Partendo dalla mia esperienza
personale spero di poter offrire qualche input di
riflessione. Per quanto mi riguarda, parlando di dipendenza
posso dire che una delle più dolorose e frustranti è stata
quella affettiva. A partire dal rapporto morboso e
simbiotico con mia madre che si alternava da momenti
idilliaci al rovescio della medaglia che si rivelava
incredibilmente violento, fino alla sfera sentimentale. Ed è
su questo che vorrei soffermarmi in questo post. Duranti gli
anni di malattia, che si sono alternati tra un sintomo e
l’altro, ho tentato di costruirmi una vita sentimentale.
Prima di tutto ogni persona che sceglievo aveva in se dei
perché specifici da ricondursi a tutto quanto ancora non
avevo risolto dentro di me. Ogni persona non era casuale,
così come ogni sofferenza. Ogni persona aveva precise
caratteristiche materne o paterne, in base alla necessità
del momento. Ora era da accudire e proteggere, persona che
aveva bisogno di aiuto, perché ancora più malata di me, ora
si trattava di una persona dominatrice, violenta, “cattiva”.
Ogni volta la frase di rito era che “capitavano tutti a me”,
ma in realtà mi sono resa conto che non era affatto un caso
la scelta della persona in questione, era come se da subito
esisteva una sorta di energia che faceva in modo che io e
lui ci scegliessimo in base ai nostri disagi, in base ai
nostri bisogni. Non ero pronta per una relazione matura!
Accadeva che io mi attaccava ad ognuno in modo ASSOLUTAMENTE
morboso. Ero possessiva, cercavo in tutti i modi di fondermi
con quella persona, dovevamo essere un uno! Lui doveva
respirare la mia aria e viceversa. Non sopportavo che
potesse stare bene se non c’ero anche io. IO DOVEVO ESSERE
SOGGETTO E UNICO OGGETTO DELLA SUA VITA. Vorrei fare
l’esempio di una situazione per essere più chiara: ci
eravamo conosciuti in discoteca, io stavo vivendo un periodo
particolarmente complesso, ero molto fragile, anestetizzata
da sintomi bulimici e dall’alcool. Per tutelarmi da me
stessa non mi era permesso di uscire da tempo, ma una sera
ho avuto questa possibilità, così con amici sono andata in
discoteca e ho incontrato Lui. Avevo bevuto e dopo una notte
insieme ho sentito l’obbligo di recuperare mi sono auto
convinta di innamorarmi di lui, tanti erano i sensi di colpa
di essermi buttata via così: io avevo circa 18 anni e lui
30. Poco dopo iniziata questa relazione gli ho impedito di
avere interessi di ogni tipo. Doveva e poteva stare solo con
me. Era diventata un’ossessione assordante, massacrante. Non
mi bastava mai, dopo un primo momento di benessere non
appena lo vedevo… subito dopo sentivo la disperazione,
perché avvertivo dentro che quel benessere era fittizio, non
reale, non abbastanza. Una manetta ancora più stretta del
cibo. Inizialmente, i sintomi alimentari si erano
affievoliti: perché la dipendenza si era spostata nel legame
con lui, ma poi tutto è tornato con più violenza e
cattiveria. Spesso quando si pensa o si dice che trovando
una persona o un innamorato può essere un aiuto alla
malattia stessa è un’illusione, perché in realtà è
l’opposto, tutto si sposta da una dipendenza all’altra e una
persona con questa patologia fatica a portare avanti più
sfere della vita contemporaneamente. Non appena si incontra
una persona tutto il resto scompare, ma poi torna
moltiplicato. Ogni cosa non basta mai. Sempre di più ancora
e ancora. All’inizio era tutto bello, tutto meraviglioso, ma
dopo un po’ mi dava fastidio ogni cosa e questo è proprio il
rovescio della medaglia della dipendenza e cioè il conflitto
che lega ancora di più. Dalle paroline dolci si è passati
all’aggressività e tutto è scoppiato, si è sgretolato. Io
gli ho reso la vita impossibile, non me ne rendevo conto, ma
per ottenere ciò di cui avevo disperatamente bisogno, facevo
di tutto. Una pseudo relazione del genere poteva e doveva
solo scoppiare! Mentalmente sono rimasta legata a lui e
ricordo che ho fatto tanta fatica ad aprirmi alla
possibilità di vivere sentimentalmente ancora perché avevo
idealizzato questa persona per tanti motivi ampi e profondi.
Sono passati 15 anni, e ricordo bene quel dolore, la
sensazione che chiamo lo strappo della dipendenza: un dolore
infinito che toglie forza e possibilità di ragionare, che
non c’entra nulla con il rispetto dell’amore. E’ come se
morisse una parte interiore. Il ripetersi di una situazione
esistenziale.
Penso sia fondamentale lavorare su se stessi per comprendere
quali siano le dinamiche che portino a cercare un certo tipo
di partner o comunque compagni con caratteristiche simili
che nell’unione portano sempre a soffrire in modo da poter
ripulire questa stessa sfera. In fondo se prima non si trova
se stessi come si fa a trovare l’altro adatto a se?!
(nutrirsi di una persona non è una soluzione ai propri
disagi)
Un ultima cosa si dice sempre che due innamorati sono due
metà che si completano, ebbene, in realtà: sono due unità
che si incontrano e amano reciprocamente il rispettivo modo
si essere senza volerlo modificare, amando e rispettando la
libertà dell’altro.
Inutile dire che si potrebbe scrivere per ore, potrei
parlare di me tanto e tantissimo… ma intanto questa prima
parte penso offra qualche elemento di riflessione.
ChiaraSole
leggi anche la mia dipendenza affettiva divorava me e l'altro... Simo
Vorrei portare fuori tutto
Vorrei portare fuori tutto il caos che sento, tutta la
delusione e il vuoto che affiorano a volte ,ma che per la
maggior parte del tempo sono come assopiti. E' come se non
li volessi sentire. Ma quando so che lui è nei paraggi
faccio di tutto per sapere se c'è ,dov' è, per vederlo.
Penso anche a che vestiti mettermi per attirarlo di più.
Come se io aspettassi qualche segno ancora, come se non
avessi gettato la spugna. E mi ricordo poi che io ho detto
basta, ma io mi sento quella abbandonata, delusa..Mi devo
ricordare che non stiamo più insieme, me lo devo stampar nel
cuore, perchè non mi sembra ancora vero, ci ho riposto
tanto, forse troppo..tutta me, tutti i miei bisogni. Quando
sono per strada guardo le ragazze e penso a quale possa
piacere a lui, e quale prenderà il mio posto, con quale
potrà scambiarsi momenti dolci..spero con cattiveria e
rabbia che nemmeno con una futura lei lui potrà essere
libero, si lo so sono ingiusta ma non voglio non voglio
perchè nemmeno io lo posso essere, io volevo lui..e mi manca
il fiato...lo so che è un modo anche per non pensare a me,
per non volgere io lo sguardo altrove..ma io veramente
innamorarmi ancora?io essere felice e appagata ma senza il
suo volto senza di lui??..ma perchè non riesco a
immaginarmelo?Devo aprire gli occhi per vedere che non sono
le sue mani , non è il suo viso..E' davvero un lutto, un
vuoto che lascia, con strascichi, con ricordi che affiorano
rimossi e accantonati, quando meno devono tornare..Mi provo
a circondare di tanti altri affetti, momenti, interessi,
faccio lo sforzo di essere presente in ogni cosa che vivo,di
vivere comunque..ma è una sospensione ancora, è velato da
una patina di incredulità, di paura. So solo che ho capito
che crescere vuol dire continuamente staccarsi dalle proprie
ancore, e di fare ciò che in quel momento si deve fare senza
pensare a ciò che accadrà: se va fatto, va fatto, punto.Chi
è capace di concedersi di vivere il fallimento, il rischio e
il dolore ad esso connesso, è capace di tradire se stesso in
senso costruttivo, di tradire quell' immagine di sè che non
appaga più." Chi tradisce ha compreso la capacità di
intervenire per modificare una situazione attraverso una
lacerazione penosa sena la quale non si dà trasformazione,
nè ricerca di un destino individuale."(Aldo Carotenuto)
Martyy
Finalmente urla di dolore...
Non sò se è lo spazio più adatto per questo post... ma
stasera sentivo forte il bisogno di cominciare ad urlare e
non soffocare quello che sto provando...
Lavoro … lavoro … lavoro …
… sveglia, apertura, ore ed ore in negozio, sfinendomi,
consumando ogni energia vitale, fisica e mentale … e giù di
nuovo a dormire, e poi lavoro ed il giorno dopo, ancora
lavoro e letto, letto e lavoro...letto, buio, senza più la
voglia e la forza di alzarsi ed iniziare la giornata,la VITA
.. null’altro ..
Vuoto, ABBANDONO, rifiuto, LUTTO, dolore, sofferenza,
mancanza, assenza, sensi di colpa .. niente di tutto ciò, ho
voluto sentire in quest’ultimo periodo; troppo forte, troppo
profonda la parte di me che è stata “colpita”, “stimolata”,
“ferita”, “lacerata”, “distrutta” ..
Non riuscire a fermarsi, quasi non riuscire a porre un freno
al massacro psico-fisico in cui sono piombata, in cui mi
sono lasciata cadere in questi mesi … era come se,
inconsciamente, volessi continuare ad infliggere ancora lame
affilate, taglienti, dentro un’anima ed un cuore feriti,
doloranti, “morti”, che sentono di meritarsele quelle
pugnalate … forse per aver lasciato entrare davvero l’ALTRO
nella propria vita, nella propria sfera privata, nella
propria intimità, per essersi lasciata andare, per aver
provato sentimenti, emozioni, desideri … malriposti.
<< Ti sta bene … proprio quando ti apri nella sfera
affettiva, quando ti concedi di “sentire”, di dare spazio
all’altro (un ALTRO che nel passato ha fatto solo del
male!), affrontando paure, emozioni, difficoltà, sogni,
desideri, fantasmi passati, ossessioni, proprio quando con
tutta te stessa lotti e con sacrificio lavori perché credi
fortemente in quello che stai costruendo, nella persona che
hai di fronte, la situazione precipita … e ti sta bene!! >>.
Credo che anche questo sia stato inconsciamente il
meccanismo malato che si è instaurato .. come se oltre ad
essere un anestetico per non vedere, non sentire, sia stato
anche un modo per punirmi del fatto che avevo DESIDERATO
(proprio io, già..) un’altra persona, desiderato conoscere,
amare..
Nelle ultime cinque settimane, volevo solo chiudere la porta
a ciò che era stato, volevo far finta che non fosse mai
esistita, che non m’importasse più nulla … BASTA !!!
…IO, avevo già dato troppo …
In realtà, stavo solo negando,rifiutando e tenendo a bada la
rabbia dentro di me, volevo “proteggere” ( .. IO, sì,
davvero!!!) ...invece di restituire al mittente quel sentire
doloroso ....
Ma purtroppo, ancora una volta tutta la rabbia l’ho
scaricata solo e soltanto contro di me … e nel lavoro mi
sono massacrata, anestetizzata, chiusa, isolata; senza di
quello, mi trema la terra sotto i piedi, mi sembra di non
avere nient’altro, di NON ESSERE NIENTE, senza, SENTO tutto
il VUOTO AFFETTIVO in cui sono piombata.
Concedere all’altro di entrare nella mia vita, accoglierlo
senza rigettarlo, vomitarlo, senza provare schifo, ha per
me, per la mia storia, il mio vissuto, un significato
immenso, profondo…
Quando sono arrivata a Mondo Sole, ero spaventata da tutto e
tutti; nessuno poteva toccarmi, abbracciarmi, ero tinca, non
dicevo una parola, rannicchiata e nascosta dalla “divisa
nera” dal cappotto, la borsa ed i capelli stra-piastrati che
mi “proteggevano” quasi tutto il viso. Ero chiusa nel mio
mondo, un mondo nel quale nessuno poteva entrare , in cui
non permettevo a nessuno di accedere, e non solo
fisicamente… La paura di FIDARSI, di affidarsi, di concedere
e CONCEDERSI, di dare e darsi, di farsi conoscere un po’ più
nel profondo … no, proprio non era pensabile.
Come una bimba che conosce solo “mostri”,violenza fisica e
verbale, attacchi d'ogni genere, che non andava mai bene,
che si sentiva in colpa per il sol fatto di esistere, che
non sapeva cosa fosse l'affetto, la comunicazione, la cui
unica parola che pronunciava a ripetizione era “scusa”, come
fosse un intercalare.
Tremavo, avevo il terrore negli occhi, avevo attacchi di
panico, per sei mesi Chiara entrava con me nello studio di
Matteo perché non riuscivo a stare in una stanza sola con
una figura maschile … per lungo tempo non sono riuscita a
chiamarlo, ad avvicinarmi, a guardarlo in faccia … sapevo
che lui era “innocuo” , ma io avevo paura, tanta …. e le
motivazioni sono emerse dopo poco tempo …. E pian pianino,
molto pianino, le abbiamo trattate… terapie su terapie,
gruppi su gruppi, colloqui con i miei, “tirate d’orecchie”
tue, Chiara, lacrime, momenti di sofferenza e la forza delle
“vecchie” amiche del gruppo.
