lui in percorso,mi ha lasciato perche' si e' reso conto di essere incapace di amare.e perche' in me ha cercato la mamma e non la compagna.
Io soffro ancora oggi come un cane bastonato e cerco di ricollocare la sua persona,di ripulirla e vederlo per cio' che e' stato.Ma ancora oggi ,ancora non riesco emotivamente a staccarmi da lui.
La parte razionale comprende,ma il cuore va per conto suo.
So' che ho riportato su Davide probabilmente sia le figure di babbo che quella di mamma e forse anche di mio fratello.
E so' che si e' generato un incastro malefico dove lui rivedeva in me la mamma e io in lui il bambino mai avuto.Il mio bimbo prezioso da proteggere ee amare senza richieste,quasi incondizionatamente.Davide che lo sento nella pancia,Davide che batte dentro me,Davide che ancora oggi nonostante io veda non accetto di metterlo in discussione.perche' metterlo in discussione vuol dire ripulirlo dalla idealizzazione.Come ho dovuto fare per babbo.
E ho cercato di far innamorare Davide ogni giorno come ho sperato di fare con il mio babbo..
Ma ancora oggi e' come se dovessi tenere forte una corda e tirarla e tirare lui verso me "ehi guardami,girati,riconosci il nostro amore che c'e'.dimmi che per me ci sarai sempre come io per te.che se avro' bisogno non mi volterai le spalle,che entri a vita nel mio cerchio come io nel tuo"..questo mi dico ogni giorno e mi rendo conto che ancora oggi lui e' il mio sintomo .dove mi rifugio quando sono in difficolta',dove mi rifugio per non misurarmi nella sfera sentimentale.
Ma io lo sento dentro e faccio ancora fatica ad ammettermi tutto quello che ho scritto e fin ora visto.
Come se non potessi mollare la fune fiche' non si voltera' e
cerco la risposta alla domanda "ma chi si deve voltare davvero sere?.."
serena
Grazie..
Grazie per quello che hai scritto, che mi ha toccata più di quanto riesca ad esprimere..
ti voglio bene Sere, e ti stringo.
Benny
Comprendo ciò che senti sere,
Comprendo ciò che senti sere, il cuore (il bisogno) è così duro da modellare, da lasciare andare, da ascoltare e cedergli la possibilità di parlare;sta scoppiando ma non glielo permetti, tappi tappi tappi.Sto provando molto di tutto ciò:cercare di portare una persona a te, lottare affinchè ti venga in contro, a volte pensare di essere tu stessa a pretendere troppo ma il cuore urla..A volte urlo di rabbia verso di me, verso chi non mi capisce, a volte dico che va bene passano giorni ma poi si ripresentano buchi irrisolti e ancora sono qui a non capire cosa voglio davvero, è come se fossi bloccata, ancora qui a volte a rimuginare su maledette scelte, altre a dirmi che ho fatto bene, ma il mio pensiero corre e il mio cuore non è sazio, non si sente amato e compreso davvero ma forse proprio dalla stessa me..Sono fifona e codarda,mi sento in colpa per aver fatto soffrire io mio moroso in certe situazioni e ancora di più a ritrovarmi ora con un groppo dentro che da sola non lo posso risolvere, vorrei risolverlo con lui ma non ci riesco, non siamo in due come vorrei verso la stessa meta e per questo provo tanto dolore ma più passa il tempo più mi sento sola. Voglio crescere, voglio guardarmi dentro senza paura e non so quando farò chiarezza davvero..
Scuse se mi sono dilungata un pò tanto, volevo condividere ciò che sento adesso...e quando torno ti abbraccio forte..
Martyy
e io lo prendero' tutto il
e io lo prendero' tutto il tuo abbraccio ballerina..
sere
Cercando la Libertà
Io non scrivo molto sul blog, ma lo leggo spesso e su questo post mi piacerebbe mettere anche qualcosa di mio.Penso che la dipendenza affettiva(simbiosi) come negli anni precedenti, sia stata importante,anche se dolorosa, (dolorosa come nello stacco)come noi siamo arrivate fino a qui, a capire e continuare ogni giorno a capire noi stesse.Importante perche pur portando un sintomo come il nostro, ci ha portato a capire che noi possiamo iniziare a decidere,cercando la libertà delle nostre scelte, dei nostri pensieri, dei nostri gusti e tutto cio che in una situazione di dualismo ci si sente imprigionati.Tutto questo a cuore aperto con il mondo, con tutta la fatica del caso, affrontando comunque, perche si ripresenterà, ma è il desiderio della vita stavolta a farsi sentire.Io questo credo.D'altro canto c'è anche quella parte di tempo molto importante in cui personalmente credo che serva davvero per guardarsi,sentire,conoscere,intraprendere.Fin dal primo giorno ho capito che questo era il mio percorso giusto per poter iniziare a sentire profumo di libertà costi quel che costi, senza scaglioni di tempo ma solo nella giosa attesa del sole, ogni giorno e nelle piccole cose.E poi c'e quell amato ideale...
Debora



C

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