Tutto ciò che mi circonda, ha, per me, una connotazione
sessuale, tutto è contaminato, e per il mio vissuto, questa
assume un valore fortemente negativo. Sentir solo parlare di
sessualità mi creava schifo, nausea, panico, ossessioni,
rituali continui. Inimmaginabile pronunciare determinate
parole.. tabù … Impensabile anche solo lasciare spazio ad
una carezza, un abbraccio perché portavano con loro un
qualcosa di sessuale a cui davo (ancora dò) accezione
negativa.
Prima di Mondo Sole, sono sempre stata SOLA, sola
fisicamente, sola in casa, sola nel senso che non ho mai
avuto nessun rapporto realmente profondo, più intimo con
nessuno, neppure un rapporto affettivo, simbiotico, malato
con mia madre … nessuno aveva rotto ed oltrepassato quella
barriera, nessuno aveva mai posato il suo corpo sul mio, con
il MIO CONSENSO, a nessuno avevo mostrato una parte di me
che non volevo accettare neppure io e che avevo deciso di
affrontare solo per quello che provavo, con nessuno avevo
mai pensato di poter condividere momenti di vita quotidiana
con gesti, parole, affetto, dolcezze, carezze, tenerezze,
BACI, sorrisi, provando a comprendersi, capirsi, PARLARE con
tutte le mille difficoltà del caso, provando al tempo
stesso, affetto, desiderio, protezione, senza riti,
ossessioni, lavaggi... … e credo che ad oggi, alla luce di
come si sono sviluppate le cose, questo mi faccia essere
molto arrabbiata … forse, purtroppo, ancora con me stessa …
Ma c'è comunque una seppur piccola parte di me, che guarda
indietro, a quello che ha passato, che ha affrontato in
questi anni, agli strumenti acquisiti, alle cose viste, e
che vuole e che non può permettere che tutto quello che con
fatica ha conquistato vada in frantumi …. più si scende giù
e più diventa poi, difficile rialzarsi...e non è
giusto...non voglio...stavolta, NO...
Chiara, io ci sono ed ho bisogno del tuo AIUTO, di quello di
Matteo e delle mie VERE GRANDI “vecchie” AMICHE mondosoliane....
Vi voglio bene
Vale
Vale..
Vale..io non ti vedo più da un pò di tempo, nè ti sento
parlare perchè non ci becchiamo mai o forse, capisco ora, ti
sei anestetizzata nel tuo mondo. Però quando ti ho vista era
come se avessi una parte frenata, chiusa, ma l'altra era
sofferente e si era letteralmente stufata di stare così e
non vivere più..Perchè tanto non risolve nulla...e anzi
diventa sempre più stretta...ma siamo noi che possiamo porre
fine a questo auto massacro, a credere che si possa davvero
andare avanti. E' una fatica dietro l'altra..E' proprio vero
che le spinte più vere verso la vita sono quelle fatte
quando il dolore è tanto profondo..ed è vero che delle volte
vanno fatte delle scelte senza temere ciò che ci sarà
dopo..vanno fatte perchè "si hanno da fà"..ma credo che ci
si possa solo risollevare e rafforzarsi perchè si vivono
momenti di intimità con se stessi e di accettazione del
dolore ..Forza Vale..
Martyy
Per Vale: finalmente..
..finalmente leggiamo queste parole, questa presa di
coscienza di quello che ti sta succedendo.
Spero davvero che tu da questo esatto momento DECIDA di
proseguire il tuo viaggio..rinunciando alle tue attuali
anestesie e guardando in faccia tutto quel dolore che non
hai voluto sentire e analizzare.
Noi ci siamo lo sai!
Un abbraccio con affetto
Romy
Ho letto tante volte il post
Ho letto tante volte il post sulla dipendenza affettiva,non
mi sono mai soffermata a raccontarmi a scrivere cosa è stata
per me:semplicemente perchè gli strappi fanno tanto male
perchè per alcune dipendenze ho dato spazio alla mia
malattia!
Diciamo che la mia vita,sin dalla nascita,è stata una
ricerca simbiotica dell'altro/a...cercavo quell'amicizia
esclusiva nella quale l'altra persona in me doveva avere
tutto amica,sorella ,madre,padre ,fidanzata proprio per
arrivare al punto che non ricercasse piu' queste figure ma
solamente me!Ogni volta che c'era un no lo vivevo come un
rifiuto,come un tassello di dolore in piu',come un
distacco.Questo è cominciato che avevo 10 anni e pian piano
i rapporti che andavo a cercare erano sempre profondamente
simbiotici al punto di devastarmi l'anima!Piu' si cresce e
piu i rapporti anche con le compagne o i compagni
cambiano...c'è di mezzo anche la parte sessuale e li'
diventa spietata la freccia del tuo arco..Mi sono rovinata
l'esistenza con una dipendenza per un uomo (io avevo 16 anni
e lui 35)per il quale sono stata disposta a dare ,fare
tutto...Ci siamo conosciuti pensavo ,nella mia malattia,di
amarlo profondamente che senza di lui sarei stata persa ..un
uomo con lo stessa mia dipendenza affettiva che pur di
tenermi a se mi ha fatto credere che la tossicodipendenza ci
potesse unire per sempre..mi ricattava implicitamente dal
punto di vista affettivo(mamma mia quando ci ripenso prvo
una gran tenerezza per quella che ero).Faceva quelle sorte
di ricatti psicologici se non fai questo è perchè non mi ami
e via discorrendo...Un uomo a cui ho manifestato tutto il
mio sintomo ,un uomo che non ha mai amato me ma ha adorato
quella parte malata di me:quel lato oscuro di dipendenza nei
suoi confronti,quel lato servizievole da piccola Donna che
era disposta a tutto pur di tenerlo con me..perchè avevo
eliminato il resto ,il mondo circostante...Mi bastava lui e
la Nostra malattia..
Da questa dipendenza affettiva si creo' anche quella della
droga e divenne davvero una roulette russa con le nostre
vite...
Per dimenticarlo e dimenticare le botte ,le violenze ci ho
impiegato tantissimo tempo,ancor oggi mi rendo conto in
terapia che alcune paure ,insicurezze me le ha lasciate
impresse e che per scacciarle sta servendo un lavoro duro ma
proficuo..
Oltre a lui ho avuto una dipendenza con una donna...
una dipendenza acciecante ,che mi ha reso neri gli occhi
davanti una guarigione ...una dipendenza che è stato il
motivo di un mio rifiuto di curarmi!
Come il gioco delle torri :o lei o la mia guarigione!quando
sei malata,dal sintomo bestiale ne sei un po' uscita pensi
che quella persona va a riempire il vuoto..la mancanza dell'abuffata
...o meglio non ci pensi!Sei convinta che sia cosi'...ed il
problema neanche te lo poni!!
Hai il lanternino riesci a trovarti la persona in grado di
darti quell'arma di onnipotenza nella gestione di un
rapporto!
Quell'arma che ti fa sentire sicura di legarla accanto a
te,un massacro puro..dventa un'ossessione !Tu devi essere
Suo/a senza badare a niente intorno!
E' lacerante un rapporto simbiotico per gli strascichi che
lascia ...Ma dopo 4 anni è altrettanto bello e splendido
poter condividere proprio su questo blog una serenita' di
rapporti acquisiti,conquistati con poco...senza troppa
eclatanza nei gesti na semplicemente con la persona che sono
diventata!Prima degli altri (senza nessuna
prevaricazione)ascolto Me...e scelgo!
La scelta la piu' bella liberta' io potessi mai avere..
Una liberta' e serenita' di poter dire ti voglio bene e ti
accetto cosi' :senza pretese di cambiamenti ma accettando
semplicemente l'essere umano davanti con pregi e difetti!!!
Grazie Chia'
nebbia
Credo di non aver sentito mai nella mia vita un momento di
così forte indecisione e nebbia. Ero offuscata, in trance,
senza presa di posizione, come un'ameba volevo essere
giudata, non riuscivo a muovere un dito nemmeno a dirgli
parole nette per il terrore di lasciarlo andare via..e
intanto pulsava la rabbia verso di me, ma anche quella
familiarità mi richiamava..Ho ceduto..ma mi sentivo di
essermi tradita allora ho cercato di rimediare, mi sono
rimangiata le parole ,quelle parole che non uscivano dalla
mia boca con consapevolezza.Ma ho rimediato sempre con la
mia solita via di mezzo..tempo..mi prendo tempo..e ho
ripreso a respirare..ho ripreso il contatto con me..mi
sentivo un pò meno in colpa verso di me, ma mi sento in
colpa per fargli così male..Le mie amiche mi hanno detto"non
ti riconosco stasera"e sentirlo da loro mi ha fatto sentire
un pesce sulla terra ferma.Dove sono il mio orgoglio sano,
il mio volere la mia felicità?Cambiare, crescere!Ho sempre
pensato di essere una persona razionale e decosa, ma sia il
grido di dolore della mia malattia,sia questo rimbalzare
come una palla contro un muro che diventa sempre più
incandescente, spinoso e lontano, mi fa capire che non sono
stata sempre precisa, ordinata, moderata e razionale perchè
lo è il mio carattere ma perchè ho la fottutisima paura di
sentire..
Martyy
p.s. Non toglietelo mai questo post..
Anche se un giorno spero di non scrivere sempre cose
negative..
Ancora
Ho aperto questo blog sulla dipendenza affettiva ogni
singolo giorno, ogni volta che mi collegavo a internet.Ora
non ho voluto rileggere i miei post perchè mi facevano
paura..chiaro segno che sono ancora qui.ancora allo stesso
punto..Maledizione..è una spinta indescrivibilmente
accecante, a tal punto da farmi ricordare solo i momenti
belli o meglio la sensazione vaga e indefinita di qualcosa
di prezioso, di un legame ancora da vivere.Mi sa che mi
frego.Mi faccio rabbia perchè mi sento sulle nuvole e non
voglio mettere i piedi a terra. Io lo sentivo che non avevvo
preso ancora una decisione netta, l'ho fatto apposta a
lasciare le cose così e prima avevo ciò che volevo:ancora
dirmi che forse potevo avere qualche speranza, che non era
ancora finita, che dovevo aspettare e con ansia attendere
ogni segno da parte sua....ma ora ecco qui, la palla ancora
a me, ora sono io a decidere il finale di partita,
esplicitamente devo dire si o no.MI sento divisa a metà
..Quando prvale una sento l'altra che la tira per le
orecchie e le dice:lascia ora un pò di posto a
me..assurdo..giuro..Ma io voglio la mia vita..Perderò
qualcosa in ogni caso ma non voglio perdere la mia dignità,
la mia possibilità di crescere. la mia libertà..
Martyy
Rabbia rabbia contro di me
Rabbia rabbia contro di me per non aver accettato per non
aver sopportato e per non esserci riuscita.Per aver
fallito.Rabbia perchè chiedevo qualcosa che non ci poteva
essere perchè volevo cambiare una persona.Ma porca miseria
perchè allora lo amavo?(amo?)oltre alla dipendenza ci sarà
un pò di amore??!!Come i miei genitori incompatibili che ora
sono come fratelli e hanno capito che in quel momento si
chiedevano qualcosa che reciprocamente non potevano darsi..
ma io vedermi in un furturo così con lui mentre magari potrà
amare un'altra persona no no no!!Mi si stringe il cuore se
ci penso perchè lui non può essere felice senza me?Io non mi
ci vedo con un altro.Si piò desiderare un altro?Ho il cuore
chiuso e che ora vorrebbe solo lui ma quale lui? come ho
fatto a idealizzarlo?Quanto c'era di vero in ciò che
provavo?quanto sporco?Non lo so e mi ingannavo dicendo che
ultimamente stavo meglio. Appena resto sola con me stessa
sento un vuoto freddo gelato immobile ho paura e vorrei non
sentire nulla....Basta!!!
Martyy
Su questo stesso post circa 1
Su questo stesso post circa 1 mese fa ho riportato la mia
incapacità di stare sola, il mio ritorno elemosinatnte tra
le braccia di..?di chi davvero?Di lui ,proprio di lui perchè
io avevo bisogno proprio di quelle cose ,di quelle certezze,
di quelle mancanze, di quell'assurdità..E ora sono qui dopo
aver deciso oggi di dare un taglio netto.Mi sono accorta , e
sento che non è possibile che per me sia impossibile vivere
senza di lui, non avere desideri o motivazioni al di fuori
di lui, non importarmene più nulla della mia realizzazione
personale se non di averlo lì..Chi sarò mai cosa potrò mai
fare e con chi potrò costruire una famiglia se non ho fatto
i conti con la vera me, con quella che non mi lascerà mai,
coi miei desideri, bisogni.?.se non so stare sola se non ho
da condividere una me "stabile" ma una persona che ricerca
una simbiosi per sentirsi parte , riempita , e al contempo
svuotata da me stessa. Se devo essere sincera ora ho ancora
più paura perchè non so cosa mi aspetti e ho ancora una
briciola di "ma tanto torneremo insieme e si risolverà
tutto", il dolore arriverà e farà male, adesso è incredibile
che non me ne rendo conto a fondo e già sto male ma diamine
ci penserò . Prima o poi lo dovevo fare, ho faticato per
conquistarmi quel minimo di cose e se ora non completo con
questo enorme e basilare scoglio da superare cosa faccio mi
"accontento"di una momentanea stagnazione aspettando che
tutto si raffreddi o che io esploda ancora?ma cappero ancora
no!!!NON voglio farmi questo stare ancora in quella gabbia
che anzi sarebbe peggio..
Ora..ora continuo a vivere..non mi prometto nulla se non di
impegnarmi al massimo per rispettarmi senza volere più
arrivare più a quell' "OFF"
Martyy
per Marty
cara dolcissima ragazza. io vorrei dirti : datti tempo. ho
l'impressione che tu voglia tutto subito. col tuo "lui"
lasciato da pochissimo e inconsciamente neanche
definitivamente, hai ancora un mare di emozioni in sospeso.
Ed è passato poco, pochissimo dal vostro distacco. Non
chiedere a te stessa di interessarti per forza a qualcun
altro. Perchè non provi a vivere il momento cavalcando
l'onda delle sensazioni, anche brutte, provando a vedere
cosa si prova nel dolore, perchè non pensi di poter stare
single per un po', di concentrarti solo in te stessa? Sei un
gioiello di persona. Trovo che non dovresti pensarti solo
come ragazza di... E' solo il mio pensiero. un abbraccio
Io.
per Marti
Marti la paura ci sta tutta,non ti sei mai data davvero il
tempo di sentire quel vuoto. Ed è solo sentendolo che potrai
superarlo.
Sono convinta che tutto ciò che oggi vedi come impossibile
tra qualche tempo non lo sarà più se davvero ti dai tempo,il
TUO tempo per guardarci dentro.
L'importante è che continui a vivere comunque e che ti
ricordi che per qualsiasi cosa puoi contare su noi,le tue
amiche...
Marty tu sei arrivata un paio di settimane dopo di me,si può
dire che praticamente abbiamo iniziato il percorso
insieme...ho visto tutta la strada che hai fatto e credimi
ne hai fatta tanta...ed è per questo che mi viene rabbia nel
vederti tornare a non vivere e sentirti dire che vuoi di
nuovo premere off...Sono contenta della decisione che hai
preso perchè finalmente così riuscirai a lavorare su di te a
vedere la persona splendida che sei...perchè non è vero che
sei niente anche se so che tu ti senti così in questo
momento...ma datti quel tempo di scorpirti perchè ti
assicuro che ne varrà la pena,è una cosa che sto cercando di
fare anche io per altri motivi...anche io sto sentendo uno
strappo,che anche se diverso dal tuo fa malissimo...ma è una
cosa che prima o poi avremmo dovuto affrontare....e io sono
contenta di farlo perchè non sono sola...e anzi,sono
contenta (a volte) di sentirlo,perchè per anni non mi sono
mai concessa di provarlo e stavolta continuando così so che
così potrò liberarmi una volta per tutte...
Andiamo avanti insieme!
Ti voglio bene amica mia...
Giulina
LO STRAPPO...
Arrivata a Mondosole, non avendo ancora trovato il 'mio'
percoso, pensavo che la mia ' 'unica dipendenza' era: il
cibo...ciò venne subito ovviamente smentito dai fatti...perchè
tra le varie dipendenze, la più forte era quella
sentimentale, al punto tale da decidere dopo pochi mesi di
lasciare il CENTRO proprio per una relazione(durava da più
di cinque anni, condivisi con la malattia) dove ormai il
rispetto e la FIDUCIA centravano poco, ma a me non
interessava...io rivolevo lui e basta...non riuscivo a
sopportare l'idea di vivere senza..non mi importava cosa
avesse fatto. LO VOLEVO. Sentivo infatti che se fossi
rimasta a Mondosole, sarei andata a 'toccare' argomenti che
per tanti anni erano stati per me certezze..CERTEZZE
APPARENTI...e io senza quelle e tante altre certezze, non
sapevo più chi ero..La storia dopo poco è comunque finita,
tutti e due eravamo distrutti da continui litigi, così per
NON SENTIRE ULTERIORE DOLORE, che negli anni continuava
comunque ad ACCUMULARSI (per motivi che ora, grazie al
percorso ripreso, sono riuscita a rielaborare) mi sono
BUTTATA in un altro sintomo che per molto tempo mi ha creato
dipendeza e difficoltà poi nel costruirmi una vita
sentimentale non malata :la bulimia sessuale.
Mi illudevo di incontrare un ragazzo con il quale poter
creare qualcosa, ma 'MI CAPITAVANO' ragazzi che non
cercavano una storia...e aumentava in me la sfiducia verso
l'universo maschile...IN REALTA' anche io cercavo ragazzi di
questo tipo perchè se capivo che si poteva creare qualcosa
di più...SCAPPAVO..La ricerca continua di un ragazzo che mi
potesse dare attenzioni, anche solo per una sera era
diventato un BISOGNO, sempre più PREPOTENTE, come
un'abbuffata, tutto si concentrava sull'adrenalina che
provavo nella conquista...ma il VUOTO che sentivo la mattina
seguente, o al ritorno stesso dalle serate, era
DEVASTANTE...e il sintomo alimentare mi serviva per
continuare a TAPPARE...
Ora sto costruendo, con l'aiuto di Chiara e Matteo una
storia SANA, dopo aver SENTITO TUTTO QUEL DOLORE SOFFOCATO
in passato e capito da dove proveniva..(ricordo 1 frase di
Chiara:solo ATTRAVERSANDO IL DOLORE riesci a superarlo)
Con grande difficoltà sto rinunciando al CONTROLLO
sull'altro,(CON IL CIBO era apparentemente'facile': c'era
quando io volevo) imparando che è una persona differente da
me, che può avere idee e gusti diversi dai miei, con una SUA
personalità, lasciandola LIBERA...senza sentire sempre il
bisogno di 'castrare' l'altro sfogando su di lui cose che in
realtà non lo riguardano e vedendolo semplicemente per
quello che realmente è.
Giada
Grazie Giadi
Lo sai che sento le tue parole sempre molto vicine.
Io sono proprio in un momento in cui sento tutto il dolore
di un passato fondato su qualcosa che io credevo appagante,
mentre era solo una specie di delirio di onnipotenza in cui
io, donna fragile e piena di insicurezze, mi trasformavo in
uomo conquistatore da tacche sulla cintura. MASCHERE...
Alla fine dei giochi invece sono solo in debito con me
stessa e con gli altri. Sempre di corsa, sempre tesa a NON
ASCOLTARE, a NON SENTIRE quali fossero i miei reali
desideri, che soffocavo con cibo, alcol, fumo..
Ed ora che i sintomi principali sono acquetati i DESIDERI
VERI cominciano ad assumere una forma...la paura è quasi
paralizzante...ogni passo avanti costa grande fatica..mi
sento una dodicenne.
La dodicenne che sognava e non si sentiva mai all'altezza
della situazione, perchè la voce interiore e la voce esterna
(quella di mia madre, il primo legame simbiotico) mi
dicevano le cose peggiori.
La musica? Non riuscirai mai.
La danza? Non sei abbastanza brava.
Quel ragazzo? E' troppo per te.
Quella ragazza? Sarà sempre migliore di te.
Tieni dentro tutto Francesca, soffocalo, sposta tutto.
Aggrappati AGLI ALTRI. Cerca in loro conferme. Succhia da
loro la linfa, quello che non puoi avere.
Basta osservare il mio ex marito. Pianista professionista,
sempre a contatto con i cantanti, culturalmente preparato:
per me era una fonte a cui attingere, non un uomo da amare.
Per non parlare dei risvolti caratteriali, di quanto
diventasse in certi momenti simile a mia madre.
E ancora...mi ritrovo in quello che dice Verena, nella mia
ricerca, fino a pochissimo tempo fa inconsapevole, di uomini
che mi trattassero male, che verbalmente fossero
denigratori, estremamente vicini alla figura di mia madre.
Sembrava una specie di maledizione. Ora ho capito che NON MI
SONO MAI LASCIATA IL TEMPO di conoscere abbastanza le
persone. Se lo avessi fatto mi sarei evitata tanta inutile
sofferenza.
Ma il dolore può essere l'anticamera della salvezza...
Vi abbraccio
(Chiara se non cambi questo post mi sa che continueremo a
scriverci in eterno!!!!)
Fra
Ciao, sono Marco del progetto
Ciao, sono Marco del progetto we free. Sono entrato da poco
in questo sito, ed ho subito avuto modo di leggere qualche
commento di qualcuna delle ragazze del vostro gruppo. Come
ho già scritto, ho avuto già l'occasione di incontrare la
fragilità di una ragazza che aveva questo tipo di problemi,
in più ho letto la tua storia e ho rivissuto mie difficltà
di anni prima.Penso( e spero), di aver imparato a non
soffrire gratuitamente come un tempo. Anch'io pensavo di
dover essere uno solo con la mia ex, poi mi son reso conto
che non potevo vivere così. Se mai si potrà ti racconterò un
pò meglio. Intanto ti saluto. 1bacio grande, Marco
Eccoti!!!
Benvenuto Marchino ;)
Grazie per essere venuto qui
Francesca
DIPENDENZA E AMORE
Dipendenza affettiva :due parole che mi fanno pensare molto
e allo stesso tempo mi spaventa molto. IN passato è stato
sempre cosi ogni mio rapporto, d'altronde come potevo amare
veramente qualcuno, ero troppo piena di dolore e ODIO verso
gli uomini! Uno dei miei sintomi più forti per molto tempo è
stata la Bulimia Sessuale e mi ricordo la grande adrenalina
e eccitazione quando conoscevo qualcuno, era lui...ecco l'ho
trovato, il darmi subito, lo stare sempre insieme fino a
fondersi, il soffocarlo con i miei modi, gli atteggiamenti,
le scenate e se qualcuno mi diceva "VAI CALMA" CON "I Piedi
per terra" pensavo ma che ne sanno loro . E poi non
incontravo mai persone "tranquille" avevano sempre qualcosa
che mi spingeva ad avvicinarmi ed attaccarmi; e infatti
quando diciamo "PERCHe' TUTTI A ME" .. in realtà siamo noi
che li cerchiamo con determinate caratteristiche in base a
il momento che staimo vivendo. Come ha scritto anche la
Chiara spesso il sintomo alimentare nel momento iniziale si
placava (capitava anche a me), ma bastavano poche settimane
per tornare.. sempre più forte e distruttivo.Come potevo
pensere di riuscire a risolvere tutto il dolore dentro
"grazie" ad una relazione, MA QUANTO MALE CI FACEVAMO
ENTRAMBI.
Decidere di guardare non è facile, è molto doloroso, ma
bisogna scegliere, mi ricordo che quando la Chiara e Matteo
mi dicevano "che non ero ancora pronta" (e tante altre cose)
io neanche li ascoltavo e dicevo continuamente NOOO. Un
momento per me molto difficile è stato anche solo ACCETTARE
L'IDEA DI STARE SOLA,(mi sentivo morire),UN DOLORE DENTRO
STRAZIANTE, DI NON CONTINUARE A MANGIARE E POI VOMITARE UN
UOMO E DOPO ANCORA UN'ALTRO E COSI VIA...MI SERVIVANO .. PER
NON SENTIRE TUTTO IL RESTO!! Ma bisogna sentire quella
FRUSTRAZIONE, ho lavorato su tante aspetti che riguardano la
mia famiglia (madre e padre) e ho visto tanto e questo mi ha
aiutato veramente a capire.
Un altra parte molto importate per me è stata riuscire ad
apprezzare e amare l'altra persona COSI COME L'ABBIAMO
CONOSCIUTA senza VOLERLA A TUTTI COSTI CAMBIARE, TI PLASMO
COME VORREI CHE TU FOSSI, ma questo non può essere amore.
Io non capivo e non sapevo neanche lontanemente cosa fosse
una "relazione", ora stò cercando di approcciarmi in un modo
nuovo e di creare un rapporto il più sano possibile.
Vere
Intanto grazie, a te e a
Intanto grazie, a te e a Giada e a tutte le persone che
portano la loro esperienza, su questo punto centrale. Lo so
che non leggerai a breve queste parole perchè sei in viaggio
con il tuo compagno e ne sono contenta!
Mi ricordo di te tante cose, quelle vissute insieme, quelle
raccontate...è bello vederti oggi, leggerti descrivere della
strada che hai fatto con tanta fatica dentro di te verso te
veramente. E' proprio vero, ci si raggiunge con dolore, solo
avendo il grande coraggio di attraversare quel dolore e
quella frustrazione, prendendo in mano i motivi per cui si è
state una vita in gabbia, ogniuna ha la sua storia, e noi
abbiamo la possibilità di tenerci per mano in questi passi.
Com' è dura quella strada, ma come è splendente il frutto
che porta! Si vede guardandoti in viso! E ora anche
guardandoVI!!!!
Due persone vere (nel senso di reali, non due Verene... :D),
sincere, viso a viso, nella realtà di chi siete, giorno dopo
giorno crescendo.
Giulietta
Sai, ora che ci penso,
Sai, ora che ci penso, anch'io ho sempre fatto fatica a
stare da solo. Mi sentivo incompleto, ed ancora peggio era
sentirmi così anche quando stavo con qualcuna. Forse mancava
vedere qualcosa in me, e vivevo perchè lo vedesse qualcun
altro al posto mio.. Mi sono sempre chiesto cosa sia
l'amore. Sai, l'unica volta che l'ho vissuto davvero è stato
per caso, senza forzature. Tutt'ora mi porta un pò di
confusione capire di cosa si tratti, ma sò che lo voglio
nella maniera giusta, lo voglio reale. Ciao, Vere. 1bacio
x vere
...MOLTO BELLE LE TUE PAROLE MI HANNO TOCCATO MOLTO...ED è
MERAVIGLIOSO VEDERE COME GIORNO DOPO GIORNO CON TUTTE LE
DIFFICOLTà STAI COSTRUENDO UN RAPPORTO STABILE MATURO
SANO...UN VERO RAPPORTO DI COPPIA...HO VISTO QUANTO HAI
SOFFERTO E PIANTO MA ANCHE LA GIOIA NEI TUOI OCCHI PER OGNI
PICCOLO PASSO FATTO COL TUO COMPAGNO...E SONO PROPRIO
CONTENTA ADESSO DI VEDERVI FELICI INSIEME(OGNUNO A SUO MODO
:-))...
UN BACINO
ROBY
PS-buona vacanza!!!!! Beati voi!!!
per verena
Ciao Verena,
io me la ricorda tutta la tua sofferenza.....
ti stimo davvero tanto...
un bacio vere...
con affetto.
giulia del verme
Per Vere...
Grazie Vere perchè sembra banale dirlo ma le tue parole mi
fanno pensare....in un certo senso anch'io dovrei cercare di
lavorare su quella frustrazione di cui parlavi.....perchè
anche se sto spesso dei mesi da sola, (infatti non ho mai
avuto un compagno fisso per molto tempo), nonostante questo
è come se non volessi accettare questo mio stato, è come se
non volessi in realtà sentire la frustazione di cui parlavi,
ma essendo sempre alla ricerca di qualcuno, non mi lascio il
tempo e lo spazio per ascoltarmi, per capirmi e
conoscermi... se sono sempre alla affannata ricerca di un
compagno, va a finire che cerco un qualcosa che riempa il
vuoto interiore di affetto che sento, ma in questa maniera
non mi dò la possibilità di scegliere realmente una persona
con cui voglio stare, perchè in questo modo va a finire che
chiunque mi dia un po di attenzioni, di affetto e
considerazione....mi vada bene.....e questa persona
normalmente finora ha sempre ricalcato, non a caso, i tratti
di quella figura paterna che ho sempre idealizzato ma che in
relatà non c'è mai stata, come tutti i compagni che ho
rincorso negli anni.....
e l'altra cosa che mi ha fatto riflettere è quello che hai
scritto sull'amare una persona senza volerla
cambiare....anche questo mi riguarda da vicino, perchè ho
sempre inseguito uomini che in un certo senso volevo legare
a me e farli cambiare, perchè se fino a quel momento avevano
avuto piu di una donna, se avevano tradito, ecc ecc io
dovevo riuscire a farli innamorare di me e a farli
cambiare.....ma sappiamo bene che se non c'è la voglia di
farlo e tanta costanza ed impegno e soprattutto se non parte
da sé stessi la volontà di cambiare da soli è difficile
farlo, anzi direi che senza aiuto non si riescono a vedere,
capire e poi cercare di cambiare le dinamiche che possono
essere il frutto di un proprio personale vissuto...
grazie quindi vere perchè mi hai fatto riflettere sul fatto
che devo sentirla questa frustrazione per poter procedere...anzichè
continuare in questa ricerca ossessiva di un compagno...
ogni tanto mi dimentico di fermarmi e stare solo con me
stessa.......
Avanti come sempre, quindi insieme...!!
Ps. la prossima volta che vengo su dobbiamo vederci...
Michi An.
Tema che mi tocca molto dentro...
Personalmente provo una forte resistenza a concedere
qualcuno di entrare nella mia vita; nei momenti in cui mi
sono lasciata andare e ho iniziato delle storie mi rendo
conto ( ora ) che è stato sempre per riempire questo VUOTO
che ho dentro, al punto che mi dimenticavo completamente di
me stessa, delle mie passioni, i miei impegni...e mi
trasportavo nella vita della persona che avevo di fianco,
diventava una vera dipendenza...ma andava oltre la persona
in sé, era un modo per evadere i miei problemi...una vera
droga.
Questo mi fa molta paura…perché quando sento qualcosa per un
ragazzo non riesco a capire se ci sono veri sentimenti
dentro di me o è la solita dinamica per dimenticarmi per
almeno un breve periodo di ciò che sono io (naturalmente
sono attratta da ragazzi che non provano lo stesso per me o
che sono irraggiungibili)...
Sole
....
Quante volte ho aperto questa pagina,letto e riletto il post
di Chiara...i commenti di tutte voi.Dal primissimo giorno
che è stato pubblicato...ma non sono mai riuscita a
fermarmi...a scrivere la mia...forse perchè è difficile
fermarsi...paura di sbagliare,o semplicemente di non fare la
cosa giusta...o ancora di più SENTIRE quelle sensazioni che
fanno male...anche io ho provato sulla mia pelle la
dipendenza morbosa,inevitabile,vitale da mia mamma...è stata
lei la prima persona dalla quale ho iniziato a dipendere
fortemente in tutto...lei era la mia spalla,la mia
protezione,il mio guscio...c'era lei a difendermi...da quel
mostro di mio padre...lui non mi voleva bene..(questo è
quello ke pensavo cn gli occhi e l'inconsapevolezza di un pò
di tempo fa)lui mi odiava,a lui non andava bene nulla di
me...se lei non ci fosse stata a proteggermi,sarei stata
sola contro di lui ma contro tutti...ero infinitamente
fragile...infinitamente piccola...mi definivo incapace di
stare al mondo e lei era l'unica a proteggermi...SIMBIOSI
ALLO STATO PURO...ho inglobato tutta la mia famiglia negli
anni di malattia..ma lei è stata senza ombra di dubbio
quella più coinvolta...quanto è stato duro il distacco ma
pian,piano iniziando il mio percorso ho iniziato a
SENTIRMI..ESISTO senza essere più la sua ombra..altra forma
di dipendenza affettiva è stata la continua,disperata
ricerca di ragazzi "impossibili"da raggiungere per
motivazioni diverse...ed io lì pronta a cercare in ogni modo
di conquistarli idealizzandoli...perchè alla fine non li ho
mai conosciuti davvero!in realtà la ricerca disperata era
quella dell'affetto mai recepito di mio padre....questa
dinamica ha sempre caratterizzato la scelta delle persone ed
è sacrosanto il fatto che NON è MAI UN CASO incontrare o
avvicinarsi a qualcuno in particolare...è una parte dura
questa da affrontare...ancora oggi faccio i conti con questo
scoglio...continuo a lavorare su questa parte con molta più
consapevolezza del fatto che oggi posso scegliere...
Angela
Voglio volere...
La mia dipendenza più forte è proprio da una parte di
me..per questo sarà doloroso vederla, riconoscerla e
soprattutto strappare il legame che cè...
Ho costruito una figura che non c'è mai stata perchè la
realtà così cruda, cosi dolorosa, cosi spietata per una
bimba faceva troppo male, per sopravvivere e nascondere
tutto questo dolore e cancellare la rabbia...ho dovuto
dipingere in un certo senso un quadro diverso per credere ad
una realtà che faceva meno male, ad un ideale che ho sempre
ricercato, inseguito e in cui ho sempre sperato....e che ha
condizionato da sempre la mia vita sentimentale....una
dipendenza che in questo modo mi ha fatto male 2
volte....anzi direi molto di piu...ho idealizzato il mio
primo vero ragazzo a 15 anni.....con cui ero stata appena 2
mesi ma che ho inseguito per 5 anni......l'ho rincorso, mi
sono annullata per stare con lui, per essere voluta, amata,
dovevo legarlo a me, doveva lasciare l'altra ed essere
mio....ho accettato anche di essere L'ALTRA pur di averlo,
anche se dovevo dividerlo con la sua ragazza.....ma in
questo modo volevo riconquistarlo a tutti i costi perchè non
potevo accettare quello che per me non era solo un amore
finito, ma che sentivo come un altro abbandono...
e poi è arrivato il secondo grande incastro, anche lui
fortemente idealizzato da me...avrebbe potuto calpestarmi,
tradirmi.....ma io volevo lui....mi andava bene cosi....lo
volevo a tutti i costi, ma gli appiccicavo un'immagine che
non lo rispecchiava, gli cucivo addosso un vestito che non
era il suo....ma era quello che io immaginavo.....anche da
lui non è stato facile staccarmi e tuttora cerco di evitarlo
perchè.....perchè mi riattiva una serie di dinamiche
autodistruttive.....ho paura dell'effetto che potrebbe
ancora avere su di me.....
Vorrei essere libera di scegliere un ragazzo, libera dalle
mie dinamiche, dal mio passato, che finora mi ha fatto
seguire sempre una stessa strada piena di dolore oltre che
di adrenalina, attrazione e quel godimento che ci sarà
sicuramente stato.....
Proverò a vedere la realtà per quella che è stata veramente
senza quell'ideale, quel filtro che ho costruito per stare
meno male......per sentire meno dolore e per credere in un
certo senso che c'è stato un motivo....
un abbraccio a Chiara, Matteo ed alle mie compagne di un
percorso di vita!
Michi An
La mia dipendenza affettiva
La mia dipendenza più furto è stata
Dio che lapsus. Ho digitato FURTO invece che FORTE. Ma lo
lascio. Perchè ogni dipendenza affettiva è un FURTO che si
fa a se stessi e all'altro. Furto di tempo, di affetti, di
spazi...
Io ho cercato di appropriarmi di mia figlia, e l'ho fatto
con la rabbia e la disperazione di una donna che non aveva
altro appiglio che l'amore incondizionato di e per un
bambino.
L'ho allattata, le ho dato il frutto del mio corpo per
crescere, e nel vederla diventare grande grazie a ME,che non
ero più strumento di autodistruzione ma di creazione (senso
di onnipotenza alle stelle..!), mi sono legata a lei con una
forza magnetica indicibile. Non riuscivo a staccarmene.
Questo attaccamento può esser normale nei primi mesi di vita
di una creaturina, ma proprio ieri ho visto un filmato in
cui Giulia aveva poco meno di 4 anni e io dichiaravo a mia
madre che avremmo potuto "tentare" una sera che lei la
tenesse. QUATTRO ANNI!!!
Il mio ex marito, inconsapevole quanto me, mi vedeva a modo
suo serena in questo rapporto duale con mia figlia e non si
intrometteva. Ero solo madre, mai donna.
Poi, lo strappo. Mi sono sentita esplodere, e quando la
separazione è stata inevitabile, ho sentito anche una sorta
di "bisogno di allontanare" anche mia figlia.
Stavo con lei, ma la maltolleravo. Stavo bene solo quando
uscivo. E'una sensazione STRAZIANTE per una madre.
Grazie ad una sua evidente richiesta di aiuto che mi ha
scossa dal mio torpore malato (la malattia era a livelli
estremi, e prendevo farmaci devastanti) ho ripreso coscienza
e il senso del mio essere madre. Mi sono riappropriata di
una maternità sana, che mi godo in ogni sua sfumatura,
facile o difficile che sia.
I problemi ci sono, ma ci sono anche i giochi, e soprattutto
non c'è più quella necessità VISCERALE di averla sempre e
solo con me, e di controllarne ogni gesto, come se io, solo
io potessi curarmene, e lei, solo lei, potesse darmi amore.
Ora siamo entrambe aperte al mondo,e quando la guardo tra le
braccia di qualcuno a farsi coccolare sono FELICE.
Fra
irrinunciabile
Irrinunciabile per me..provo a mettermi per prima, una voce
mi dice"lotta combatti vedrai che andrà bene", ma l'altra mi
dice che sto facendo un enorme errore che non è ancora il
momento, che sono ingiusta, che ancora posso aspettare e gli
do fiducia.Troppo straziante non avere un suo abbraccio, mi
manca l'aria mi si contorce lo stomaco e ripenso solo a ciò
che sto per perdere con le mie mani o col suo aiuto ma non
importa,io ne resto senza..impossibile,gli corro tra le
braccia e mi sento protetta ma anche una che non sa
combattere, maledizione credo di aver fatto tanti passi ma
qui sono solo una bambina che si convince di poter essere
forte ma poi impazzisce, non respira senza di lui, brutto da
dirsi mi fa sentire una fallita, inferiore a tutte quelle
che invece riescono a vincere questo momento, io no cavolo
io no,perchè?perchè ancora non riesco ad avere delle
fondamenta belle robuste dentro di me e ho un bisogno
disperato di sapere che lui c'è e che mi da una stretta e
che è il mio ragazzo e che è qui e che non mi lascia,mai.Parole
al vento quelle che ho detto a me stessa ripetendole e
convincendomene, dicendole ad alta voce per registrarle ma
niente, non servono a niente quando il vuoto,il freddo mi
inondano, la solitudine, la sua mancanza, non resisto.Cosa
non ho fatto bene?cosa mi è mancato di così profondo nella
mia vita da ritrovarmi così dipendente da lui?non sento
nient'altro di così forte, nessun legame di cui io ho il
radicale bisogno , nessun porto dove mi sento che potrei
lasciarmi andare, farmi trascinare in questo senso.A casa
non posso e non voglio rifugiarmi, appoggiarmi, non mi
basta, mamma ha la sua vita e ci stiamo costruendo un
rapporto pulito, sano normale mamma figlia, papà non è a
casa non lo è mai stato non posso fare affidamento
quotidiano per sentirmi supportata,mondosole non è giusto
che risponda a ciò che io sto chiedendo, le mie amiche
nemmeno. Sì , mi rendo conto che sto chiedendo di qualcuno
che mi porti in braccio, che non mi faccia sentire il
dolore, che cancelli tutto e che mi faccia ripartire da
capo.Non la trovo dentro fiducia e forza in me.E' tutta una
scusa di una codarda che non vuole soffrire e cerca le
alternative?o c'è un fondo di verità che mi fa andare avanti
con lui, una speranza che non mi fa allontanare
definitivamente?Non lo so più, ogni giorno mi do una
risposta che poi dopo poche ore nego ,che mando a quel
paese, quando vorrò trovare la via giusta?Non trovo
davvero?o l'ho già vista ma non la voglio prendere?giuro non
lo so più........
Martyy
Per Marti
Marti, tesoro...condivido totalmente quello che ti ha
scritto Romi......anche se non posso neanche immaginare
quanto sia difficile staccarsi da una persona con cui sei
stata cosi tanto tempo, voglio solo dirti che io, noi, ci
siamo, sempre e comunque...come ti abbiamo dimostrato finora
qualunque decisione tu prenda.......sicuramente come dice
Romi un compagno non è la persona che deve ricompensarti per
l'affetto che ti è mancato, o per la sicurezza che non hai,
ma una persona con cui condividere una strada, un persorso
di crescita andando avanti nella stessa direzione.....
forza cucciola,
ti mando un fortissimo abbraccio!
Michi An.
Certo che ci siamo, perchè
Certo che ci siamo, perchè tante di noi sanno cosa stai
vivendo, ogniuna a suo modo, con il proprio vissuto e la
propria sensibilità, e il proprio modo di sentire, anche
quel dolore di cui parli. Sapere che sei capita, che il
"sola" che senti lo crediamo ed è l' origine del tuo dolore.
Ti abbraccio e lo sai che è un abbraccio che comprende e da
forza perchè è fatto di cuori che camminano con te e sanno
chi sei, e ti lasciano la libertà di piangere se vuoi.
Ci siamo e lo sai a stringere la tua mano che trema quando
fai passi e scelte verso te.
Giulietta
tesoro
Innanzitutto non sentirti in colpa verso la parte di te che,
più sana, riesce a dare voce alla tua razionalità. Apprezza
il fatto che esiste e che parla.
Per il resto non posso essere che d'accordo con Romi.
Mi colpisce però il fatto che tu ti "obblighi", e questo lo
fai da sempre, ad essere sola in questa battaglia. Quando
dici "non posso fare affidamento quotidiano per sentirmi
supportata, mondosole non è giusto che risponda a ciò che
sto chiedendo, le mie amiche nemmeno."
Se quello che stai chiedendo è "COSA FACCIO", solo tu puoi
darti la risposta giusta? ma sei sicura che la domanda sia
questa? O stai chiedendo "STATEMI VICINA"perchè ho una paura
folle della mancanza di un legame di cui vogliomanonvoglio
tagliare il filo? Perchè io credo che non sia contrario a
nessuna logica amicale o di Mondosole supportare nella
propria scelta un'amica che ha bisogno di aiuto.
Noi ci siamo Marty, qualsiasi decisione tu prenda.
Però mi sento di dirti che ogni decisione rimandata o
trascinata o affidata ad un altro (in questo caso lui) è un
torto che fai verso te stessa e il tuo percorso. Hai più
forza di quanto credi. Hai più affetto intorno a te pronto
ad accoglierti di quanto pensi.
Ti stringo forte. Fai SPAZIO, respira, Marty, respira.
Fra
errore di battuta
"Se quello che stai chiedendo è "COSA FACCIO", solo tu puoi
darti la risposta giusta."
Ho cambiato la frase ma mi è rimasto il punto interrogativo.
Voleva essere un'affermazione
Ribacio
Fra
Cara Marty..
..invece io penso che tu sappia bene qual è la strada giusta
da percorrere, l’hai ripetuta sabato, è da mesi che dentro
di te lo sai.
Io penso che il problema sia che l’idea di rimanere “sola”
con te stessa, senza le tue protezioni, ti faccia paura, ti
faccia adesso incredibilmente male..
Permettimi di dirti che in parte posso capirti, ho avuto un
esperienza simile anni fa.. ho “dovuto”, per quel po’ di
bene che avevo per me stessa, lasciare una persona che non
era sbagliata in se stessa, ma che era sbagliata per me, che
per problematiche sue mi faceva incredibilmente male..
Fermandomi a pensare, riesco ancora adesso a percepire il
dolore, lo STRAPPO che ho sentito, il freddo e il vuoto che
ho provato per tanto tempo senza di lui..però desidero anche
dirti che quel freddo e quel vuoto, se sopporti di sentirli
e soprattutto di CAPIRLI, nel tempo lasciano posto ad
altro.. magari anche a quella stessa persona, ma con basi
reciprocamente diverse.
E poi desidero di cuore dirti che il tuo fidanzato non deve
e non può essere colui che ti porta in braccio, che ti
difende dal mondo, che colma i tuoi vuoti..io adesso vedo la
coppia come due metà già piene che si incontrano e decidono
di camminare insieme, fianco a fianco, due entità separate
che insieme ne creano una terza..
Un abbraccio con tanto e vero affetto
Romi
Care ragazze vi ringrazio
Care ragazze vi ringrazio tanto per avermi risposto e ho
sentito tanto calore, continuo a interrogarmi e a provare a
far forza su di me, a cercare chiarezza su ciò che non
voglio e su quanto sono disposta a rinunciare, ieri sera ho
fatto un paragone col ciò che vivo sentimentalmente:mi
sembra di essere nell'occhio di un ciclone, è calmo, sembra
protetto, non c'è vento ma l'aria è pesante e inquieta, si
avverte che sta per arrivare il frastuono;ai lati
dell'occhio i venti sono insostenibili e troppo
forti;allunghi la mano, fai una remata ma fa troppa paura,
allora: o ritorni indietro nella tua barchetta al centro
della bolla tremando o resisti, superi il peggio e poi
trovi..cosa?forse calma o forse solitudine o forse ciò che
ti proibivi di vedere..ma se quel ciclone stava per
terminare?..
Martyy
...ma se quel ciclone stava per terminare?..
Me lo sono ripetuta anch'io e l'ho ribadito a lui: "è
l'ultima volta che faccio scenate per una tua uscita con gli
amici...l'ultima...
Ecco: ho avuto di nuovo paura di remare e sono tornata nel
mio bozzolo protetto. E tremo.
Piango come una cascata; ma 'preferisco' INGOIARE questo
dolore, piuttosto che affrontare l'IGNOTO: solitudine? nuova
vita? Non lo so...Ho tanta paura di CAMBIARE.
Tutto ciò che è per me inaspettato, mi paralizza e poi mi
manda in tilt...
Qualcuno ha detto: "Spesso accettiamo una piccola dose di
dolore, per evitare un dolore che abbiamo troppa paura di
affrontare."
Martyy, stasera ho provato le tue testuali parole sulla mia
pelle...
Netta
cara netta
cara netta anche se non so chi sei penso che tutte noi che
proviamo questa catena della dipendenza affettiva ci
possiamo capire..Ora sto vivendo questo lutto perchè ho
deciso di vedere oltre a questa dipendenza paralizzante,
annullante, estenuante..per tre anni l'ho tirata avanti a
strascichi, convincendomi che ci dovevo stare, in cuor mio
sentivo inadeguatezza e qualcosa che strideva ed era amara e
frustrante...quella sensazione di esistere solo quando lui è
lì ma forse nemmeno..l'idea di lui...perchè quel rapporto in
fondo, soprattutto questi ultimi mesi che cos'era se non un
ultimo disperato tentativo di aggrapparmi a quell'ultima
ancora..una missione, un incapponimento...voler trovare in
quella persona qualcosa che non esiste..ed ammettere che può
anche finire e io sono ancora qui..e ammettersi che forse
proprio non poteva andare più avanti..amarezza vuoto
delusione...ecco ciò che provo adesso..ma sento anche che
adesso Io La STO affrontando, la voglio vedere, non sto
fuggendo, devo imparare a nuotare ma devo buttarmi in
acqua..non posso essere libera se ancora mi tengo un finto
involucro di carta velina che mi rende la realtà offuscata e
sospesa..il dolore che sto vivendo lascia spazio a me ,
voglio il mio spazio, il mio tempo, decidere se voglio o non
voglio quella persona, ascoltare il mio desiderio...aspeta
un passo indietro..prima voglio capire perchè ci sono
arrivata a questo stato di dipendenza feroce , cosa volevo
stoppare, non sentire, celare,placare, evitare...perchè...e
cosa può esserci al mondo di altro?Tutto il resto e io per
prima..Saper dar valore alle mie azioni anche tenendolo per
me, non dover correre a dirgli tutto quello che faccio..
Io non so dove mi porterà ..certo è che credevo di perdere
di più di quanto in realtà ho perso..Forse troverò me...da
condividere con un altro..e non da affidare..
P.S forza e coraggio...bisogna staccarsi dalla sponda per
vedere nuove terre...
Martyy
Irrinunciabile, ideale
Irrinunciabile, ideale distruzione. Mi servi tu, proprio tu
per farti male per farmi male.
Persone cercate volute ottenute, strappate alla vita loro
per riempire la mia. Ma entrare nella mia vita voleva dire
entrare nel meccanismo in cui "amore" era quell' insieme di
schemi mirati a distruggere, zittire, divorare. Mi servi per
riempire il vuoto assoluto che sentirei, che lascerebbe
orribile spazio a una me inascoltabile. Non importa che tu
ci sia fisicamente, l' assenza anzi è fondamentale, così
posso riempirmi di disperazione e della tua assenza e fare
una fatica boia, ho avuto sentore che per me non ci sia mai
stato nessuno e così deve continuare ad essere, voglio
continuare a godere di questo in un modo o nell' altro. Poi
potrò orribilmente sfigurarti di sensi di colpa.
Sarò estremamente disponibile sessualmente con te che non
aspetti altro. Così sarai cosa mia, perchè il senso di colpa
che mi crea l' essermi concessa mi legherà per sempre a te:
questo sarà insopportabile quindi ti potrò odiare,
rifiutare, per ri-sentire dolore perdita e assenza e colpa.
Questa continuo gioco al massacro dell' anima propria e
altrui è l' insieme dei SINONIMI di SENTIMENTO, VITA. Te e
un qualunque dialogo e punto di crescita personale o
reciproco banditi.
Perchè mi servi, in fondo, e comunque mi servi per MANTENERE
me stessa nella condizione identica a quella infantile. Di
un' infanzia malata. Ora so. Dove sentimenti e ruoli erano
scombinati da tutti e non c' erano punti di riferimento
sanamente utilizzabili.
Perchè la DIPENDENZA AFFETTIVA è DIPENDENZA dall' AFFETTO,
dall' idea di affetto, quella imparata. Ho imparato che
affetto è abbandono, disapprovazione,
sesso-colpa-eseguire-subire-non dire. Affetto è rinuncia a
sè, negazione, affetto è silenzio, remissività assoluta e
odio conseguente pacchetto unico, affetto è non dicibile non
esprimibile. Sesso è dovere sesso è dolore, affetto è
debolezza e umiliazione, sesso è molestia che lega. Tutto
questo nel quadro in cui dalla quantità d'attenzione e
affetto percepito dipendeva il valore che io davo a me.
Tutto da rifare.
Rileggo tutti i miei rapporti, d' "amore", d' "amicizia",
rapporti di qualunque natura vissuti in passato sapendo che
io dentro ci mettevo questo, sapendo che per me CONTATTO con
l' Altro doveva avere necessariamente queste componenti per
darmi l' emozione forte di vita.
Piano piano, non mi sento più aliena da me a cercare
qualcosa di buono per me, a scegliere volta per volta di
ascoltare più internamente ciò che sento ma anche ascoltare
la realtà anche di chi è l' altro e mettersi in dialogo, gli
incontri, anche ciò che è imprevisto poi si può scegliere!
Ovviamente i sentimenti no, quelli si sentono.
Col cuore GRAZIE
Giulietta
beh chi più di noi in tema di
beh chi più di noi in tema di dipendenze potrebbe parlare e
scrivere per ore.. Nella scelta per la VITA che ho fatto, di
certo la sfera affettiva rimane il nodo più grosso da
sciogliere .. quanta dipendenza ricordo nel rapporto con mia
madre, insieme inconsapevoli eravamo vittime di quel mostro
chiamato bulimia : la mia idealizzazione piu' totale di
quella figura materna, mai ai miei occhi vista come donna,
da emulare alla quale ero aggrappata con tutte le mie forze
per fuggire da colui che allora nella mia mente era vissuto
come "un estraneo" in casa, figura tanto temuta per il solo
fatto che era uomo, mio padre... la persona in realtà che ho
sempre cercato di conquistare... ed ho sempre ricercato in
chi incontravo... E poi arriva colui che ho definito per
tanto tempo "l'amore della mia vita", mio fratello , di
certo la più grande dipendenza che ho avuto. Un rapporto
inquinato dal ruolo che mi sono cucita addosso di mamma e
non di sorella, un senso di responsabilità soffocante,
dettato da quelle aspettative che nella mia mente sentivo
richieste dai miei genitori, un dover essere "perfetta" che
era necessario nel mio vano tentativo di "esistere" agli
occhi di mio babbo.
la comprensione di tutto ciò
la comprensione di tutto ciò che le nostre dinamiche
familiari racchiudevano ci ha davvero regalato nuovi
meravigliosi equilibri ritrovando una pace difficile da
spiegare a parole. In tutto questo però il condizionamento
sulla sfera sentimentale è stato totale: la
strumentalizzazione della malattia per non "sentire" nessuna
forma di desiderio era riuscita ed è stato difficile
accoglierne e accettarne in me la presenza. L'idealizzazione
di colui attraverso il quale mi sono concessa questo sentire
è stata davvero forte,instaurando in me una nuova dipendenza
fino a prima a me sconosciuta ed ancora devo in parte
spogliare la sua figura di quel valore per me così
importante ... di certo è un'esperienza che mi ha permesso
di vedere tanti meccanismi miei di difesa (le troppe parole
in realta' usate per "allontanare" l'altro), di sentire le
mie paure, il mio grande bisogno di amore.. tutti strumenti
fondamentali per rafforzare e costruire la mia IDENTITA'
anche in questa sfera così complessa e speciale allo stesso
tempo. E allora avanti tutta !!! La determinazione che sento
dentro, la voglia di essere TOTALMENTE LIBERA si rafforza
ogni giorno attraverso ognuna di voi, attraverso coloro che
mi hanno riportato alla Vita. Grazie.
Passi verso l'indipendenza
Anche a me questo argomento tocca molto da vicino. Anche io
mi ero illusa di trovare nella dipendenza affettiva
quell'amore e quell'unicità che non sentivo provenire da mio
padre. Quel padre che non trovava nessuna soddisfafzione
nella sua famiglia e che investiva ogni energia e passione
"al di fuori di noi". Così, dopo una lunga relazione
sentimentale impoverita e logorata dalla dipendenza, e dopo
amicizie esclusive, incontrai l'Amore. La dipendenza da cibo
era già passata e il vuoto e l'insicurezza che avevo
crescevano ogni giorno di più perchè senza l'identità di
malata non ero nessuno, sentivo di non essere in grado di
fare nulla, di non meritarmi nulla, schiacciata com'ero dal
confronto paterno. Mi sentivo arida, vuota e il nuovo amore
mi riempì totalmente. Da subito cercai l'unione e per un
lungo periodo il fatto di essere "compagna" mi bastò e mi
diede l'identità che avevo perso e che non ero ancora in
grado di costruirmi autonomamente. I problemi, naturalemente,
erano tanti: non sopportavo nessun progetto e nussuno
slancio che erano all'infuori della coppia..
Oggi capisco che la strada per amare l'altro è amare
profondamente me stessa e quotidianamente mi impegno nella
costruzione della mia vita, cercando di proteggere la mia
nuova famiglia e lottando contro il fantasma paterno.
Giulia
...un'alleanza...
Nel corso della mia vita ho sempre ricercato rapporti
simbiotici, morbosi, esclusivi. Paralizzata nella mia
insicurezza e sfiducia in me stessa, estremamente timida e
chiusa, ho sempre sentito il bisogno di avere al mio fianco
una persona che in qualche modo mi desse quell’importanza
che io stessa non riuscivo a riconoscermi. Attraverso
l’essere indispensabile per l’altro avevo la misura del mio
valore.
Fin da piccola tutti i miei rapporti di amicizia sono stati
caratterizzati, e condizionati, dalla mia fortissima
possessività…Dopo l’iniziale “amore a prima vista” in cui
tutto era splendido e l’intesa era magica, in cui esistevamo
solo io per lei e lei per me, inevitabilmente accadeva
qualcosa che spezzava quel meraviglioso equilibrio “duale”,
qualcosa di per sé apparentemente insignificante, ma per me
infinitamente doloroso…una risata con un’altra amica, un
telefono occupato, un nuovo hobby…mi facevano impazzire di
rabbia…sentivo che quella persona che io volevo tutta e solo
mia mi stava abbandonando. E per me non era sopportabile. Ho
cambiato un’amica dopo l’altra, alla costante ricerca ,
sempre fallita, di una fusione completa e totale che potesse
risarcire la mancanza di quell’abbraccio materno che scalda,
avvolge, protegge.
A 19 anni ho incontrato la mia più grande dipendenza
affettiva, l’unica nella sfera sentimentale. Se con gli
occhi di oggi ripercorro i primi momenti di quella
conoscenza mi rendo effettivamente conto di avere
accuratamente e non a caso scelto quel ragazzo. Da un lato,
i suoi mille interessi, la sua vita così piena di amici ed
impegni frustravano il mio incolmabile bisogno di essere per
lui indispensabile..erano fonte di grande sofferenza, ma
allo stesso tempo di infinito godimento, perché confermavano
la mia idea (che aveva radici più profonde e lontane) di
“non valere”, di essere “un fallimento, una delusione”.
Dall’altro, nonostante io lo sottoponessi ad ogni tipo di
tortura psicologica, discussioni estenuanti, scenate al
limite dell’inverosimile, che lui subiva in silenzio,
tornava sempre da me, riconoscendomi così un potere su di
lui. Ho vissuto sempre il rapporto di coppia come una lotta,
in cui, anziché il rispetto e l’amore per l’altro, aveva il
sopravvento il mio bisogno di schiacciare, “castrare”
l’altro, sia come forma di protezione e di difesa
dall’altro, sia come forma di attaccamento a mio padre
attraverso l’identificazione proprio con quei suoi
comportamenti che mi hanno fatto tanto male.
Siamo rimasti incatenati per 8 anni…io in realtà molto di
più, perché per anni dopo la fine di quella relazione ho
vissuto nella forte idealizzazione di quel ragazzo, non
concedendomi neppure di alzare lo sguardo, crogiolandomi
nella convinzione di non poter più trovare un ragazzo così
perfetto, un amore così forte e profondo…
Oggi, dopo tanto tempo e lavoro, con l’aiuto di chi mi ha
insegnato a vedere, capisco quanto la mancanza del calore
materno, il clima anaffettivo in cui sono cresciuta e
soprattutto la costante “demolizione” psicologica da parte
della persona di cui ho sempre ricercato l’approvazione
abbiano condizionato tutti i miei rapporti.
E forte di tale consapevolezza, ho rialzato la testa e, nel
faticoso percorso di costruzione della mia indipendenza, ho
ora al mio fianco una persona che amo e rispetto davvero,
dalla quale non sento più il bisogno di
difendermi…finalmente alleata…
Ale Ces
in ritardo....
Non vado spesso sul blog, ed è la prima volta che " ti leggo
" con tantissimo piacere ed ammirazione. Abbiamo iniziato
insieme il percorso, era ottobre 2005....ti ammiro per la
pazienza ed il coraggio che hai avuto in tutti questi anni.
Solo oggi ho deciso di guardare quella parte che riguarda il
rapporto "duale"...me ne vergogno dopo così tanto tempo...e
volevo dirti che solo oggi sento e capisco quella rabbia e
quel dolore che hai provato nei miei confronti anni fa
quando hai avuto un rapporto simbiotico con me.In quel
momento era talmente forte la mia resistenza verso quella
parte che per non vedere la mia dipendenza affettiva non ho
visto la tua e ti ho ancora più ferita, convinta di non
capire cosa stavi attraversando.Ci tenevo a dirti che, anche
se tardi, oggi ho capito.
Ti voglio bene.
Chiara Ces.
Ale..è incredibile,pur non
Ale..è incredibile,pur non avendoti vissuta tanto cmq ti ho
vista crescere in questo tempo tantissimo, e affrontare le
difficoltà a testa alta, è vero hai avuto tanta forza non
hai avuto paura del dolore perchè ci hai provato con umiltà
perchè ti sei ascoltata, messa in gioco, ti auguro di
goditerti ogni giorno ciò per cui non hai mollato, per cui
hai creduto e che porti avanti e ti auguro davvero tanta
felicità. Ricorderò sempre quando in gruppo mi hai dato una
"bella lezione"facendomi capire quanto fossi annebbiata e
stessi giocando con la sofferenza del mio ragazzo,tuttora la
ricordo spesso..e mi serve da monito per non ripetere
l'errore e riguardo a ciò che scrive anche vere vorrei anche
io amare quella persona(lui ovviamente..per cui sto tanto
lottando) liberamente, rispettandola, abbracciandolo e non
soffocandolo , tenendogli la mano senza volerla saldare alla
mia..
Ti stimo veramente tanto..
Martyy
Grazie tesoro
mi hai regalato una lacrima di commozione (alla fine), e la
conoscenza della tua così significativa e dolorosa
esperienza. Ti stringo fortissimo...che bello crescere
insieme
Fra
.....
...speravo tu prima o poi rispondessi...credo tu abbia molto
da dare con la tua esperienza, con la tua lunga e faticosa
crescita che dopo tanto dolore ti ha reso la persona
meravigliosa che sei(non lo dico perchè sono di parte)...in
quest'anno ti ho visto crescere giorno dopo giorno facendo
venir fuori chi sei veramente...adesso ti manca questo passo
che sai quanto per te è importante: dire ogni volta quello
che pensi, quello che senti senza paura, ormai infondata, di
un giudizio...
Roby Na
per Ale
Ale grazie...grazie per aver scritto...mi hai emozionata e
mi hai fatta commuovere...
Ti voglio bene...
Giulina
..ricordo per un futuro..
..appena letto questo post la mia prima reazione è stata
quella di non scriver nulla..ma oggi credo che mi possa
servire tantissimo fermarmi, riflettere e soprattutto
ricordare..oggi in cui ho sensazioni estranee a me mi
concentro con estrema fatica nel ricordare il mio
passato,come stavo appena arivata a mondosole,le motivazioni
e tutto il dolore per cui ho lasciato "la mia vita"(che vita
non era)per poter intraprendere un percorso di cura in cui
credo fermamente..di dipendenze affettive credo di averne
sempre avute..dipendenze da quelle persone che mi potessero
"dare tutto" ma per poco tempo per poi "esser buttata via" e
riniziare con qualcun'altro..in ogni campo,da quello
affettivo a quello sentimentale..dovevo e volevo ricreare
dinamiche e scenari del mio passato che seppur dolorose mi
creavano un estremo godimento..mi dicevo che mi capitavano
tutte a me mentre solo ora capisco che in raltà me le
cercavo poichè avevo bisogno di quelle persone che con i
loro atteggiamenti confermavano le mie tesi
autodistruttive..parlo al passato anche se è qualcosa che mi
riguarda ancora tanto da vicino..solo ora capisco di quanto
sia difficile staccarsi da quel forte godimento dell'essere
la terza,di situazioni nascoste e inconcludenti..di quanto
siano DIPENDENZE..ma ricordo,ricordo con quanta fatica e
dolore ho superato il ricordarsi di traumi infantili in
passato e scenari identici ma con persone diverse nel
presente,ricordo lo strappo fortissimo del 2 giugno..ricordo
per un futuro,nella convinzione che nel tempo sarà veramente
un parlare al passato e di poter amare liberamente una
persona che a sua volta mi ama per quello che sono,per
essere la compagna di qualcuno e non più l'ombra "usata e
buttata via" di un'altra coppia altrettanto malata..
Con affetto,Giusy.
AMORE BULIMICO E AMORE ANORESSICO
CIAO A TUTTI! sono Serena di Arezzo,ogni tnt scrivevo su
questo blog..l'ultima volta scrissi che ero riuscita a
andare in discoteca con i miei amici dopo giorni passati nel
fango bulimico fra bagno,cucina e divano.
che strano effetto..ripensarci..ora.
Ora sto bene.
volevo pero raccontarvi delle mie esperienze d'amore e delle
riflessioni che ho fatto in correlazione ai miei disturbi
alimentari.
Il primo vero fidanzato risale a 5 anni fa. Siamo stati
insieme 1 anno e 9 mesi. All'epoca ero in fase mentale
anoressica quindi da settembre a gennaio il mio cervello fu
programmato per seguire il programma di morte/suicidio
attraverso l'anoressia. Piu mi privavo di cibo e raggiungevo
un immagine fisica scarna ,piu dipendevo da una figura
estremamnte sdlcinata e che non mi attraeva fisicamente in
quanto piena di quei kg di troppo che io scacciavo dal mio
corpo perche li odiavo nel mio corpo,ma poi cercavo di
amarli nel suo.
Lui era una persona ottima. quanto l'ho stressato: ero
ossessiva,maniacale,lo volevo tutto per me e lo esigevo come
dicevo io,lo lasciavo quando capivo che nn mi attraeva
fisicamente ma poi lo riprendevo perche dipendevo dal suo
amore perche finora nessuno mi aveva amato cosi tanto.
insomma è una storia similissima a cio che racconta anche
chiarasole. in fase anoressica cercavo una figura che mi
desse amore bulimico,che mi rendesse tutto il calore che
l'anoressia mi toglieva.
3 anni fa invece inizio in pieno perido bulimico la storia
piu sofferta.sofferta. s o f f e r t a. con un ragazzo
malvagio di natura. malvagio solo verso me e sua madre.
uno che aveva problemi esistenziali e sessuali.
uno che mi diceva che l'anoressia e la malattia erano
affascinanti,uno che voleva tenermi sotto la sua presa ,uno
che voleva che condividessi ogni sua iniziativa,giusta o
sbagliata, pazza o non pazza, ogni suo pensiero.
lui era l'anoressia nell'amore perche nn mi dava amore.
e io ero bulimica ,tremendamente in preda alla bulimia per 3
anni .
vi dico solo che siamo arrivati alle mani spesso e
volentieri.
ci siamo lasciati 10 volte prima di lasciarci
definitivamente dopo 2 anni.
e aver lasciato lui mi ha fatto capire che ero diventata
forte: che finalemtne mi prendevo cura di me perche fino ad
allora nn vedevo di fronte a me i miei diritti,la
ragione...ero un involucro di irrazionalita che vedeva in
lui l'unica cosa certa della sua vita come se io
appartenessi a lui e lui fosse in mio potere..una sorta di
lady hawke ..che alla fine si libera e consegna i lacci al
prete.
ecco io ho liberato i miei diritti!la mia vita!nn sn piu sua
prigoniera!quanto ho sofferto. 2 anni di maltrattamenti
fisici e psicologici, di violenze subite ingiustamnte.
nn voglio scendere ulteriormente nei particolari.
pero ora sn felicemente single,e amo me stessa con i miei
pregi e i miei difetti.
vi ho voluto raccontare queste mie parententesi di vita per
farvi capire che anche nel mio caso i miei disturbi
aliemntari si fondevano con la sfera affettiva.e nn era
casualità.
..........
...ho sempre pensato, offuscata dalla malattia, di non
dipendere da nulla e da nessuno...io non avevo bisogno di
nulla e di nessuno: ero sopra tutti... così pensavo... e
tutte le persone che incrociavo lungo la mia strada erano
solo degli usa e getta da avere e poi eliminare...questo mi
faceva sentire forte, da un lato, ma mi distruggeva
facendomi sentire la persona più schifosa della terra e mi
teneva in gabbia perchè non ero libera di amare...era
un'altra terribile dipendenza...
...come col cibo ogni ragazzo dovevo averlo a tutti costi( e
nulla poteva frapporsi) e poi eliminarlo, anche perchè dopo
ogni rapporto sessuale quella persona mi diventava squallida
e insopportabile... e così di nuovo alla ricerca di
qualcuno...nel tempo la bulimia sessuale mi ha logorato
anche perchè ogni volta rivivevo l'evento traumatico del mio
passato e poi rivivevo tutto l'innamoramento nei confronti
di mio padre: andare sempre alla ricerca di qualcuno da
conquistare ricalcava come per tutta la vita avevo cercato
di avere mio padre, di conquistarlo in ogni modo, ma anche
di eliminarlo quando si avvicinava e entrava nella mia vita
perchè lui non era quel padre idealizzato che io volevo.
Ho avuto anche una storia lunga e parallela alla mia bulimia
sessuale, ma anche questo ragazzo che avevo accanto non era
a caso: era molto molto simile a mio padre.
Non posso parlare di reale dipendenza affettiva con nessuno
dei ragazzi chè sono entrati nella mia vita, la mia
dipendenza era legata alla sfera sessuale,il sesso era il
mio oggetto sintomatico e gli uomini solo un mezzo per
averlo. La dimensione affettiva era totalmente esclusa,
negata.L'amore era ridotto al sesso, atto puramente tecnico.
Fa male, proprio male ricordare tutto ciò...ho in mente
vivide quelle sensazioni di estremo vuoto e di nausea che
seguivano il risveglio dall'anestesia del sesso uguali a
quelle che seguivano il risveglio dall'anestesia di
un'abbuffata.
Ho conosciuto credo solo una grande e immensa dipendenza
affettiva, quella con mia madre, dipendenza logorante,
straziante come ogni dipendenza...in cui l'amore e frammisto
all'odio e si esprime in senso di colpa, dove domina la
paura e il controllo e non la libertà...E' stato molto
complesso comprendere cosa vuol dire amare, cos'è una
relazione all'insegna della libertà e del rispetto e non
della morbosità e del controllo...
E'stato molto dura e complessa lasciar venir fuori tutta la
tenerezza e la dolcezza, concedersi di amare e essere
amata...e oggi giorno dopo giorno nella mia quotidianità con
la persona che amo mi rendo conto di quanta fatica e impegno
ci vogliono per far crescere un amore sano e maturo e una
relazione che renda ciascuno libero e non prigioniero...
Roby Na
UNA PRIGIONE DORATA
Cara Chiara,
ricordo ancora il giorno in cui hai raccontato questa tua
esperienza....ricordo con quanta curiosità e attenzione ti
ascoltavo...solo successivamente ho preso coscienza di
quanto la cosa mi riguardasse e toccasse da vicino.
Faccio fatica a esprimere un commento sulla dipendenza
affettiva...su quello che è il mio SINTOMO.
Se penso alla dipendenza affettiva penso ad una prigione
dorata che inizialmente ti dà una gioia infinita, ti fa
sentire importante, ti fa sentire sicura e protetta e questo
perchè ti regala la possibilità di vivere tutte le
situazioni, la quotidianità, l'intera vita come quando si è
piccoli, come quando si è un tutt'uno con la mamma.
Oggi però che sono più lucida mi accorgo che di dorato poi
non c’è molto in quanto pur vivendo in simbiosi, pur
realizzando il sogno più intimo di FUSIONE con l’altro non
si è felici poichè si patisce la condizione d’essere
dipendente che non riesce a vivere senza l’altro e che vive
nel terrore di perdere l’altro : questo provoca frustrazione
e all’amore si unisce l’odio, l’odio per quella persona così
importante, così fondamentale senza la quale ci si sente
nudi, piccoli, indifesi….SOLI!
Per tutta la vita ho cercato questi tipi di rapporto e in
effetti ho avuto diversi rapporti simbiotici, uno più
distruttivo dell'altro che mi hanno portato sempre a
soffrire in modo spaventoso.
Credo profondamente nel fatto che le persone che ci
scegliamo non vengano a caso, credo ci sia una particolare
cura nello scegliere quella persona che DEVE avere
determinate caratteristiche così da poter ricreare certe
situazioni già vissute in passato ma mai risolte dentro di
noi.
Così, io ho sempre scelto persone molto egocentriche,
persone apparentemente molto sicure di sè, “persone da
conquistare”, d'altronde ho cercato per tutta la vita di
conquistare l'attenzione di mia madre….
Eppure se ci penso mia madre è stata sempre con me, in
maniera anche invadente oserei dire impedendomi così di
crescere e staccarmi in maniera sana, ma io ancora oggi
cerco disperatamente il suo ascolto la sua presenza
ingombrante ma rassicurante quasi non fosse mai stata al mio
fianco negli anni di crescita … Solo oggi capisco come
quanto in realtà io l’abbia sempre percepita assente in
quanto anziché accogliere i miei bisogni di figlia, cercava
in me risposte a suoi bisogni.
Alla fine di ogni rapporto simbiotico mi assale un’infinita
disperazione che deriva dal sentire tutto il vuoto che ho
dentro, dal sentire il pianto di quella bambina che non
riesco a consolare…
Oggi sto cercando di fare un lavoro affinchè io possa
interrompere la coazione a ripetere, affinchè io possa
interrompere quest’infinita ricerca di un risarcimento
affettivo che non può esserci e soprattutto non può venire
da qualcun’ altro… vorrei imparare a volermi bene e a darmi
valore senza cercarlo all’esterno, vorrei essere madre di me
stessa consolando la mia parte piccola.
Vorrei poi libera da queste dinamiche riuscire ad amare
senza il bisogno che l’altro mi completi essendo
semplicemente IO, una persona con i suoi pregi e i suoi
difetti.
In conclusione vorrei condividere la lettura di questa
poesia che a me piace leggere e che mi ha reagalato diversi
spunti di riflessione.
Giulia Del Verme.
Amare una persona è…
Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno di alleviare la propria
solitudine.
Temere di perderla, ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei, ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei, pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei, pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò, la cosa più importante da fare
è…
accettarla così com'è, senza pretendere che sia come si
vorrebbe.
OMAR FALWORT
PS: HO SCRITTO POESIA MA NON
PS: HO SCRITTO POESIA MA NON è UNA POESIA MA SEMPLICEMENTE
IL PENSIERO DELL'AUTORE CHE PERò CONDIVIDO.
In questi giorni sto pensando
In questi giorni sto pensando tanto a questo argomento... E
mi sono resa conto di quanto nel corso della mia vita io
abbia sempre ricercato la dipendenza da qualsiasi cosa...
Non ho mai avuo un ragazzo ma ho conosciuto la dipendenza
affettiva prima con mia mamma e ora con ChiaraSole,in cui
ricerco caratteristiche materne,spostando completamente la
dipendenza dal cibo a lei...
E' incredibile quanto si arrivi ad odiare la libertà
dell'altra persona....ti si strappa tutto appena se ne va e
pensi che niente abbia più senso....
E anche quando ci stai ti rendi conto che non basta
mai...detesti chiunque si avvicina a lei,arrivi a esaminare
ogni parola che ti dice e basta una virgola che prendi
storta e stai male una giornata,non esiste più altro...ma al
momento stesso la assilli per avere la garanzia che sarà per
sempre attaccata a te,che non la PERDERAI...la cosa che fa
più male è sapere che non lo è mai stata e non potrà mai
esserlo perchè non potrà mai darti il risarcimento di ciò
che non hai avuto...e il dolore che "ti fa provare" è per il
tuo bene,per farti staccare dalla dipendenza che ti
impedisce di vivere....ma tu non lo vedi perchè da una parte
non vuoi vederlo...in certi momenti di lucidità ti rendi
conto che tu stessa non ne puoi più ma non ce la fai a
staccarti perchè hai BISOGNO di restare attaccata a
lei....ti autoannulli,la tua vita è pianificata in base alla
sua e tutto gira intorno a lei...l'altra persona diventa un
vero e proprio SINTOMO.
Mi sono sempre sentita inutile nella mia vita e legarmi
simbioticamente a qualcuno come un Koala vero e proprio,sinificherebbe
essere indispensabile per l'altro,dare un senso alla mia
vita e sentirmi VIVA.
E' troppo facile far ruotare la propria vita intorno ad
un'altra persona piuttosto che intorno a se stessi...e a
lungo andare quella persona finirai per odiarla,specie se
vedi che lei senza di te riesce a vivere tranquillamente e
tu invece non riesci neanche a respirare senza...e inizi ad
odiare anche te stessa perchè non riesci a staccartene...
E' più facile restare bambina e approcciarti all'altro in
maniera infantile...è molto più difficile crescere e
costruire un rapporto adulto e maturo...
Ed è proprio su questo che sto lavorando tanto,perchè sono
così i rapporti che d'ora in poivoglio creare...
Rapporti in cui sia io che l'altra persona abbiamo la nostra
vita e ci vogliamo bene lo stesso...perchè è così che si
dimostra davvero il bene ad una persona,rendendola libera...
Il vuoto va sentito...devo resistere al sentire perchè solo
così potrò superarlo...è vero,ho tanta paura di guardarmi in
faccia e vedere per la prima volta solo me stessa... senza
protezioni ma con la mia vita...ma penso valga la pena
tentare una volta per tutte..tra i BASTA e i VAI A VIVERE
pieni di sole...
Giulina
la mia dipendenza
Vi racconto la mia esperienza..penso sia importante
conoscere le mille sfaccettature che può avere la dipendenza
affettiva.
Sono sempre stata innamorata di mio padre:un uomo
silenzioso,indifferente,contraddittorio...il mio uomo,solo
mio.
Cucinavo per lui, piangevo ed ero impaurita a causa dei suoi
silenzi, tornavo a casa alle sei perchè lui smetteva di
lavorare alle sei...mia madre lavorava tutto il giorno ed io
ho avuto la possibilità di prendere il suo posto
Più mi screditava più lo amavo e cercavo di conquistarlo,
ogni minuto,ogni secondo della giornata era in qualche modo
dedicato a lui.
Ogni tanto il nostro rapporto diventava intimo ed
"affettuoso":mi faceva le coccole, mi palpava la pancia ed
il sedere...poi i commenti, spietati:troppo grassa, troppo
magra ma non importava, mi aveva notata, considerata ed a
modo suo amata.
Mia madre era però la sua amante, la donna che in fin dei
conti l'aveva vinta, la donna che soddisfava i suoi
desideri: era inconcepbile ed inaccetttabile...dovevo
trovare un sostituto di mio padre.
Ho passato l'adolescenza a cercarlo, a cercare chi avrebbe
potuto placare la sofferenza edipica.
Ho trovato quell'uomo durante gli anni
dell'università:fidanzato da anni, conviveva.
Un ragazzo da curare, del quale prendersi cura, sporco
dell'odore di un'altra donna.
Ricordo che mi svegliavo ogni mattina con l'adrenalina in
corpo:ogni giorno dovevo riconquistarlo, allontanarlo sempre
di più dalla sua donna..dimagrire, non mangiare, vomitare
per avere quei commenti sul corpo che mio padre faceva.
Organizzavo serate a base di alcol e droghe per farlo
rimanere a dormire da me, per farlo svegliare la mattina con
me, per poter cucinare il suo esagerato ed olioso pranzo,
per riempirlo, in tutti i modi di me stessa.
E' questa la dipendenza affettiva:vivere per l'altro con
l'incubo di perdere l'altro, con l'unico scopo di "far
parte" del'altro".
Solo dopo anni di terapia ho avuto modo di "lasciare andare"
mio padre, di restituirgli quel ruolo che di fatto lo
compete, di abbracciarlo da figlia e non da amante.
E solo ora posso amare senza cercare la figura idealizzata
del marito di mia madre.
Giorgia
Quanto è difficile non
Quanto è difficile non ripetere le dinamiche di
sempre...quando le senti dentro, quando il desiderio,
l'attrazione ti spingono verso quella direzione, è la strada
che conosci......quella che hai sempre percorso, che ti ha
fatto arrivare al cielo , ti ha riempito, ha colmato quel
vuoto che avevi dentro.....ti sentivi desiderata, voluta,
accettata, amata...e poi ti ha fatto cadere giu......ti ha
fatto sprofondare giu, un'altra delusione, un altro uomo ti
ha deluso, lasciata...tradita...e con sé ti porta via quella
fiducia che non avevi in te stessa e che per questo dovevi
cercare negli altri.....dovevi sentirti amata, perchè tu non
amavi te stessa...volevi un risarcimento per l'amore che non
hai avuto, volevi conquistare a tutti i costi una persona,
non potevi accettare che ti lasciasse ancora......volevi
legarla a te.......non potevi accettare un altro
abbandono......perchè ogni volta è come se si portasse
dietro tanto altro dolore, è come se non soffrissi
"semplicemente" per una storia d'amore finita, ma per molto
molto altro........non puoi accettare il tuo passato.....non
puoi accettare di non essere voluta, non riesci a
farlo.....anche se razionalmente vorresti......te lo ripeti
sempre.....
è difficile...in un certo senso è come sacrificare una parte
di te......e seguire un'altra direzione....quasi
contro-di-te, contro-il tuo desiderio......
sapere le risposte a tanti perchè........non basta ad
accettare il proprio passato.....cosi come capire certe
dinamiche è molto lontano dall'interiorizzarle......
spero di riuscire a farlo grazie all'aiuto dei nostri
angeli, Chiara e Matteo che ci aiutano in questo
percorso....
grazie ragazze per quello che avete scritto...Marti, Sere
Romi...vi voglio bene
un abbraccio
Michi An.
Dipendenze e indipendenze
Io sono stata una persona dipendente da quasi tutto: studio,
cibo, sport, pulizia, lavoro.
Tutto tranne alcool e droghe, per il 'semplice' motivo che
per me rappresentavano un'inaccettabile perdita di
controllo, e comunque è vero che le dipendenze dalle
persone, cioè quelle affettive, sono le più dolorose.
E uno dei motivi è che le persone, al contrario di tutti gli
altri oggetti sintomatici, di norma non sono controllabili.
Vivono, pensano, sentono, indipendentemente da te..e questo,
per una persona 'dipendente', è insopportabile.
La prima persona con cui ho avuto un forte e reciproco
rapporto di simbiosi, e quindi di dipendenza, è stata mia
madre: un rapporto di grande odio e di grande amore, come
sempre in questi casi.
Poi c'è stata Serena, una mia compagna di classe fortemente
idealizzata, c'è stato Paolo, un uomo sposato di 31 anni
mentre io ne avevo solo 19 ed ero nel pieno della malattia,
poi c'è stata ChiaraSole, e poi ancora un'altra Chiara.
Alcune di queste persone erano altrettanto dipendenti da me,
altre no, ma in ogni caso mi ricordo il profondo dolore
provato..sia durante il rapporto, sia in quel dolorosissimo
ma necessario STRAPPO.
Quello che con grande fatica, giorno dopo giorno, porta alla
costruzione di una propria indipendenza.
La costruzione della mia attuale indipendenza è stato un
cammino in salita, doloroso, pieno di strappi e di vuoti, di
momenti in cui avrei rivoluto anche una sola delle mie
dipendenze pur di non sentirmi così sola.
'Sola' con me stessa, 'costretta' a guardare in faccia me e
i miei problemi. Solo io, senza alcuna protezione.
Perchè le dipendenze sono anche delle grande protezioni da
tutto ciò che ci spaventa..
Oggi so che nella dipendenza non può esistere vero amore,
vero rispetto, in minima parte forse, ma mai completamente.
E sono felice di averla percorsa questa strada..perchè le
relazioni che ho adesso sono vere, piene, e sincere. In
poche parole, libere.
Romi
per Romi
...Non mi stancherò mai di dirtelo...ma GRAZIE per ogni
aiuto che mi dai con le tue prezione parole,sono oro per me
e riescono a darmi tanta speranza...So che mi capisci
davvero tanto (troppo ;) )e vedere quanto sei riuscita a
conquistarti oggi e la libertà e la bellezza di cui sono
pieni i rapporti che ti sei costruita mi da tanta forza...
Ti voglio bene
Giulina
grazie Chiara
questo post mi ha riportato indietro..avevo undici anni
quando "persi la testa" per il primo ragazzo;un ragazzo di 5
anni pìù grande e io,una bambina che voleva a tutti i costi
essere donna o perlomeno farlo sembrare!
Il giorno del mio dodicesimo compleanno,quel ragazzo mi
portò a casa e approfittò della situazione..quella che
doveva essere "la prima volta" è stata la mia condanna a
morte,un atto di violenza che paradossalmente mi ha legata a
lui con una forza per me nuova;una sensazione di
dipendenza,di sottomissione che in maniera perversa a me
piaceva ma non solo,ne sentivo il bisogno!Quel maledetto
desiderio di star male ad ogni costo..7 anni di violenze non
solo fisiche ma anche verbali,psicologiche..scenate di
gelosia che andavano degenerandosi,notti di "sballo"
forzato,compromessi che includevano la frequentazione di
altre ragazze ma soprattutto la convinzione malata che se
agiva così lo faceva per AMORE..tutto per lui,la MIA VITA
per lui..
e poi negli anni altri ragazzi,altre storie tutte con un
denominatore comune la VIOLENZA e la solita frase che mi
ronzava in testa MI CAPITANO TUTTI COSì!!..ancora non
credevo che invece ero io a fare una selezione talmente
accurata che ognuno di loro doveva riportare i tratti dei
miei genitori..la continua ricerca dell amore sotto le
uniche forme che io conoscevo la VIOLENZA,la RABBIA,la
MENZOGNA..
oggi le cose sono cambiate grazie a te Chiara,a te Matteo..
ho scoperto che l amore è soprattutto RISPETTO,amare è un
sentimento fondamentale che dovrebbe essere sentito da ogni
persona in modo VERO,AUTENTICO..
GRAZIE MONDOSOLE!!! -VALERIA-
Ciao Chiara
Inserito da Anonymous il 21/10/2009 - 09:09
Ciao Chiara... quanto hai ragione.... quante volte mia madre
mi ha ripetuto "hai la calamita tu!...... ma a distanza di
tempo e di tutto il vostro aiuto ora posso dire.... quant'è
bello quando arriva il mercoledì...passo due ore con una mia
amica mentre mio marito va in sala prove(suona la batteria
in un gruppo)...e quando torna.. non succede nulla, niente
pianti, niente infuriate, niente crisi.. ci raccontiamo
com'è andata la serata, e ci addormentiamo insieme
tranquillamente, lindomani ci svegliamo e si ricomincia un
nuovo giorno...... Sai non ci avevo pensato a questa mia
tranquillità nel vivere gli hobby di mio marito e mi viene
da dirti un altra volta GRAZIE....DANIELA PAVIA
Io e Davide ci siamo
Io e Davide ci siamo incontrati quattro anni fa per strada e
immediatamente riconosciuti l'una con l'altro.immediatamente
fusi.
Ambedue con un sintomo importante,io anoressica ,lui
tossico.
Io arrivavo da un matrimonio e da una convivenza finiti e ho
visto in Davide tutto riccioli ,quella figura di bimbo che
sempre disegnavo da bambina al posto del principe azzurro.
Cosi' e' iniziata la nostra travagliata storia che fin da
subito ho sentito radicata dentro me.
E' la mia anima gemella dicevo al mio terapeuta di allora,la
mia conoscenza atavica...non immaginavo che sarebbe
diventato il mio sintomo numero uno.
Oggie' passato un anno da quando ho iniziato a guardare alla
mia storia con Davide ,alla figura di Davide per me.E sono
passati dieci mesi da quando Davide,anche lui in percorso,mi
ha lasciato perche' si e' reso conto di essere incapace di
amare.e perche' in me ha cercato la mamma e non la compagna.
Io soffro ancora oggi come un cane bastonato e cerco di
ricollocare la sua persona,di ripulirla e vederlo per cio'
che e' stato.Ma ancora oggi ,ancora non riesco emotivamente
a staccarmi da lui.
La parte razionale comprende,ma il cuore va per conto suo.
So' che ho riportato su Davide probabilmente sia le figure
di babbo che quella di mamma e forse anche di mio fratello.
E so' che si e' generato un incastro malefico dove lui
rivedeva in me la mamma e io in lui il bambino mai avuto.Il
mio bimbo prezioso da proteggere ee amare senza
richieste,quasi incondizionatamente.Davide che lo sento
nella pancia,Davide che batte dentro me,Davide che ancora
oggi nonostante io veda non accetto di metterlo in
discussione.perche' metterlo in discussione vuol dire
ripulirlo dalla idealizzazione.Come ho dovuto fare per
babbo.
E ho cercato di far innamorare Davide ogni giorno come ho
sperato di fare con il mio babbo..
Ma ancora oggi e' come se dovessi tenere forte una corda e
tirarla e tirare lui verso me "ehi guardami,girati,riconosci
il nostro amore che c'e'.dimmi che per me ci sarai sempre
come io per te.che se avro' bisogno non mi volterai le
spalle,che entri a vita nel mio cerchio come io nel
tuo"..questo mi dico ogni giorno e mi rendo conto che ancora
oggi lui e' il mio sintomo .dove mi rifugio quando sono in
difficolta',dove mi rifugio per non misurarmi nella sfera
sentimentale.
Ma io lo sento dentro e faccio ancora fatica ad ammettermi
tutto quello che ho scritto e fin ora visto.
Come se non potessi mollare la fune fiche' non si voltera' e
cerco la risposta alla domanda "ma chi si deve voltare
davvero sere?.."
serena
Grazie..
Grazie per quello che hai scritto, che mi ha toccata più di
quanto riesca ad esprimere..
ti voglio bene Sere, e ti stringo.
Benny
Comprendo ciò che senti sere,
Comprendo ciò che senti sere, il cuore (il bisogno) è così
duro da modellare, da lasciare andare, da ascoltare e
cedergli la possibilità di parlare;sta scoppiando ma non
glielo permetti, tappi tappi tappi.Sto provando molto di
tutto ciò:cercare di portare una persona a te, lottare
affinchè ti venga in contro, a volte pensare di essere tu
stessa a pretendere troppo ma il cuore urla..A volte urlo di
rabbia verso di me, verso chi non mi capisce, a volte dico
che va bene passano giorni ma poi si ripresentano buchi
irrisolti e ancora sono qui a non capire cosa voglio
davvero, è come se fossi bloccata, ancora qui a volte a
rimuginare su maledette scelte, altre a dirmi che ho fatto
bene, ma il mio pensiero corre e il mio cuore non è sazio,
non si sente amato e compreso davvero ma forse proprio dalla
stessa me..Sono fifona e codarda,mi sento in colpa per aver
fatto soffrire io mio moroso in certe situazioni e ancora di
più a ritrovarmi ora con un groppo dentro che da sola non lo
posso risolvere, vorrei risolverlo con lui ma non ci riesco,
non siamo in due come vorrei verso la stessa meta e per
questo provo tanto dolore ma più passa il tempo più mi sento
sola. Voglio crescere, voglio guardarmi dentro senza paura e
non so quando farò chiarezza davvero..
Scuse se mi sono dilungata un pò tanto, volevo condividere
ciò che sento adesso...e quando torno ti abbraccio forte..
Martyy
e io lo prendero' tutto il
e io lo prendero' tutto il tuo abbraccio ballerina..
sere
Cercando la Libertà
Io non scrivo molto sul blog, ma lo leggo spesso e su questo
post mi piacerebbe mettere anche qualcosa di mio.Penso che
la dipendenza affettiva(simbiosi) come negli anni
precedenti, sia stata importante,anche se dolorosa,
(dolorosa come nello stacco)come noi siamo arrivate fino a
qui, a capire e continuare ogni giorno a capire noi
stesse.Importante perche pur portando un sintomo come il
nostro, ci ha portato a capire che noi possiamo iniziare a
decidere,cercando la libertà delle nostre scelte, dei nostri
pensieri, dei nostri gusti e tutto cio che in una situazione
di dualismo ci si sente imprigionati.Tutto questo a cuore
aperto con il mondo, con tutta la fatica del caso,
affrontando comunque, perche si ripresenterà, ma è il
desiderio della vita stavolta a farsi sentire.Io questo
credo.D'altro canto c'è anche quella parte di tempo molto
importante in cui personalmente credo che serva davvero per
guardarsi,sentire,conoscere,intraprendere.Fin dal primo
giorno ho capito che questo era il mio percorso giusto per
poter iniziare a sentire profumo di libertà costi quel che
costi, senza scaglioni di tempo ma solo nella giosa attesa
del sole, ogni giorno e nelle piccole cose.E poi c'e quell
amato ideale...
Debora

